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Recensione – Volevo solo sfiorare il cielo di Silvia Ciompi

Amare significa esporsi ed essere vulnerabili, e io ti capisco meglio di chiunque altro, dopo la morte di mia madre e di mio nonno. Io non volevo innamorarmi di te esattamente per questo. Ma la solitudine è una sofferenza ancora più nera, credimi, e preferisco centomila volte il rischio di soffrire, piuttosto che non sentire niente ed essere morta già a diciott’anni.

Volevo solo sfiorare il cielo – Silvia Ciompi

Ringrazio sentitamente la casa editrice Sperling & Kupfer per avermi inviato una copia cartacea del nuovo romanzo di Silvia Ciompi per recensirlo. Sono stata così felice quando l’ho ricevuto da buttarmi subito nella lettura… ed eccomi qua oggi, a parlarvene. Ne sento terribilmente il bisogno, questo libro ha scosso qualcosa in me.

Trama

Volevo solo sfiorare il cielo di Silvia Ciompi

Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all’inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all’Isola d’Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all’amore.

E all’improvviso, mentre l’estate infuria e l’afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita? 

Recensione

Quando un libro di smuove qualcosa dentro…

…allora è quello giusto. “Volevo solo sfiorare il cielo” è arrivato come un fulmine a ciel sereno, in un periodo abbastanza buio in cui qualsiasi lettura non mi soddisfaceva abbastanza. Iniziavo a leggere qualcosa e tac che cadevo nel blocco del lettore. Poi il postino ha suonato il campanello. “Non aspetto niente” pensavo tra me e me mentre scendevo le scale del mio condominio. Mi fermo davanti alla porta, la apro, prendo il pacco e torno in casa. Apro la busta e tutta la tempesta dei giorni precedenti sparisce. Mi trovo tra le mani il libro che credevo non mi sarebbe arrivato a causa della mancata disponibilità delle copie e per me è come un regalo fatto dall’amica più stretta. Energica e super emozionata, inizio a leggere. Ero realmente inconsapevole che quel libro avrebbe smosso in me emozioni troppo forti da gestire.

La storia, i personaggi, l’ambientazione

Leggendo la trama di questo romanzo non avrei mai creduto di trovare tra le parole scritte così tante emozioni. Il libro parla di Clelia e Lorenzo, entrambi feriti e ingannati dalla vita che, invece di dar loro gioia e spensieratezza, si è presa ogni briciola di felicità condannandoli a un’esistenza dura. Clelia ha perso la mamma in un incidente di cui si sente colpevole mentre Lorenzo è frustrato da una situazione asfissiante che lo rende schiavo dei ricordi felici e del futuro che pensa di non poter più scegliere. Entrambi sono legati a una vita troppo cupa. Clelia ha smesso di vivere dopo la morte della mamma e Lorenzo ha intenzione di fare lo stesso.

Un giorno però il destino li porta entrambi davanti all’entrata di un’edificio che sembra essere di Lorenzo ma che legalmente appartiene a Clelia. Così si incontrano e come solitamente avviene tra due persone simili ma apparentemente diverse, iniziano a prendersi a parole. E saranno proprio quelle parole ad avvicinarli sempre di più alla felicità. Inizia così il loro cammino insieme.

Il libro è ambientato all’Isola d’Elba, dove Lorenzo si rifugia, lontano da tutti. Lo zio, Roberto, anche se non sembra d’accordo con lui, lo accoglie nel suo appartamento e gli permette di passare un’estate spensierata. Clelia, invece, sull’Isola ci è nata una volta e rinascerà una seconda volta ancora, grazie a sua nonna Bruna, al suo amico Ahmed e a Lorenzo. Grazie alla felicità di cui pian piano cerca di riappropriarsi.

I personaggi sono pochi e tutti ben sviluppati. Le descrizioni, seppur a volte abbastanza lunghe, tengono il lettore incollato alle pagine perché sono scritte talmente bene da non essere mai pesanti. La semplicità di scrittura dell’autrice contrastata alla profondità dei temi che vengono trattati permettono a chi legge di immedesimarsi ancora meglio con i protagonisti. Clelia e Lorenzo in particolare, crescono tra e con le parole di un narratore onnisciente ma mai troppo invadente. Ho amato questi due ragazzi perché in ogni loro gesto c’ero anche io.

L’amore che va oltre il dolore

L’amore tra Clelia e Lorenzo va oltre il dolore e la paura. Il loro desiderio di amore, di felicità e di vita è più forte di tutte le condanne che hanno. Ecco perché si cercheranno sempre. Ecco perché mi sono ritrovata tanto in loro. La paura di non farcela, il passato che torna inesorabile e ti svuota, i ricordi che fanno un rumore incredibile. Ma la cosa che fa più male è la voglia di normalità che sai di non poter mai avere. Sono questi i temi delicati e tremendamente realistici che l’autrice affronta con parole genuine, spiazzanti, in grado di arrivare al cuore di chiunque.

Lo consiglio?

E’ un libro che certamente consiglio e che terrò per tempre tra i miei preferiti. É un libro forte, che affronta tematiche forti ma che è adatto a tutti. Un romanzo che va oltre le parole, che va oltre la trama, che rimane dentro e non se ne va più. Lo consiglio a tutti perché merita veramente di essere letto e amato.

VOTO: 5\5

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Collaborazione – I ricordi non fanno rumore di Carmen Laterza

La nostalgia per la madre, la paura di Ruggero, l’asperità stessa della vita quotidiana dimostravano a Bianca, giorno dopo giorno,, che per sfuggire alla guerra non bastava tenersi lontano dalla violenza, scappare un po’ più in là, salite su un carro e poi su un altro, superare le colline, accettare la miseria infame. La guerra era ovunque intorno a lei, acuta e incombente, ma forse non erano tutti ugualmente vittime e l’unica possibilità era capire se c’era davvero una parte giusta per combattere, come aveva sussurrato Vittorio quella sera nel fienile prima di andarsene: capire chi meritava il peggio e chi aveva il diritto di infliggerlo.

Carmen Laterza

Prima di tutto ci tengo tanto a ringraziare l’autrice per avermi fornito la copia cartacea del suo libro. Non vedo l’ora di metterlo in libreria e ritirarlo fuori tra qualche anno, sfogliare le pagine e rileggere le frasi che tanto mi hanno emozionata. Ho iniziato a leggerlo sapendo che avrei versato fiumi di lacrime di fronte alla crudeltà della realtà che viene raccontata e così è stato. Di solito quando piango per un libro significa che mi è piaciuto molto ma per stavolta non è sufficiente dire che mi è piaciuto. Mi ha completamente travolta, distruggendomi emotivamente (in senso positivo, ovvio) perché la storia è questa e non si può cambiare. Possiamo solo imparare da essa a non commettere gli stessi errori del passato. É a questo che serve, vero?

Trama

I ricordi non fanno rumore

Bianca è una bambina allegra e vivace e vive con sua madre Giovanna in casa dei signori Colombo. La sua vita è fatta di cose semplici ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale travolge gli equilibri familiari e Bianca è costretta a lasciare Milano per andare in campagna dalla zia, dove pensa di poter cominciare una nuova vita. 
Bianca scopre ben presto che la guerra è ovunque intorno a lei, fuori e ancora di più dentro casa, e l’unica possibilità di sopravvivere è rendersi autonoma, imparare a contare solo su se stessa. Ma per riuscirci deve mettere in discussione le proprie convinzioni sui rapporti familiari, sulle regole sociali e sulla verità dei propri ricordi.
Perché i ricordi sembrano cimeli di un passato lontano ma quando riemergono, di fronte agli snodi cruciali della vita, si rivelano per quello che sono: compagni silenziosi e discreti del nostro cammino che determinano la rotta delle nostre scelte. E come una bussola interiore ci guidano così: senza fare rumore.
Sullo sfondo di un’Italia divisa tra due guerre, quella ufficiale degli eserciti e quella clandestina dei partigiani, Carmen Laterza mette in scena una straordinaria parabola di formazione e resilienza in cui, ancora una volta, il messaggio di rinascita e speranza è affidato a figure femminili profonde e indimenticabili.

Recensione

Dire cosa penso di questo libro stavolta non è per niente facile, ma ci provo. Non mi piacciono i romanzi storici, quelli che parlano di guerra, di morte, di passato; quelli che mi costringono ad orientarmi in un dato periodo, ad immaginarmi una determinata scena, a comprendere certe dinamiche. Non mi piacciono i libri come questo perché non mi piace la storia, anche se il termine “piacere” non è appropriato. Diciamo più che non la capisco, faccio fatica a ritrovarmi in ciò che so o non so. Eppure quando mi capita di affrontare letture di questo tipo mi immergo completamente nelle parole come fossero una piscina in cui nuotare. Non mi piacciono ma li amo follemente. Sembra strano, eh? Lo so, ma forse solo così riesco davvero a farvi capire cosa è significato per me il romanzo di Carmen Laterza.

Ambientazione e storia: dove siamo?

Siamo nell’Italia degli anni ’40 del Novecento. Nazisti e Fascisti iniziano a invadere Germania e Italia con le leggi razziali, con le distinzioni per razza, sesso, orientamento sessuale e tutto ciò che concerne la sfera intima e privata della persona. L’Italia sta per entrare in guerra e Giovanna, governante presso l’abitazione dei Signori Colombo, ebrei, deve trovare una soluzione per cercare di dare a Bianca, sua figlia, un futuro degno. Una sera decide di partire per Pavia alla volta della casa di sua sorella Augusta con cui ha chiuso i rapporti dopo la nascita della figlia. Quella partenza segnerà per sempre il destino delle due. Si troveranno in mezzo ai bombardamenti e affronteranno un viaggio pieno di paura, di angoscia e di insicurezza del futuro. Giovanna dovrà lottare contro le ingiurie che la vita le ha riservato per dare a Bianca un po’ di speranza. Ma nell’Italia del 1942 la speranza non basta.

Bianca, la purezza della vita

Bianca è solo una bambina quando comincia la guerra ma da subito dimostra di avere una purezza d’animo tale da riuscire ad affrontare tutto. L’assenza del padre, l’abbandono della madre e le cattiverie che gli uomini come Ruggero hanno in serbo per lei non riusciranno a spegnere quella fiamma che Bianca possiede e che solo lei può controllare. Sin da piccola ha le idee chiare: vuole un matrimonio con tanta gente, una famiglia felice e un uomo che la ami per sempre. Solo dopo che Elvira le avrà insegnato ad amarsi sempre e a saper stare sola, capirà che nella vita l’unica cosa di cui ha davvero bisogno per essere felice è se stessa.

Dopo un’infanzia rubata, dopo le mille paure, gli abbandoni e le offese, Bianca prenderà una carrozza che la porterà verso l’orizzonte, verso il futuro che tanto desidera conquistare.

Bianca e la madre, un simbolo importante

Foto di MJ Jin da Pixabay

Giovanna rimane incinta di Bianca quando è ancora una bambina. Al tempo la gravidanza prima del matrimonio non era vista di buon occhio da nessuno, era quasi una vergogna per la famiglia. Così la ragazza madre viene diseredata dalla mamma e dal papà, viene buttata fuori casa con una bambina da accudire e con un futuro da costruire interamente. Giovanna cresce la figlia come meglio può, non facendole mai mancare il pane sotto i denti e un tetto sopra la testa, ma non è mai pienamente convinta della scelta che ha fatto. Costretta a crescere così presto, molto spesso le capita di rimpiangere il momento del concepimento di questo bambina, ma subito ritorna in sè e cerca di trovare soluzioni alternative al rimpianto.

Il loro è un rapporto ricco d’amore. Bianca adora la madre: essendo sempre stata con lei non potrebbe essere altrimenti. Il padre non l’ha conosciuto e scoprirete solo leggendo il libro il perché, ma posso dirvi che è una di quelle storie che tutt’oggi accadono e di cui tutt’oggi continuiamo a meravigliarci. Il loro legame sembra indissolubile, indistruttibile, intoccabile: eppure il destino ha serbato per loro un’altra realtà, più dura della guerra, della fame e della miseria.

Cosa ne penso?

Mi è capitato raramente di leggere libri così profondi, così realistici e così emozionanti. Mi sono ritrovata tanto in Bianca per una serie di motivi che forse, un giorno, vi racconterò e ammetto di aver pianto proprio quando Bianca stava male. Non credevo di appassionarmi così tanto in questa storia fatta di ricordi, di vicende, di amore e di speranza. Perché se è vero che la guerra è sempre attorno a noi, è altrettanto vero che la guerra si può sconfiggere solo con l’amore e la speranza. Bianca l’ha sconfitta. Vorrei tanto sapere dov’è lei adesso, ma questo non mi è dato saperlo. Leggete “I ricordi non fanno rumore” anche se non amate i romanzi storici perché questo vi scalderà la vita e vi farà capire quanto siamo fortunati.

Voto: 5\5

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Collaborazione – La stessa rabbia negli occhi di Manuela Chiarottino

É strano, a volte è come una battaglia silenziosa che si combatte proprio contro chi amiamo di più e da cui vorremmo essere amati più di ogni altra cosa.

Manuela Chiarottino

Era da un po’ di tempo che non leggevo un libro come quello di cui vi parlo oggi, ma sono felice di averlo fatto e di essermi innamorata dei personaggi. Il libro si intitola “La stessa rabbia negli occhi” e mi è stato gentilmente inviato in versione digitale dall’autrice, Manuela Chiarottino, che ringrazio infinitamente. Se vi appassionate facilmente alle storie che leggete nei libri e se amate i lieti fine, questo libro fa certamente per voi. Ora ve ne parlo!

Trama

Quando Luna si imbatte per la prima volta in Alex, in piedi davanti ai binari della stazione, ha subito la sensazione che loro due condividano la stessa rabbia e lo stesso livore per la vita. Certo, lei non conosce nulla del passato del nuovo arrivato in città, ma è proprio la percezione che ha di lui a spingerla ad accettare, man mano, la sua vicinanza. Fino a quel momento, il mondo di Luna è stato Raffaele, il suo migliore e unico amico, con cui condivide le sofferenze di una famiglia allo sbando e una vita scolastica infernale. Se Raf ha un padre inesistente e dei bulli che lo tiranneggiano per la sua omosessualità, Luna si sente bloccata in un dolore che non sa superare. Ma Alex è diverso, con lui Luna si sente finalmente amata, capita, addirittura bella. Pronta a dimenticare l’ombra della sorella perfetta dietro cui ha sempre vissuto. Tutto sembra volgere per il meglio, ma il destino ha ancora in serbo delle carte da giocare e una reazione a catena di eventi scoperchierà i segreti del passato. Riusciranno l’amore e l’amicizia a fare la differenza? Perché forse la perfezione non esiste per davvero: bisogna solo amarsi per quello che si è.

Recensione

Appena ho iniziato a leggere il libro ho capito che avrei trovato tanto di me in questa storia e così è stato. Il romanzo inizia con l’incontro, in circostanze non proprio felici, tra due persone: Alex e Luna. Si presentano, si scambiano due parole per poi ritornare ognuno alla propria vita. A scuola però Luna lo rivede: quel ragazzo misterioso, quasi tenebroso, frequenta la sua stessa scuola. Luna, incuriosita più che mai da quel compagno così assente dalla realtà, cercherà in qualunque modo di capire cosa lo tormenta. Così, tra il tentativo di dissuadere l’amico Raffaele da scelte affrettate, il rapporto burrascoso con il padre e la nuova compagna e la depressione della mamma, Luna riuscirà a innamorarsi.

Due personaggi tormentati

Foto di Free-Photos da Pixabay

Luna e Alex sono due personaggi molto diversi ma simili sotto un’aspetto importante, che è quello che caratterizza la storia: sono tormentati dal loro passato.
Luna ha perso la sorella Stella a seguito di un incidente di cui non si sono mai chiarite del tutto le circostanze; sa solo che, avendo perso il controllo dell’auto, è uscita di strada, lasciando la vita e tutti i suoi cari al loro destino. La ragazza non ha mai trovato un motivo valido per superare la morte di Stella e non ha mai capito come sfogare la rabbia e il dolore. Lo fa tagliandosi, convinta che il provar dolore sia la giusta punizione per non essere perfetta come Stella, per non aver mai imparato da lei, per non averla più al suo fianco.

Foto di 建鹏 邵 da Pixabay

Alex invece ha qualcosa di più profondo da risolvere, un conto in sospeso con sé stesso e con i suoi sensi di colpa dovuti alla morte del padre. Non parla mai della sua famiglia con Luna, non vuole darle altri pensieri. Nonostante lui per lei sia una spalla su cui piangere, non vuole che lei diventi lo stesso per lui. Così non le dice la verità fino alla fine, fino a quando non si sente scoppiare. La vita lo metterà più volte davanti a situazioni spiacevoli, compromettendo ancor di più il suo futuro, perché il destino, con lui, ha sempre giocato d’anticipo. Il suo unico difetto, se così possiamo chiamarlo, è che ama giocare il fuoco. La copertina, su cui non voglio dilungarmi troppo, è secondo me un chiaro indizio, ma si capisce bene solo alla fine del romanzo.

Entrano in sintonia quasi subito. Alex vede in Luna una persona fragile, da proteggere, da amare; Luna vede in Alex la ragione per cercare di lasciarsi tutto alle spalle. Ma sa che non può farlo senza di lui. In genere non amo i personaggi troppo tormentati, ma loro due mi sono piaciuti da subito. Tolto il fatto che mi rivedo tanto in Luna per i problemi che ha con la madre, ammetto di aver letto poche volte libri così intensi e con personaggi così ben delineati.

La storia: i cliché influiscono sull’intensità?

Questo romanzo ha tanti cliché, ma quale libro non li ha? La particolarità, il pregio, chiamatelo come volete, è che i cliché in questo libro non si notano. Il ragazzo misterioso e la ragazza tormentata dal passato e desiderosa di riscatto sono solo il condimento della storia. Il lettore si concentra sulle dinamiche che portano i due giovani a scontrarsi con la vita in così tenera età, piuttosto che a “criticare” la presenza di cliché che è quasi inevitabile.

Raffaele, l’amico omosessuale

Ho apprezzato talmente tanto Raffaele che, se fosse reale, vorrei davvero essere sua amica. Raffaele è un ragazzo dolce, tenero, sognatore e innamorato della vita. Sorride sempre, anche quando quest’ultima lo mette in situazioni spiacevoli; lui non molla. Crede però di aver un difetto: essere attratto dagli uomini. A scuola non fanno altro che prenderlo in giro, tutti i ragazzi di cui si innamora lo bidonano e la madre sembra non accettare questa caratteristica del figlio. L’unica a sostenerlo, a proteggerlo e a incoraggiarlo è Luna, dolce e tenera come solo lei sa essere. Sarà proprio lei a salvarlo quando, in un giorno qualunque, qualcuno tenta di metterlo in ridicolo in un modo davvero squallido. Perchè Luna e Raffaele sono come fratelli e i fratelli non si abbandonano mai.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro sia davvero un’ottimo compagno per tutte quelle persone che credono di non farcela, che pensano di non poter sopportare il dolore, che pensano di non essere all’altezza di questa vita. Io sono convinta che un libro così possa insegnare a tanti che la vita, imprevedibile e bastarda, prosegue per la sua strada; sta a noi cambiare le carte in tavola e giocare a nostro vantaggio.

Luna e Alex ci insegnano che l’amore esiste e che la morte non può in alcun modo spezzarlo. Consiglio il libro a tutti coloro che amano i romanzi, le storie drammatiche e i personaggi tormentati: “La stessa rabbia negli occhi” fa al caso vostro.

Voto: 5/5

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Blog Tour – Frasi tratte da “Anime Gemelle” di Elisa Crescenzi

Se vi dicessi che potreste leggere alcune frasi tratte dal nuovo romanzo di Elisa Crescenzi, sareste curiosi? Se sì, continuate a leggere l’articolo! Terzo volume della Soul’s Series, Anime Gemelle uscirà su Amazon il 18 aprile. Sarà disponibile sia in cartaceo sia in ebook.

Di cosa parla?


È dietro ai grandi sorrisi che si nascondono le persone più fragili.
Cristina, appena ventenne, ha fatto della sua vita una giostra continua, dove chi si ferma a
pensare è perduto. Le uniche cose che riescono a tenere lontano il suo malessere sono la
pittura e Michael, il suo migliore amico da una vita.
Lui è tutto ciò che Cristina riesce a vedere nel suo futuro. Lei è tutto ciò che Michael
protegge. Come nei giochi migliori però, gli imprevisti sono dietro l’angolo e a volte hanno
anche un nome.
Le domande di una vita trovano finalmente una risposta, ma riusciranno loro a sopportare
il peso delle scelte fatte lungo il cammino?
Tra bugie, baci e litigi, Michael e Cristina capiranno che spingersi oltre comporta sempre
dei rischi e che, per ogni scelta sbagliata, ci sono delle conseguenze da accettare.

Alcune frasi…

Frase


Vorrei chiudere per davvero il mondo fuori da questa porta, fermare il tempo ora, con noi due stretti in quest’abbraccio che vale più di mille respiri.

Frase


Il problema è che il libro, noi l’abbiamo scritto dalla fine, ora ricominciare sembra impossibile

Frasi




“Ciao, come stai?” Nient’altro. Tre parole, dodici lettere che non colmano minimamente quello che ci ha divisi in questi giorni.

Frasi

Ci siamo nascosti per troppo tempo dietro sorrisi e sguardi, e quando è arrivato il momento delle parole, ormai era troppo tardi.

Il libro mi incuriosisce tantissimo e non vedo l’ora di parlarvene sabato! Uscirà sul blog la recensione lo stesso giorno dell’uscita del libro. In questi giorni lo sto leggendo e ed è veramente molto bello e appassionante.

Vi lascio il pulsante di rimando alla prima tappa del blog tour e alla recensione di “Nonostante tutto”, un libro di Elisa che lessi qualche tempo fa.

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Collaborazione – Recensione de “L’ingrediente essenziale” di Maria Grazia Nieli

“Senza dire nulla fecero l’amore ma la differenza tra quel rapporto e il precedente era abissale: con Federico si era donata a cuore aperto, mentre con Rami era solo un tentativo fallito di cacciar via qualcun altro che aveva in pugno il suo cuore”.

Buon pomeriggio amici. Sono felice di annunciarvi che ho attivato un mese di Giga Illimitati, in modo da poter rimanere attiva sul blog.
Stamattina ho finito il romanzo di cui vi voglio parlare, intitolato “L’ingrediente essenziale” scritto da Maria Grazia Nieli. L’autrice mi ha inviato una copia digitale del suo libro per permettermi di leggerlo.

L’ingrediente essenziale di Maria Grazia Nieli



Trama


Emma è una ragazza che antepone la testa al cuore. Cresciuta con la madre e la nonna, sempre in compagnia delle amiche Momo e Marta, alla ricerca dell’uomo giusto. Dopo tanti fallimenti amorosi decide di scrivere una sorta di decalogo per proteggere le donne dall’amore non corrisposto.
Cercherà di superare i ricordi che ancora la legano a Federico, ma le cose si complicheranno quando troverà i profondi occhi scuri di un uomo misterioso. Un viaggio sentimentale tra passato e presente alla ricerca di risposte, dove l’amore è l’ingrediente essenziale che dà sapore alle cose e ci arricchisce.

Recensione

Che dire di questo romanzo, se non che mi ha scavato profondamente dentro all’anima. Un romanzo come questo è capace di farmi piangere per giorni interi, perché le storie d’amore in sé mi piacciono tantissimo, le storie d’amore vere mi entrano completamente dentro al cuore.

Emma inizialmente mi stava un po’ antipatica perché non riuscivo ad inquadrarla appieno. Mi sembrava superficiale, senza uno scopo reale nella vita e priva di ogni sentimento. In realtà ho scoperto che ciò che vedevo inizialmente era solo la corazza che lei voleva farmi vedere. Quando ci capita di ricevere botte in testa dalla vita, difficilmente rimaniamo a guardare, ma cerchiamo in ogni modo di reagire. Ebbene, Emma dopo aver perso Federico, ha reagito cercando di crearsi uno scudo davanti per evitare ulteriori danni alla sua anima.

Federico contemporaneamente ha cercato di convincersi di aver fatto la scelta giusta ad allontanare l’amore della sua vita a causa di una malattia. Perché ci si deve amare nel bene e nel male, in salute e in malattia, anche se non è sempre semplice. Lui, per evitare di far provare compassione alla ragazza, l’ha allontanata senza darle spiegazioni, motivando la sua scelta con la fine dell’estate.

Tutto può essere, ma quando due persone si amano davvero si ritroveranno. Così accade: Emma e Federico si rivedono e nei loro cuori accade quello che anni prima accadeva quotidianamente. Emma cercherà di resistergli cercando di conoscere un altro ragazzo, che diversamente da Federico non l’attrae minimamente, ma è impossibile.

Da quando Emma e Federico sono tornati insieme e hanno ricominciato a vivere la quotidianità come facevano anni prima, la protagonista è cambiata: ha assunto un’aria più sicura ed è diventata più dolce. E’ proprio in quel momento che ho capito che quello che vedevo all’inizio era solo ciò che voleva mostrarmi. Ma tutto precipita quando Federico confessa ad Emma il motivo della loro separazione. Lei reagisce diversamente da come lui si aspettava e decide di stargli accanto, qualunque cosa accada. Iniziano a vivere alla giornata, senza programmare nulla, senza pensare minimamente al futuro. Sarà proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, che la vita metterà davanti ai loro piedi due ostacoli importanti.

Ho apprezzato tanto Marta e Momo, le amiche di Emma, che ci sono state sempre e che le stanno accanto nel momento del bisogno. Ho apprezzato particolarmente la frase che una delle due dice ad Emma dopo che si è ricongiunta con il suo amore: “Sei tornata in te”. Perché l’amore ci permette anche di essere noi stessi. Quando manca quello è come se mancassimo noi.

Ho amato questo libro perché mi ha fatta piangere. Quando un libro mi fa piangere significa che è quello giusto nel momento giusto. Mi sono immersa completamente nei panni di Emma e ho passato gli ultimi due o tre capitoli a piangere. Non so nemmeno come ho fatto a leggere… con le lacrime che lentamente mi rigavano il viso. Per leggere libri come questo bisogna saper sopportare il dolore, essere abbastanza forti da farsi scivolare tutto da dosso. Io, nonostante non sia molto forte, sono riuscita a sopportare il dolore di questo romanzo e a farne tesoro.

Vi consiglio questo libro perché insegna, fa riflettere e soprattutto dona la testimonianza del fatto che l’amore nella vita è tutto!

“L’attrazione era la forza che li aveva spinti a cercarsi, amarsi, respingersi e ritrovarsi”.

Se siete interessati a leggere il romanzo, vi lascio il pulsante di rimando al link d’acquisto.

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Vi segnalo un romanzo! – Mozzafiato di Alina Cebotari

Buon pomeriggio amici miei! Come state?

Voglio smorzare un po’ il clima di tensione che si è creato in questi giorni segnalandovi un romanzo che mi ha incuriosita moltissimo. Si tratta di “Mozzafiato”, scritto da Alina Cebotari e pubblicato dalla casa editrice Scatole Parlanti.

Mozzafiato di Alina Cebotari

Titolo: Mozzafiato
Autore: Alina Cebotari
Casa Editrice: Scatole Parlanti
Genere: young – adult / romance
Pagine: 208
Prezzo di copertina: Euro 15,00

Il libro è attualmente disponibile solo in versione cartacea, ma uscirà presto anche in eBook. Inoltre, da oggi potrete trovarlo anche negli store online come Amazon o IBS.

Trama

Maya si sente smarrita, non riesce a trovare la sua strada. Da quando sua sorella è morta, ha perso la serenità e la gioia di vivere. Dopo un periodo di profonda tristezza e monotonia, decide di lasciare Brescia e la sua famiglia. Si trasferisce a Norimberga con il progetto Workaway, durante il quale aiuta Rita, madre di due bambini, in cambio di vitto e alloggio. A una festa di quartiere conosce un ragazzo, Adam, che attira subito la sua attenzione. Si ritroveranno all’università, dove la giovane frequenta un corso di tedesco per stranieri. Ed è così che nasce una storia complicata, tormentata ma piena di passione e, forse, di autentico amore. In questo viaggio interiore e sentimentale, Maya riuscirà a riscoprire se stessa e a ritornare a sognare?

I libri che trattano temi così delicati mi fanno sempre riflettere. Mi piacerebbe molto leggere questo libro perché mi ha incuriosita parecchio. Voi che impressione avete avuto leggendo la trama?

Biografia dell’autrice

Alina Cebotari è nata nel 1994 in Moldavia, ma dal 2008 vive in Italia. Studia Lingue per la traduzione e l’editoria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Mozzafiato è il suo primo romanzo.

Vi lascio il pulsante di rimando al link d’acquisto del romanzo!

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Vi segnalo un romanzo! – “Il drappo di seta” di Emiliana Catalano

Una notte agitata. Un sogno premonitore. Mèrto, una figura di donna venerata da antiche tribù slave, appare a Maddalena pronosticandole i sui avvenimenti futuri. La protagonista si ritrova in un gorgo di emozioni e ricordi che la riportano alla sua infanzia, quando parlava con personaggi immaginari.
Ma lo erano davvero?
Sicuramente non Mèrto…

Titolo: Il drappo di seta
Autrice: Emiliana Catalano
Casa editrice: Place Book Publishing
Genere: Romanzo (collana gli Aedi)
Numero pagine: 282
Link d’acquisto

Uscito il 10 Febbraio 2020, “Drappo di seta è una romanzo appartenente alla collana “Gli Aedi“.

Trama

A metà percorso della sua vita, Maddalena torna a Follonica, la sua città natale. Rimane lì soltanto un anno, troppi ricordi nascosti nelle strade, si trasferisce così a Scarlino. È confusa, smarrita e va alla disperata ricerca di sé stessa. Dopo una notte agitata incontra Mèrto, nelle vesti di una donna onorata da antiche tribù slave. Mèrto le pronostica avvenimenti futuri e dopo alcuni giorni se ne va. La ritroverà alla fine del percorso. Gaetano, uno dei suoi nuovi amici, le rivolge parole ingiuriose e lei precipita in un baratro, dove, rastrellando il passato, ritrova la bambina sopraffatta che parlava con personaggi immaginari. I ricordi scorrono davanti a lei. Aldo, un marito sempre assente, sia fisicamente che affettivamente. Valerio il suo grande amore, che l’aiuta a scoprire la vera Maddalena, ma poi sposa un’altra. La separazione con Aldo, il trasferimento a Roma dove fa amicizia con le colleghe di lavoro. Conosce Gianni, anche lui separato da poco, con il quale vive una storia intensa ma tormentata. Il trasferimento e il rientro a Follonica. Ritorna al presente e inizia, con varie vicissitudini, la sua crescita e trasformazione. Pur vivendo in una sottile angoscia, Maddalena cerca continuamente il modo di uscirne, finché un giorno, seguendo i pronostici di Mèrto, conosce uno scrittore, filosofo, regista. Partecipa ad alcuni suoi seminari e inizia un nuovo percorso. Tuttavia prima di uscire dal tunnel, deve affrontare altre peripezie.

Intrigante, non è vero?

Biografia

Emiliana Catalano è nata a Civitavecchia nel 1948, vive a Santa Marinella. É
scrittrice di romanzi, poesie, racconti. Con Kubera Edizioni ha pubblicato nel 2019 sull’antologia “Scrivendo Racconti”, in vendita su Amazon, il racconto “Giovedì gnocchi”. Nel 2014 ha partecipato al concorso “Alda Merini”, con sette poesie pubblicate sulla collana “Sentire”. Pittrice, scultrice. Personale di Pittura luglio 1999 nel comune di Civitavecchia, personale nel comune di Cerveteri. Iscritta all’associazione “Pittori in mostra” di Santa Marinella. Ha iniziato la seconda parte del romanzo “Il DRAPPO DI SETA”. Proseguito la scrittura del racconto “Giovedì gnocchi”, ora un romanzo, in attesa di pubblicazione.

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FUORI OGGI “Una folle estate d’amore” di Letizia Frosi

Esce oggi “Una folle estate d’amore” di Letizia Frosi pubblicato con Buckfast edizioni.

TRAMA

Come Cristiana Ferreri fosse passata da vergine di ferro a sgualdrina del paese era un mistero per tutti. Per lei ancora di più. All’inizio di agosto era una ragazzina romantica che tremava solo all’avvicinarsi del ragazzo che le piaceva, Fabrizio. Un mese dopo, in un afoso lunedì di mercato, tutta Caluso commentava il fattaccio del momento: la nipote di nonno Alberto era stata sorpresa a letto con Davide, ubriaca, dalla fidanzata di lui, Sonia la pettinatrice. Ma non la nipote più giovane, la tremenda e provocante Isotta che l’aveva fatto capitolare ai suoi piedi con uno schiocco di dita, ma la più grande, quella specie di suora votata al martirio interiore di Cristiana, quella che poche settimane prima si aggirava per il paese un po’ piagnucolando per Fabrizio, un po’ accompagnata come una vergine pudica da quel bell’avvocato di Ivrea. Nonno Alberto e nonna Luisa non avevano più parole, erano in grande imbarazzo e studiavano una fuga rocambolesca da quel piccolo paese linguacciuto, mentre zio Gabriele faceva le valigie in fretta e furia per scappare a Parigi da Justine: non ne voleva più sapere niente delle sue tre tremende nipoti fino all’estate successiva.

Se siete interessati ad acquistare il libro vi lascio il link d’acquisto e se volete rimanere aggiornati, vi lascio anche il profilo Instagram dell’autrice.

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Collaborazione – L’arcano degli angeli di Brunella Giovannini

Non siamo in grado di sapere cosa ci riserverà il domani, del resto nell’eterna danza del tempo, dove tutto è collegato, le gioie, i dolori e le emozioni sono le sfumature di colore che compongono l’enigmatico disegno della nostra vita. Intanto, mentre il presente si intreccia con il passato, camminiamo sulle orme di chi ci ha preceduto, percorrendo sentieri che conducono verso l’Infinito.

Ringrazio l’autrice per avermi inviato il libro e avermi permesso di conoscere questa bellissima storia. Ero un po’ dubbiosa all’inizio, perché pensavo che il libro fosse incentrato sugli angeli e sul mistero, ma mi sono ricreduta appena ho iniziato a leggerlo.

Si dice che ogni oggetto ha un’anima che racconta una storia su chi l’ha creato, e quando destinato in un luogo, se spostato, farà di tutto per ritornarci. Di questo ne è fermamente convinta Alberta Ferretti, stimata psicologa emiliana che collabora con le scuole e con il Tribunale dei Minori. Preoccupata dall’aggravarsi delle condizioni di salute della figlia adottiva, un giorno trova casualmente un antico candelabro abbandonato tra i rifiuti. Appurato che si tratta di un oggetto trafugato da una chiesa, organizza insieme alla famiglia una breve vacanza a Positano per riportare il maltolto nella sua sede originaria. Sarà un viaggio di conoscenza e di scoperta e attraverso l’incontro con la positanese Rosy, verranno alla luce inaspettate verità e risulterà che il candelabro degli angeli, custodisce al suo interno un misterioso segreto. Nel momento in cui la malattia della ragazza sembra avere il sopravvento sulle cure, una rivelazione accenderà una piccola speranza…

“Mai giudicare un libro dalla copertina”, ci dicono quando i nostri pregiudizi verso qualcosa o qualcuno condizionano le nostre scelte. Noi lettori dovremmo ricordare questa frase ogni volta che la copertina di un libro non ci convince… Eppure quasi sempre la dimentichiamo, facendoci sopraffare dal gusto personale. E’ quello che è accaduto a me quando la scrittrice mi ha contattata. Ho accettato la collaborazione perché la trama mi ispirava, ma la copertina stava influendo sulla mia decisione. Quando il romanzo è arrivato e ho iniziato a leggerlo, tutti i pregiudizi si sono affievoliti, fino a sparire completamente.

Il romanzo racconta la storia di una generazione a partire la 1710, quando Jacopo Ferretti decide di abbandonare l’abitazione di Bartolomeo, presso cui presta servizio, per seguire Giuseppe Ripa, il quale può offrirgli un futuro dignitoso.

La narrazione si interrompe per riprendere nel 2017, quando Gloria si ammala di una rara forma di leucemia. Mamma Alberta e papà Marco sono disperati, perché non essendo i genitori biologici della ragazza non sono compatibili per la donazione del midollo. Ma il destino vuole che la famiglia si diriga a Positano per una vacanza, dove fanno la conoscenza di Rosy, la quale appena vede la ragazza riconosce la sua nipotina, morta di Ictus durante il parto.

La narrazione si interrompe di nuovo e ci riporta al 2000, quando Pamela, una ragazza molto bella, si innamora di Diomede Lococo. Inizia così una piccola storia tra la ragazza e il salernitano, tra mille dubbi e incertezze della zia Rosy. Nonostante gli avvertimenti di quest’ultima, la ragazza si lascia incantare dalle attenzioni di lui, fino a scoprire che in realtà i buoni consigli della zia erano giusti… Pamela rimane incinta, i genitori e il ragazzo non vogliono saperne, e lei gestirà la gravidanza in totale autonomia. Sarà costretta ad abbandonare Positano per recarsi a Reggio Emilia da Serena, un’amica di Rosy. Ma qualcosa andrà storto, i sogni premonitori di Rosy purtroppo hanno sempre ragione…

Inizia così il complicato intreccio tra le famiglie, che per volere del destino si incontreranno. Un candelabro appartenente ad una Chiesa condurrà Alberta a Positano per portarla infine a conoscenza di un lontano grado di parentela con Rosy. Starvi a raccontare tutta la storia sarebbe davvero assurdo, perché vi perdereste il gusto di leggerla e assaporarla nella sua completezza, ma vi ho dato i punti di partenza per poter amare questo libro.

I temi trattati sono delicati, ma vengono raccontati in modo così spontaneo e preciso da non lasciare nessun dubbio al lettore. Si parla di gravidanze indesiderate e di genitori delusi, si parla di baby squillo e di prostituzione minorile, si parla di violenza domestica, di illusioni, di sogni infranti. Poi si parla di angeli, di destino, di vita e di morte. Si parla anche di abbandono, di adozione, di paura, di desiderio. E’ un libro pieno e completo. Va letto.

Anche chi non crede nel destino amerà questo romanzo perché completezza e l’accuratezza dei dettagli rendono questa storia realistica. I luoghi sono descritti con una precisione disarmante. La trama è sviluppata benissimo, nulla è lasciato al caso. Non serve tornare indietro perché si è perso qualcosa, perché non si perde nulla. E’ tutto raccontato in modo estremamente dettagliato!

Essendo Reggiana, ho amato e apprezzato questo libro anche per l’ambientazione! Ambientato tra Reggio Emilia e Positano, questo libro lo sento anche un po’ mio! Inoltre, da amante dei pranzi emiliani, come potevo non amare il momento in cui, tutti assieme, assaporano erbazzone, salumi e parmigiano reggiano?

Vi consiglio il libro? Assolutamente sì! E’ veramente tanto bello! Il realismo e la capacità dell’autrice di descrivere in modo così approfondito hanno donato al romanzo un tocco di classe che personalmente ho riscontrato in pochissimi libri!

Voto: 5\5

Se vi ho incuriositi, vi lascio il link d’acquisto! Merita amici, credetemi!

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Blog Tour – Una folle estate d’amore di Letizia Frosi

EDIT CON FRASE

Una folle estate d’amore di Letizia Frosi

Sono ben felice di mostrarvi in anteprima alcune frasi che mi hanno colpita del romanzo!

Siete pronti?

Vi ho postato le due frasi che mi hanno colpita di più, ma non è tutto qui! Su Instagram potrete trovarne altre… Che aspettate? Correte a leggerle!

Vi ricordo che il romanzo uscirà il 17 Febbraio!

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