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Vi parlo di un libro – Bianca come il latte rossa come il sangue di Alessandro d’Avenia

Ma l’amore è un’altra cosa. L’amore non dà pace. L’amore è insonne. L’amore è elevare a potenza. L’amore è veloce. L’amore è domani. L’amore è tsunami. L’amore è rossosangue.

Cit. Alessandro d’Avenia – Bianca come il latte rossa come il sangue.

Qual è il libro con cui avete iniziato il vostro percorso di lettura? Il mio primo approccio con la lettura è avvenuto in prima media, nel 2010, durante la lezione di italiano. La professoressa iniziò a leggerci “Bianca come il latte rossa come il sangue” di Alessandro d’Avenia ed io me ne innamorai perdutamente. Ricordo che quella fu la prima volta che mi interessai alle pagine di un libro in modo vero. Decisi che sarebbe giunto per me il momento di comprare il romanzo e di leggerlo nuovamente da sola, tra le mura della mia cameretta. Finito quello avrei continuato ad approcciarmi ai libri con romanzi d’amore ancora per qualche anno, prima di sconfinare nel mondo dei thriller!

Ho deciso di parlarvene perché tratta di un argomento molto attuale: la leucemia, una forma tumorale che colpisce le cellule del sangue. Perché proprio questo? In questo lungo periodo di quarantena ci stiamo rendendo conto che quello che abbiamo di materiale non è nulla rispetto a ciò che abbiamo nell’anima. Secondo me è un po’ il messaggio che passa questo libro: il materialismo si annulla di fronte alla malattia.

Trama

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno.


Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Ve ne parlo!

Tutto è normale: un adolescente si innamora di una ragazza che vede tra i corridoi della scuola, prende male un professore nuovo, non ha voglia di mettersi in gioco per qualcosa. Poi Niko, il suo migliore amico, lo convince a prendere coraggio e dichiararsi a Beatrice, prima che qualcun altro faccia la mossa al suo posto. Quando Leo finalmente decide di dichiararsi, si affida alla sua migliore amica Silvia, conoscente di Beatrice, per avere il suo numero di cellulare. La gelosia però in questo gioca un ruolo fondamentale: il numero che Leo riceve è quello sbagliato. Dopo vari giorni ad aspettare una telefonata o un messaggio, Leo si arrende. Ma Silvia lo vede diverso, molto più triste, così decide di confessarsi, mettendo a rischio la loro amicizia.

Film – Bianca come i latte rossa come il sangue

Nel momento in cui finalmente Leo riesce a parlare con Beatrice, tra loro nasce un’intesa molto forte. Ma proprio quando sembra andare tutto bene, la ragazza viene colpita dalla malattia e a Leo cade il mondo addosso. Non può più vederla quotidianamente perché la stanchezza prevale sulla voglia di stare con lui. Ogni telefonata è un pugno allo stomaco, la paura di rispondere e sentire il peggio è tanta. Ma Leo non si arrende e passa ogni giorno a farsi forza per poter passare anche cinque minuti in compagnia della sua ragazza.

Il finale del libro è quello che ci aspettiamo, ma con qualcosa in più. Leo e Silvia finalmente capiscono che la vita è imprevedibile e che tutto va vissuto nel modo che si ritiene opportuno, che non si deve perdere mai tempo perché è poco e non torna indietro.

Perché attuale?

Bianca come il latte rossa come il sangue” parla di come è difficile affrontare la vita quando ti dà queste botte in testa. Parla di quanto sia imprevedibile e di quanto ogni attimo sia prezioso. Il periodo storico che stiamo affrontando è delineato da una tragica emergenza sanitaria che ci costringe a passare ogni ora della nostra giornata in casa, ad uscire per lo stretto necessario e a indossare mascherine e guanti per evitare contagi. E’ un po’ quello che accade quotidianamente a chi ha famigliari oncologici: l’attenzione alle piccole cose è fondamentale.

I sacrifici che stiamo facendo sono necessari per salvaguardare la nostra salute e quella delle persone a cui vogliamo bene. Leo in questo libro fa di tutto per evitare che Beatrice si stanchi troppo e per farla sorridere nonostante tutto. Perché se si può sorridere quando non c’è più niente da fare, lo si può fare anche in questa situazione. Nessuno ci ha tolto nulla, ci stanno dando l’occasione di migliorare e migliorarci.

Quando ci lamentiamo del fatto che non possiamo uscire, ricordiamoci che ci sono persona che non possono uscire da tanti anni, costrette a un letto d’ospedale. In questo periodo di riposo forzato, leggetevi un libro e condividete la lettura con qualcuno che conoscete, parlatene per telefono e diffondete questa passione per le storie scritte: è l’unica cosa che rimarrà per sempre.

Se vi va di leggere il libro, vi lascio il pulsante di rimando al link d’acquisto. Inoltre potete vedere anche il film, uscito nel 2013, tratto dal romanzo. Vi lascio il pulsante anche per il DVD.

Vi consiglio sia la lettura del libro che la visione del film perché entrambi insegnano ad amare di più la vita.

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