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Erik e il suo amore per la lettura: Vai all’inferno, Dante! – Luigi Garlando

Erik e il libro

Incontrare bambini che amano leggere è veramente difficile al giorno d’oggi. Un po’ perché la lettura è un passatempo che pian piano sta declassando, un po’ perché non tutti i bambini che amano leggere trovano qualcuno che condivida la loro stessa passione. Erik non compare oggi per la prima volta sul blog, ma è un po’ di tempo che io e lui abbiamo in atto una “collaborazione” importante. Sono davvero tanto felice che oggi sia proprio lui a parlarvi e lo fa proprio per condividere con qualcuno la sua stessa immensa passione per la lettura.

Il libro di cui il piccolo lettore vi parlerà è “Vai all’inferno, Dante!” di Luigi Garlando, un autore che oltretutto apprezzo molto. Anche io ho iniziato a leggere i libri di Garlando all’età di Eric ed è stato proprio uno di quelli a farmi avvicinare al mondo della lettura. Mi commuove vedere che lo stesso effetto l’ha avuto anche su altri bambini!

Trama

Copertina libro

A Firenze c’è una sontuosa villa cinquecentesca, la Gagliarda, residenza dei Guidobaldi e sede dell’impresa di famiglia. È lì che vive Vasco, quattordici anni, un bullo impenitente abituato a maltrattare professori, compagni e famigliari. A scuola Vasco fa pena, in compenso è imbattibile a Fortnite, progetta di diventare un gamer professionista e ha già migliaia di follower. Perché Vasco è così, sa di essere in credito con la vita e di avere diritto a tutto. Finché un giorno, a sorpresa, viene battuto da un avversario che si fa chiamare Dante e indossa il classico copricapo del Poeta. “Oh Guidobaldi, becca Montaperti! Or mi conoscerai, vil ghibellino. Ben ti convien tenere gli occhi aperti” chatta il misterioso giocatore. Ma chi è? E perché parla in versi? Appena può, Vasco torna in postazione e cerca la rivincita per umiliarlo come solo lui sa fare, senza sapere che la più esaltante e rivoluzionaria sfida della sua vita è appena cominciata.

Recensione di Erik

Incuriosito dal “DANTEDI‘”, ovvero il giorno in cui si celebra il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri, il 25 marzo 2021, ho deciso di buttarmi in questo mare di pagine per leggere “Vai all’inferno, Dante!”.

Vasco è una “brutta persona”: è un bullo che prende in giro anche i professori e un ladro che ruba al centro commerciale. Abita in una mega villa in Toscana, “La Gagliarda”. Il nonno ed il padre di Vasco costruiscono delle tombe per le persone famose, diventando ricchi. Mentre Vasco sta giocando a Fortnite viene battuto da un certo “Dante”. Il giorno del suo compleanno, Vasco gioca a calcio con Federico Chiesa (il suo calciatore preferito), canta con Rabbia Pura (il suo cantante preferito), e batte Dante giocando in coppia con FatOne (uno dei progamer più famosi al mondo). Mentre sta rubando al centro commerciale viene scoperto ma il “certo Dante” che lo ha battuto su Fortnite, lo salva.

Ma chi è davvero?

Foto di 11333328 da Pixabay

Quello è il vero Dante di 700 anni fa, tornato sulla terra in missione per conto della mamma di Vasco, per farlo convertire e diventare buono. Vasco, che farebbe di tutto per sua madre, diventa buono: compie buone azioni e alza la media dei suoi voti scolastici. Va all’ospedale con una sua compagna di classe per far divertire i bambini; lì si fa un nuovo amico di nome Kamaur, del Senegal. Questo libro mi è piaciuto molto perché le buone azioni del protagonista mi commuovono e mi sono divertito molto leggendo i racconti delle partite a Fortnite. Mi sono rattristato e arrabbiato quando Vasco faceva il bullo.

Una passione grande

Devo essere sincera e non lo dico tanto per dire, la bellissima recensione di Erik mi ha convinta ad acquistare il libro. Anche a me piace tanto Dante Alighieri e quando Erik mi ha contattata per chiedermi di poter parlare del libro che aveva appena finito di leggere, non potevo dirgli di no. In merito vorrei spendere due parole: sono veramente tanto felice. Sono felice perché, anche se sembra stupido e insensato, uno spazio come questo è di vitale importanza per chi ha qualcosa da raccontare. Anche io, come lui, quando ero piccola avevo voglia e bisogno di esprimermi con qualcuno che condividesse con me i miei stessi desideri, ma solo crescendo ho potuto capire come fare. Erik parte avvantaggiato, perchè la sua grande passione l’ha guidato verso il posto giusto. Sono sicura, piccolo grande lettore, che farai tanta strada nella tua vita. Il tuo amore per i libri e per la cultura ti premieranno sempre.

In attesa che Erik torni a raccontarci e consigliarci qualche buon libro da leggere, vi lascio un suo disegno stupendo!

“Vai all’inferno, Dante!” – copertina disegnata da Erik

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Collaborazione – Beata Gioventù di Vincenzo Galati

Olga urlò e, prima ancora di pensarci, capì che la moneta di Anna era sparita.

Vincenzo Galati

Non avevo mai letto un libro di questo tipo. Sono appassionata di gialli e ne leggerei uno al giorno se solo avessi un po’ più di tempo, ma un giallo così divertente e accattivante ancora non era capitato tra le mie mani. Fortunatamente ci ha pensato Vincenzo a rimediare a questa mia mancanza inviandomi una copia del suo romanzo che ho letto veramente volentieri.

Trama

Protagonisti di questa storia ironica e fuori degli schemi un gruppo di strampalati amici, un po’ in là con gli anni ma con l’entusiasmo di ragazzini scatenati, alle prese con un’incredibile avventura. Tra una partita a carte e un cruciverba, i nostri s’imbattono in un omicidio e nel furto di una vecchia moneta di enorme valore. Capitanati dall’impavida Olga, gli arzilli vecchietti mettono in atto un ingegnoso piano che proverà a trasformarli in intrepidi giustizieri dai capelli d’argento. Ma sulla loro strada si presentano ostacoli e imprevisti di ogni tipo. Riuscirà la sgangherata banda di nonnetti a dipanare il bandolo della matassa?

Recensione

Un giallo davvero particolare!

Come ho già anticipato, ho trovato questo libro davvero molto interessante. I protagonisti sono un gruppo di vecchietti intenzionati a catturare, con il minimo aiuto da parte delle forze dell’ordine, il killer di Anna. Il suo omicidio è avvenuto a seguito di un furto: la moneta rara che l’anziana signora stava per vendere. A capo delle indagini c’è Olga, una donna dinamica e sempre piena di sorprese pronta a smascherare il delinquente e a fare giustizia per la sua amica. Quello che mi ha stupita tanto è stata la capacità dell’autore di trasportarmi, attraverso la semplicità e la linearità della narrazione, indietro nel tempo. Mi sono improvvisamente ritrovata tra i banchi di scuola con davanti il libro di antologia pieno di racconti. Mi sembrava proprio di star leggendo uno di questi piccoli ma immensi bravi.

La semplicità è l’arma migliore

Essendo un’appassionata di questo genere, mi capita raramente di leggere storie lineari così ben scritte. Quello che caratterizza, a mio parere, questo romanzo, è proprio la semplicità del narratore. É un libro adatto a tutti, anche ai più piccoli, proprio perché di facile comprensione. Non sempre la bravura di un autore è definita dalla complessità del lessico che utilizza: a volte l’arma migliore è proprio l’utilizzo di uno stile semplice. Attenzione però… semplice non vuol dire necessariamente banale! Al contrario, in questo caso Vincenzo è stato proprio bravo ad utilizzare un registro semplice ma ricercato!

I personaggi

I personaggi non sono tanti e sono tutti ben definiti. Seppur non sempre sia presente una descrizione fisica o caratteriale, molte caratteristiche vengono alla luce grazie alle azioni che compiono. La mia preferita è senza dubbio Olga: dinamica e intraprendente, non perde occasione per dimostrare che lei ha carattere e sa quello che vuole. Riesce a convincere tutto e tutti di quello che dice e di quello che vuole fare, nessuno riesce a dirle di no proprio perché sa come conquistare il mondo. Io ce la vedo a governare l’intero pianeta! Dovreste proprio conoscerla.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro meriti di essere letto sia dagli appassionati del genere che non. A partire dagli 11\12 anni, questa è sicuramente una lettura interessante e super consigliata! Leggero, divertente e coinvolgente può tenervi compagnia e farvi appassionare davvero. Io ho trovato quasi la comfort zone di quando ero piccola tra le pagine dei libri di scuola, voi potrete trovare sicuramente altre emozioni molto belle. Questo è un libro d’altri tempi: semplice ma profondo. É scritto e strutturato molto bene. Il libro mi è piaciuto molto quindi ve lo consiglio!

Voto: 5\5

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Collaborazione – La piccola Parigi di Alessandro Tonioli

Dietro ogni cosa che non si riesce a ricordare, c’è sempre una storia che vale la pena di essere ricordata.

Alessandro Tonioli

La piccola Parigi di Alessandro è stata veramente una sorpresa per me. Quando mi è stato mandato il libro e ho letto il titolo ne ero entusiasta: amo Parigi, ci sono stata una volta me ne sono innamorata perché questa città entra subito nel cuore di chi è romantico come me.

E proprio come Parigi, anche questa piccola storia ti entra nel cuore.

Trama

La piccola Parigi di Alessandro Tonioli

“Una città, un racconto misterioso e una bambina di cui nessuno ha mai saputo il nome.
Ecco cosa si cela dietro Cabiate e il suo essere chiamata dai suoi abitanti “La piccola Parigi”, per un motivo che però nessuno sembra ricordare. Forse solo il nonno di Chiara ha, nascosta nel suo passato, la chiave per svelare la natura di questo incantesimo che ora, forse, sta per essere finalmente rivelato.”

E’ cosi, non puoi farci niente.

Il tempo distrugge l’uomo.

L’uomo distrugge il resto.

L’amore li distrugge entrambi.

Sarà così.

Alessandro Tonioli

Recensione

Questo libro è particolare: mentre lo leggevo e nel momento in cui l’ho finito ho capito che quello che avevo tra le mani era una piccola fiaba.

I nonni: i pilastri della nostra storia

I protagonisti della nostra storia sono due: Chiara e Francesco.

Ci troviamo a Cabriate, piccolo paese di vecchi brontoloni e bambini saltellanti, dove Chiara, chiamata dai nonni Chiaraccia, come al solito rientra da scuola e trova il nonno Francesco ad aspettarla seduto sulla poltrona. Quel giorno il nonno è diverso e Chiara lo sente. Francesco comincia a raccontare una storia, a rievocare un ricordo che gli fa scendere una lacrima.

Si torna nel passato, nel periodo in cui il nonno non è altro che un ragazzino. La protagonista della sua storia è una bambina senza nome, che gira per Cabriate col suo vestito rosso, spuntata da non si sa dove. Quello che porta questa fanciulla al paese resterà impresso nella memoria di pochi, e il motivo per cui viene sopranominata “La piccola Parigi” lo lascio scoprire a voi.

Quanti pomeriggi avete passato anche voi, da piccoli, con i nostri nonni? Io tantissimi. Mi è capitato tante volte di fermarmi ad ascoltarli mentre mi raccontavano storie del loro passato. Quanto importati sono questi momenti di condivisione? Perché è di questo che si parla: di tramandare aneddoti che fanno della storia, che è una realtà e non solo una memoria. I nonni e le persone anziane giocano un ruolo fondamentale in questo, facciamone tesoro.

Il messaggio d’amore

Quello che Alessandro vuole trasmettere è quasi tangibile: questo racconto, in maniera così triste e delicata, emana amore puro. Penso che ancora più importante sia un altrettanto fondamentale valore portato dall’autore: il prendersi cura dell’altro.

Viviamo in un epoca in cui gli esseri umani sono superficiali, in cui ormai ci si arrende al materiale e tutto diventa scontato. La cosa più triste è la cattiveria che regna in tante persone e il fatto che i gesti d’amore siano ormai scomparsi.

Questo libro è un campanello d’allarme per la gentilezza dimenticata. Quante volte non perdoniamo convinti di essere immortali? Quante volte non facciamo un passo in più? Dovremmo ogni tanto ricordarci i valori che portano avanti la vita: la gentilezza, il rispetto, l’umiltà, la sincerità, la fedeltà.

Cosa ne penso?

Questo libro si presenta come un inno al non dimenticare, al restare saldi alle nostre radici e a quello che ci appartiene.

Nella nota, l’autore specifica che la punteggiatura ritmica è intenzionale, vuole portare una stesura quasi teatrale. Questo determina una lettura leggera, quasi a voler riportare il lettore indietro nel tempo. Alla fine, incentrare la storia su due personaggi non è semplice a mio parere: il libro è molto breve, sono circa una sessantina di pagine. Alessandro però, è stato molto bravo a tenere il lettore incollato al libro. Aumenta la voglia, durante la lettura, di scoprire questa piccola ragazza, di capire il suo scopo nella piccola Cabriate, di conoscere la Piccola Parigi.

Leggetelo questo libro: vi verrà facile viaggiare indietro nel tempo insieme a Francesco e voler conoscere anche a voi questa bambina col vestito rosso per scoprire il suo messaggio per voi!

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Collaborazione – I ricordi non fanno rumore di Carmen Laterza

La nostalgia per la madre, la paura di Ruggero, l’asperità stessa della vita quotidiana dimostravano a Bianca, giorno dopo giorno,, che per sfuggire alla guerra non bastava tenersi lontano dalla violenza, scappare un po’ più in là, salite su un carro e poi su un altro, superare le colline, accettare la miseria infame. La guerra era ovunque intorno a lei, acuta e incombente, ma forse non erano tutti ugualmente vittime e l’unica possibilità era capire se c’era davvero una parte giusta per combattere, come aveva sussurrato Vittorio quella sera nel fienile prima di andarsene: capire chi meritava il peggio e chi aveva il diritto di infliggerlo.

Carmen Laterza

Prima di tutto ci tengo tanto a ringraziare l’autrice per avermi fornito la copia cartacea del suo libro. Non vedo l’ora di metterlo in libreria e ritirarlo fuori tra qualche anno, sfogliare le pagine e rileggere le frasi che tanto mi hanno emozionata. Ho iniziato a leggerlo sapendo che avrei versato fiumi di lacrime di fronte alla crudeltà della realtà che viene raccontata e così è stato. Di solito quando piango per un libro significa che mi è piaciuto molto ma per stavolta non è sufficiente dire che mi è piaciuto. Mi ha completamente travolta, distruggendomi emotivamente (in senso positivo, ovvio) perché la storia è questa e non si può cambiare. Possiamo solo imparare da essa a non commettere gli stessi errori del passato. É a questo che serve, vero?

Trama

I ricordi non fanno rumore

Bianca è una bambina allegra e vivace e vive con sua madre Giovanna in casa dei signori Colombo. La sua vita è fatta di cose semplici ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale travolge gli equilibri familiari e Bianca è costretta a lasciare Milano per andare in campagna dalla zia, dove pensa di poter cominciare una nuova vita. 
Bianca scopre ben presto che la guerra è ovunque intorno a lei, fuori e ancora di più dentro casa, e l’unica possibilità di sopravvivere è rendersi autonoma, imparare a contare solo su se stessa. Ma per riuscirci deve mettere in discussione le proprie convinzioni sui rapporti familiari, sulle regole sociali e sulla verità dei propri ricordi.
Perché i ricordi sembrano cimeli di un passato lontano ma quando riemergono, di fronte agli snodi cruciali della vita, si rivelano per quello che sono: compagni silenziosi e discreti del nostro cammino che determinano la rotta delle nostre scelte. E come una bussola interiore ci guidano così: senza fare rumore.
Sullo sfondo di un’Italia divisa tra due guerre, quella ufficiale degli eserciti e quella clandestina dei partigiani, Carmen Laterza mette in scena una straordinaria parabola di formazione e resilienza in cui, ancora una volta, il messaggio di rinascita e speranza è affidato a figure femminili profonde e indimenticabili.

Recensione

Dire cosa penso di questo libro stavolta non è per niente facile, ma ci provo. Non mi piacciono i romanzi storici, quelli che parlano di guerra, di morte, di passato; quelli che mi costringono ad orientarmi in un dato periodo, ad immaginarmi una determinata scena, a comprendere certe dinamiche. Non mi piacciono i libri come questo perché non mi piace la storia, anche se il termine “piacere” non è appropriato. Diciamo più che non la capisco, faccio fatica a ritrovarmi in ciò che so o non so. Eppure quando mi capita di affrontare letture di questo tipo mi immergo completamente nelle parole come fossero una piscina in cui nuotare. Non mi piacciono ma li amo follemente. Sembra strano, eh? Lo so, ma forse solo così riesco davvero a farvi capire cosa è significato per me il romanzo di Carmen Laterza.

Ambientazione e storia: dove siamo?

Siamo nell’Italia degli anni ’40 del Novecento. Nazisti e Fascisti iniziano a invadere Germania e Italia con le leggi razziali, con le distinzioni per razza, sesso, orientamento sessuale e tutto ciò che concerne la sfera intima e privata della persona. L’Italia sta per entrare in guerra e Giovanna, governante presso l’abitazione dei Signori Colombo, ebrei, deve trovare una soluzione per cercare di dare a Bianca, sua figlia, un futuro degno. Una sera decide di partire per Pavia alla volta della casa di sua sorella Augusta con cui ha chiuso i rapporti dopo la nascita della figlia. Quella partenza segnerà per sempre il destino delle due. Si troveranno in mezzo ai bombardamenti e affronteranno un viaggio pieno di paura, di angoscia e di insicurezza del futuro. Giovanna dovrà lottare contro le ingiurie che la vita le ha riservato per dare a Bianca un po’ di speranza. Ma nell’Italia del 1942 la speranza non basta.

Bianca, la purezza della vita

Bianca è solo una bambina quando comincia la guerra ma da subito dimostra di avere una purezza d’animo tale da riuscire ad affrontare tutto. L’assenza del padre, l’abbandono della madre e le cattiverie che gli uomini come Ruggero hanno in serbo per lei non riusciranno a spegnere quella fiamma che Bianca possiede e che solo lei può controllare. Sin da piccola ha le idee chiare: vuole un matrimonio con tanta gente, una famiglia felice e un uomo che la ami per sempre. Solo dopo che Elvira le avrà insegnato ad amarsi sempre e a saper stare sola, capirà che nella vita l’unica cosa di cui ha davvero bisogno per essere felice è se stessa.

Dopo un’infanzia rubata, dopo le mille paure, gli abbandoni e le offese, Bianca prenderà una carrozza che la porterà verso l’orizzonte, verso il futuro che tanto desidera conquistare.

Bianca e la madre, un simbolo importante

Foto di MJ Jin da Pixabay

Giovanna rimane incinta di Bianca quando è ancora una bambina. Al tempo la gravidanza prima del matrimonio non era vista di buon occhio da nessuno, era quasi una vergogna per la famiglia. Così la ragazza madre viene diseredata dalla mamma e dal papà, viene buttata fuori casa con una bambina da accudire e con un futuro da costruire interamente. Giovanna cresce la figlia come meglio può, non facendole mai mancare il pane sotto i denti e un tetto sopra la testa, ma non è mai pienamente convinta della scelta che ha fatto. Costretta a crescere così presto, molto spesso le capita di rimpiangere il momento del concepimento di questo bambina, ma subito ritorna in sè e cerca di trovare soluzioni alternative al rimpianto.

Il loro è un rapporto ricco d’amore. Bianca adora la madre: essendo sempre stata con lei non potrebbe essere altrimenti. Il padre non l’ha conosciuto e scoprirete solo leggendo il libro il perché, ma posso dirvi che è una di quelle storie che tutt’oggi accadono e di cui tutt’oggi continuiamo a meravigliarci. Il loro legame sembra indissolubile, indistruttibile, intoccabile: eppure il destino ha serbato per loro un’altra realtà, più dura della guerra, della fame e della miseria.

Cosa ne penso?

Mi è capitato raramente di leggere libri così profondi, così realistici e così emozionanti. Mi sono ritrovata tanto in Bianca per una serie di motivi che forse, un giorno, vi racconterò e ammetto di aver pianto proprio quando Bianca stava male. Non credevo di appassionarmi così tanto in questa storia fatta di ricordi, di vicende, di amore e di speranza. Perché se è vero che la guerra è sempre attorno a noi, è altrettanto vero che la guerra si può sconfiggere solo con l’amore e la speranza. Bianca l’ha sconfitta. Vorrei tanto sapere dov’è lei adesso, ma questo non mi è dato saperlo. Leggete “I ricordi non fanno rumore” anche se non amate i romanzi storici perché questo vi scalderà la vita e vi farà capire quanto siamo fortunati.

Voto: 5\5

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Vi segnalo un libro! – Notes about me di Cloe

Esce oggi il romanzo new adult autopubblicato di Cloe, “Notes about me“! Di seguito vi lascio più dettagli.

Trama

Notes about me di Cloe

L’autunno è arrivato e con esso le foglie che si tingono di rosso e si librano nel vento frizzantino, accendendo di colori un cielo plumbeo in continuo mutamento. Tutto cambia, non solo le stagioni, ma Ivy Cooper questo non l’ha messo in conto.
Ivy non è perfetta, non lo è affatto. Cinica, snob e opportunista, circondata da persone di simile indole, inizia il suo terzo anno al Sumpton College sempre più determinata a raggiungere l’unica cosa che per lei conti davvero: il successo nel lavoro.

Non c’è niente e nessuno che conti per lei, eccetto Lucas, il suo migliore amico, con cui si concede di abbassare la maschera impenetrabile che ha costruito negli anni. Eppure gli imprevisti della vita, i sentimenti a lungo soppressi e la voce della coscienza la travolgeranno costringendola a chiedersi più di una volta cosa vale la pena perdere e cosa tenere con sé. Cos’è più importante, essere o apparire? Un cuore che batte o la strada verso il successo?

L’autrice

Sono convinta che un nome, un’immagine, un profilo social non dovrebbero mai influenzare il giudizio di un lettore. È per questo che ho scelto di non avere né nome né immagine. Quello che voglio sia giudicato di me stessa è ciò che scrivo e le emozioni che suscito, positive o negative che siano. Nient’altro. Purtroppo viviamo in un’epoca che fa dell’immagine il primo (e a volte l’unico) biglietto da visita, so di andare controcorrente e di partire in salita, ma confido nei lettori e nel loro amore per i libri perché è solo questo che conta quando si scrive un libro: la passione per la scrittura e il rispetto verso chi dedicherà il suo tempo a quella lettura. Non conoscerete il mio nome, ma leggendo ciò che ho scritto saprete molto di più di un dato anagrafico, perché “Notes about me” è frutto di una profonda introspezione personale, è quello che sono, quello che penso, quello che ho vissuto e vivo. Ho prestato le mie emozioni ai miei personaggi e, in cambio, ho ricevuto una storia che non parla solo di me, ma di tanti e tante che come me credono ancora nell’amicizia, nell’amore, in se stessi.

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Libri per bambini – Ma chi ha disordinato i miei giochi di Stefania Piras

Ho già recensito un libro di Stefania Piras alcuni mesi fa e finalmente eccomi qui a recensire la sua ultima opera per bambini. Si tratta di “Ma chi ha disordinato i miei giochi?” edito Placebook Publishing. La lettura è adatta ad un pubblico di bambini di età compresa tra i sei e i nove anni, ma ovviamente tutti possono leggerlo tornando piccoli per alcuni minuti. Io sono dell’idea che libri di questo tipo insegnino davvero tanto ai più piccoli e continuerò a promuovere la lettura dell’infanzia.

Trama

Una mattina appena sveglio un bambino ordinatissimo trova tutti i suoi giochi in disordine. E la cosa si ripete per vari giorni di fila. Chi sarà mai il pasticcione che lascia tutto in giro per la stanza? È così che si incontrano due amici molto diversi, uniti dalla stessa voglia di giocare e divertirsi. E vivono assieme un’avventura indimenticabile, da conservare sempre nei ricordi.

Recensione

Scritto in stampatello maiuscolo e grande, questo libro può tenere compagnia a tanti piccolini. Parla di un bambino molto ordinato che da un po’ di tempo si sveglia innervosito dai suoi giochi tutti disordinati. Non riesce a capire chi è che li lascia così! Una notte decide di restare sveglio per vedere chi è il colpevole ed ecco che vede il fantasmino! Dopo essersi conosciuti iniziato a giocare insieme fino al mattino dopo, quando la mamma lo sveglia per andare a scuola. Lui è stanco e non vuole andarci, così racconta l’avventura della sera prima alla mamma, che lo tranquillizza e gli racconta tutta la verità.

I giochi da riordinare, una questione importante!

Tanti bambini si divertono a giocare con tutti i loro giochi contemporaneamente, ma quando viene il momento di riordinare la faccenda diventa complicata. Il momento del riordino non è così gioioso per tutti, pertanto a volte capita che i giochi rimangano sul pavimento per alcune ore. Le mamme, infatti, per insegnare ai figli a riordinare tutto, lasciano a loro questo compito. Il protagonista del racconto rimette sempre al suo posto i giochi, ma quando è stanco preferisce addormentarsi per poi farlo la mattina dopo.

Sicuramente questo libro è un ottimo spunto per comprendere che ciò che si fa subito non va rimandato. “Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi” è la frase che almeno una volta nella vita tutti abbiamo sentito. Bene, questo racconto lo insegna! Il bambino lascia tutto in disordine e porta a termine il suo compito il giorno successivo, rischiando di innervosirsi per tutto il corso della giornata. Allora meglio impiegare cinque minuti di tempo la sera a riordinare per rimanere sotto le coperte cinque minuti in più la mattina! Anche se si è passata tutta la notte a giocare con l’amichetto fantasmino puzzone!

La lettura insegna sempre tanto

I libri sono importanti per tutti, grandi e piccini. Per i piccoli però hanno un ruolo più importante. Loro infatti si immedesimano nel racconto e imparano cose che altrimenti non imparerebbero così velocemente. Io sono sempre stata convinta che un buon libro può insegnare più di anni di scuola e questo secondo me è verissimo. I libri di Stefania Piras hanno proprio la caratteristica di narrare questioni quotidiane davvero importanti per i piccoli. Per questo ve li consiglio tanto.

Cosa ne penso?

Penso che questa lettura sia davvero ottima e che possa essere affrontata dai bambini sia in autonomia sia insieme ai genitori per trarne insieme una riflessione. Vi consiglio caldamente questo libro e, se non sapete ancora cosa regalare ai vostri piccoli per Natale, questo può essere un punto di partenza. Contiene anche tante belle illustrazioni e disegni bianchi da colorare tutti insieme!

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Collaborazione – La stessa rabbia negli occhi di Manuela Chiarottino

É strano, a volte è come una battaglia silenziosa che si combatte proprio contro chi amiamo di più e da cui vorremmo essere amati più di ogni altra cosa.

Manuela Chiarottino

Era da un po’ di tempo che non leggevo un libro come quello di cui vi parlo oggi, ma sono felice di averlo fatto e di essermi innamorata dei personaggi. Il libro si intitola “La stessa rabbia negli occhi” e mi è stato gentilmente inviato in versione digitale dall’autrice, Manuela Chiarottino, che ringrazio infinitamente. Se vi appassionate facilmente alle storie che leggete nei libri e se amate i lieti fine, questo libro fa certamente per voi. Ora ve ne parlo!

Trama

Quando Luna si imbatte per la prima volta in Alex, in piedi davanti ai binari della stazione, ha subito la sensazione che loro due condividano la stessa rabbia e lo stesso livore per la vita. Certo, lei non conosce nulla del passato del nuovo arrivato in città, ma è proprio la percezione che ha di lui a spingerla ad accettare, man mano, la sua vicinanza. Fino a quel momento, il mondo di Luna è stato Raffaele, il suo migliore e unico amico, con cui condivide le sofferenze di una famiglia allo sbando e una vita scolastica infernale. Se Raf ha un padre inesistente e dei bulli che lo tiranneggiano per la sua omosessualità, Luna si sente bloccata in un dolore che non sa superare. Ma Alex è diverso, con lui Luna si sente finalmente amata, capita, addirittura bella. Pronta a dimenticare l’ombra della sorella perfetta dietro cui ha sempre vissuto. Tutto sembra volgere per il meglio, ma il destino ha ancora in serbo delle carte da giocare e una reazione a catena di eventi scoperchierà i segreti del passato. Riusciranno l’amore e l’amicizia a fare la differenza? Perché forse la perfezione non esiste per davvero: bisogna solo amarsi per quello che si è.

Recensione

Appena ho iniziato a leggere il libro ho capito che avrei trovato tanto di me in questa storia e così è stato. Il romanzo inizia con l’incontro, in circostanze non proprio felici, tra due persone: Alex e Luna. Si presentano, si scambiano due parole per poi ritornare ognuno alla propria vita. A scuola però Luna lo rivede: quel ragazzo misterioso, quasi tenebroso, frequenta la sua stessa scuola. Luna, incuriosita più che mai da quel compagno così assente dalla realtà, cercherà in qualunque modo di capire cosa lo tormenta. Così, tra il tentativo di dissuadere l’amico Raffaele da scelte affrettate, il rapporto burrascoso con il padre e la nuova compagna e la depressione della mamma, Luna riuscirà a innamorarsi.

Due personaggi tormentati

Foto di Free-Photos da Pixabay

Luna e Alex sono due personaggi molto diversi ma simili sotto un’aspetto importante, che è quello che caratterizza la storia: sono tormentati dal loro passato.
Luna ha perso la sorella Stella a seguito di un incidente di cui non si sono mai chiarite del tutto le circostanze; sa solo che, avendo perso il controllo dell’auto, è uscita di strada, lasciando la vita e tutti i suoi cari al loro destino. La ragazza non ha mai trovato un motivo valido per superare la morte di Stella e non ha mai capito come sfogare la rabbia e il dolore. Lo fa tagliandosi, convinta che il provar dolore sia la giusta punizione per non essere perfetta come Stella, per non aver mai imparato da lei, per non averla più al suo fianco.

Foto di 建鹏 邵 da Pixabay

Alex invece ha qualcosa di più profondo da risolvere, un conto in sospeso con sé stesso e con i suoi sensi di colpa dovuti alla morte del padre. Non parla mai della sua famiglia con Luna, non vuole darle altri pensieri. Nonostante lui per lei sia una spalla su cui piangere, non vuole che lei diventi lo stesso per lui. Così non le dice la verità fino alla fine, fino a quando non si sente scoppiare. La vita lo metterà più volte davanti a situazioni spiacevoli, compromettendo ancor di più il suo futuro, perché il destino, con lui, ha sempre giocato d’anticipo. Il suo unico difetto, se così possiamo chiamarlo, è che ama giocare il fuoco. La copertina, su cui non voglio dilungarmi troppo, è secondo me un chiaro indizio, ma si capisce bene solo alla fine del romanzo.

Entrano in sintonia quasi subito. Alex vede in Luna una persona fragile, da proteggere, da amare; Luna vede in Alex la ragione per cercare di lasciarsi tutto alle spalle. Ma sa che non può farlo senza di lui. In genere non amo i personaggi troppo tormentati, ma loro due mi sono piaciuti da subito. Tolto il fatto che mi rivedo tanto in Luna per i problemi che ha con la madre, ammetto di aver letto poche volte libri così intensi e con personaggi così ben delineati.

La storia: i cliché influiscono sull’intensità?

Questo romanzo ha tanti cliché, ma quale libro non li ha? La particolarità, il pregio, chiamatelo come volete, è che i cliché in questo libro non si notano. Il ragazzo misterioso e la ragazza tormentata dal passato e desiderosa di riscatto sono solo il condimento della storia. Il lettore si concentra sulle dinamiche che portano i due giovani a scontrarsi con la vita in così tenera età, piuttosto che a “criticare” la presenza di cliché che è quasi inevitabile.

Raffaele, l’amico omosessuale

Ho apprezzato talmente tanto Raffaele che, se fosse reale, vorrei davvero essere sua amica. Raffaele è un ragazzo dolce, tenero, sognatore e innamorato della vita. Sorride sempre, anche quando quest’ultima lo mette in situazioni spiacevoli; lui non molla. Crede però di aver un difetto: essere attratto dagli uomini. A scuola non fanno altro che prenderlo in giro, tutti i ragazzi di cui si innamora lo bidonano e la madre sembra non accettare questa caratteristica del figlio. L’unica a sostenerlo, a proteggerlo e a incoraggiarlo è Luna, dolce e tenera come solo lei sa essere. Sarà proprio lei a salvarlo quando, in un giorno qualunque, qualcuno tenta di metterlo in ridicolo in un modo davvero squallido. Perchè Luna e Raffaele sono come fratelli e i fratelli non si abbandonano mai.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro sia davvero un’ottimo compagno per tutte quelle persone che credono di non farcela, che pensano di non poter sopportare il dolore, che pensano di non essere all’altezza di questa vita. Io sono convinta che un libro così possa insegnare a tanti che la vita, imprevedibile e bastarda, prosegue per la sua strada; sta a noi cambiare le carte in tavola e giocare a nostro vantaggio.

Luna e Alex ci insegnano che l’amore esiste e che la morte non può in alcun modo spezzarlo. Consiglio il libro a tutti coloro che amano i romanzi, le storie drammatiche e i personaggi tormentati: “La stessa rabbia negli occhi” fa al caso vostro.

Voto: 5/5

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In Libri

Libri per bambini (3-6 anni) – Io dormo da solo di Irene Marzi

Mamma, da stasera io dormo da solo!

Irene Marzi – Io dormo da solo

Ringrazio Irene di Bimbi Creativi per avermi contattata e avermi dato la possibilità di parlare del suo libro per bambini, in uscita a metà ottobre ma già pre-ordinabile su Amazon! Ho accettato di leggerlo e recensirlo perché tratta di un argomento molto sentito dai genitori ma anche dai bimbi: l’ora della nanna!

Siamo stati tutti bambini e tutti ricordiamo quanto fosse caldo, morbido e accogliente il letto dei genitori. Anche chi ha fratelli o sorelle più piccoli sa per certo che quello del lettino è uno degli argomenti più discussi in famiglia! I genitori poi… loro sono i protagonisti di questa storia (sempre a lieto fine). Siete curiosi di conoscere questo bellissimo racconto? Ve ne parlo!

Trama

Copertina “Io dormo da solo”


Quando finisce la cena e arriva l’ora di fare la nanna tutti i bimbi vanno a dormire nei loro lettini. Tutti tranne Giulio, che ancora preferisce il lettone di mamma e papà…
Il suo amico Lettino è molto triste, vorrebbe che Giulio venisse a dormire da lui, ma a nulla servono giocattoli e coperte colorate. Come convincerlo che anche il lettino è altrettanto caldo e morbidoso?

Recensione

Giulio e il suo lettino!

Il protagonista del libro è Giulio, un bambino che non ne vuole sapere di dormire nella sua stanza. Il suo letto, infatti, ogni sera lo aspetta felice ma quando capisce che il suo amico bambino non arriverà, si rattrista molto. Fa di tutto per conquistare la sua fiducia: si fa cambiare le lenzuola e si fa riempire di pupazzi. Niente di tutto ciò sembra funzionare. Così un giorno il lettino di Giulio decide di scambiarci due chiacchiere per convincerlo che anche lui è caldo e morbido come quello di mamma e papà. É proprio dopo aver testato per la prima volta il suo lettino, che Giulio capisce di voler iniziare a dormire da solo.

L’ora della nanna

L’ora della nanna è per tutti il momento più desiderato della giornata. I genitori possono finalmente riposare sul divano sorseggiando una tisana calda, mentre i bambini possono ricaricare le energie per poter giocare in piena forma il giorno successivo. Ma se fosse tutto così semplice, probabilmente adesso non vi starei parlando di questo libro. Seppur l’ora della buonanotte sia il momento più piacevole, i bambini non ne vogliono sapere. Loro continuerebbero a giocare, disegnare, colorare e canticchiare per tutta la notte, ma tutto ciò non è certamente possibile. Così entra in gioco il famoso compromesso: “voglio dormire nel tuo letto”. I genitori perdono il loro spazio e i bambini ne acquisiscono uno nuovo: il lettino caldo e morbido della mamma e del papà.

Il letto dei genitori, un must dell’infanzia

Uno dei passi dell’infanzia è certamente quello di passare qualche notte accoccolati sotto il piumone di mamma e papà. La convinzione è spesso quella che il letto dei genitori sia meglio del proprio lettino. Oppure, molte volte, la voglia del letto grande è determinata dalla paura del buio e della solitudine. Quando io ero piccola, ad esempio, vedevo il mio letto solo e lo sentivo freddo, in una stanza che mi sembrava enorme. Quindi correvo nell’altra stanza e, ignara di quanto fosse dannoso per me, mi accucciavo tra i miei genitori e mi addormentavo serena. Poi un giorno, da sola, ho capito che quello che stavo facendo non era affatto giusto; così pian piano ho deciso di cominciare a dormire da sola. Proprio come Giulio.

Consiglio il libro?

Foto di 2081671 da Pixabay

“Io dormo da solo” mi è piaciuto davvero molto perché è semplice, intuitivo e ben scritto. Consiglio il libro a tutti quei genitori di bambini che proprio non ne vogliono sapere di dormire da soli. Leggendo la storia di Giulio insieme, si convinceranno di non essere gli unici ad avere paura del proprio lettino e cercheranno di assomigliare al protagonista, dando alla propria cameretta una possibilità. Questo libro è certamente un aiuto importante per chi non riesce, attraverso le proprie parole o i propri gesti, a convincere i figli ad abbandonare il “lettone”. É una lettura che i genitori possono affrontare con i propri bambini per far capire loro che anche il lettino, seppur più piccolo, è molto accogliente.

Ultime, ma non meno importanti: le illustrazioni!

Le illustrazioni sono state realizzate da Nicoletta Manno nell’ambito del corso di illustrazione per l’infanzia tenuto da Anna Laura Cantone presso lo IED. Sono davvero molto belle e suggestive… non sapete quanto mi hanno ricordato i momenti in cui, da bambina, sfogliavo libri pieni di immagini e colori!

Ti ho incuriosito? Preordina il libro!

É sempre una grande emozione, per me, parlare di libri per bambini e aiutare i genitori in questa ardua scelta. Perché diciamolo… i libri per bambini sono così tanti che scegliere quello giusto al omento giusto è difficilissimo! Però, se pensi che per te e il tuo bimbo sia il momento giusto per leggere “Io dormo da solo”, non ti resta che preordinarlo!

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Collaborazione – Il puledro di Castagneto di Alessandro Zelioli

La storia dell’uomo che corse le Mille Miglia a piedi

Non amo la storia e probabilmente non riuscirò mai ad amarla, ma questo libro l’ho letto tutto d’un fiato. Nonostante non sia il mio genere, mi sono appassionata subito al racconto di Alessandro in merito a Costantino Seggioli, l’uomo che ha corso le Mille Miglia a piedi. Questo libro di poche pagine mi ha permesso di imparare davvero tante cose e sono davvero felice di averlo letto e apprezzato così tanto.

Un passo indietro: cos’è la Mille Miglia?

La Mille Miglia è stata una competizione automobilistica stradale di granfondo disputata in Italia in 24 edizioni tra il 1927 e il 1957. Si trattava di una gara di velocità in linea con partenza e arrivo a Brescia in cui i concorrenti arrivavano fino a Roma attraverso il centro-Nord Italia.

Fonte – Wikipedia

Il libro racconta una storia vera. La storia di un uomo che è stato dimenticato e che è “rinato” solo grazie ad Alessandro che, dopo essersi appassionato alle vicende di Cosimo, ha deciso di raccontare la sua vita. Una vita davvero particolare.

Trama

Copertina del libro

La storia di Costantino Seggioli è nota a pochi, anche tra gli appassionati della Mille Miglia, la corsa di velocità su strada più famosa al Mondo. Un vero peccato, perché questo piccolo uomo che nel 1938 corse la Mille Miglia a piedi per pubblicizzare la XII edizione di una competizione che si stava rinnovando e per fare un favore all’amico Renzo Castagneto, meritava giustizia.
Poco meno di due mesi gli sono serviti per correre gli oltre 1.600 chilometri del percorso che, al suo arrivo, anche le vetture avrebbero percorso, ma in poco più di dodici ore. Seggioli tenne fede al suo intento e durante il lungo peregrinare per l’italico stivale, scrisse un diario nel quale raccolse episodi al limite del fantastico dei quali fu protagonista. Uomo poco avvezzo al lavoro, viveva di espedienti ed ebbe una lunghissima carriera militare, non solo con la divisa italiana.


Recensione

Come ho detto a inizio articolo, non amo la storia. É una di quelle materie che non ho mai sopportato perché faccio molta fatica a ricordare e collegare gli eventi. Nonostante io non accetti mai collaborazioni per romanzi storici, questa volta ho voluto provare. Ne sono rimasta davvero felice.

Foto Olympia

Alessandro ha raccontato la storia di un uomo particolare, volenteroso e poco esigente, che ha compiuto una missione quasi impossibile: ha percorso a piedi le Mille Miglia. Si era prefissato l’obiettivo di voler arrivare insieme alle macchine e, dopo momenti di titubanza e attimi di ripensamento, ha portato a termine il suo desiderio. Costantino mi è sembrata una persona davvero strana, ma di gran cuore. Viveva alla giornata, non aveva soldi per vivere ma cercava di racimolare qualcosa svolgendo lavori per altri o semplicemente aiutando gli amici. Nel libro c’è addirittura scritto di un evento in particolare che gli ha permesso di avere un “piccolo premio” in denaro… ovviamente non vi dico qual è, per saperlo dovete leggere il libro!

Lo stile dell’autore fa la differenza.

Io credo fermamente che lo stile di narrazione dell’autore questa volta abbia fatto la differenza. Pochi dettagli, ma efficaci, mi hanno permesso di comprendere appieno la vicenda. Probabilmente, se la stessa storia fosse stata scritta in un manuale storico, non l’avrei compresa. Lo stile semplice che Alessandro utilizza fa sì che Costantino entri nel cuore di tutti, anche dei meno appassionati.

Leggere per imparare

Museo Mille Miglia

Al di là che forse, se questa non fosse stata una collaborazione, il libro non l’avrei mai letto a causa dei pregiudizi che ho nei confronti delle vicende storiche, ho capito che per imparare bisogna leggere. Se non avessi letto questo libro, non avrei imparato cos’è la “Mille Miglia”, non avrei conosciuto Costantino e non avrei capito che la storia si può apprezzare. Non bisogna precludere generi per paura di non capire, perché se un autore è bravo si capisce tutto. In questo caso, l’autore è davvero bravo.

Per scrivere questa storia Alessandro ha fatto ricerche, ha contattato i famigliari di Costantino, si è documentato e ha raccolto fotografie (tutte presenti all’interno del libro). Non lo conosceva l’uomo delle Mille Miglia, ma appena ha scoperto che esisteva, ha subito voluto dargli “giustizia” e raccontare al sua storia a quante più persone possibili. Per questo sono qui a parlarvene: per farvi conoscere Costantino Seggioli!

Ho amato questo libro e lo consiglio caldamente a tutti. Si legge velocemente e appassiona molto, anche chi non ama la storia.

Voto: 5\5

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Review Party – You are my perfect Chaos di Nancy Ward

É così che funziona quando i caos è perfetto: le lancette dell’orologio cominciano a correre una maratona a tempo, e quando questo sta per finire, all’improvviso tutto torna normale, capendo che quella normalità non sarà più come prima.

Nancy Ward

Finalmente è arrivato il momento di parlarvene. Sono stata giorni a pensare a cosa scrivere per presentarvi al meglio il libro e per farvi capire cosa ho provato leggendolo. Non sono sicura di aver trovato le parole giuste, ma ci provo.

Come tutto è iniziato…

Ho letto questo libro in anteprima. Ringrazio Nancy per essersi fidata di me e avermi permesso di conoscere Alessio e Alice prima del tempo. Mi sono sentita sopra le stelle quando l’autrice mi ha contattata, perché ho letto tutti i suoi libri e la seguo da tanto tempo. Avere l’onore di essere una delle poche a leggere il suo libro in anteprima mi ha davvero riempita di gioia. Ma Nancy mi aveva avvertita… “questo non è il genere che scrivo di solito, magari non ti piace…”.

Ebbene… se sono qui oggi è perché, nonostante non sia il genere che scrive di solito, mi è piaciuto. Mi è piaciuto tanto.

Trama

Quante volte ci chiediamo perché un amore cominci e finisca in un certo modo?
Quante volte ci siamo domandati chi fosse su questo mondo a tirare le fila dei destini delle persone e perché quando tira il nostro, è sempre un gran casino?
Alice ed Alessandro si pongono esattamente queste due domande senza ancora aver trovato risposta.
Alice vive nella provincia di Modena, ha 19 anni e frequenta l’ultimo anno di scuola superiore.
Alessandro, invece, è di Trieste, ha 22 anni e sta terminando l’ultimo anno di università.
L’incontro inaspettato fra i due protagonisti avverrà in una serata di inverno, tra una caprese in un locale e una chiacchierata lunga quasi tutta la notte fatta di somiglianze, di scoperte e di una promessa: il restare in contatto e rivedersi di nuovo alla luce del giorno.
Con l’aiuto di due narratori d’eccezione, i ragazzi conosceranno l’amore inaspettato, quello vero che accade una sola volta nella vita e non conosce fine.
Ma come in tutti gli amori, i timori e le insicurezze sono proprio dietro l’angolo.

Recensione

Ammetto che è parecchio tempo che non leggo libri di questo tipo, quindi prendere il via con la lettura è stato un po’ complicato. Passare da omicidi, armi, polizia e scientifica ad amore, baci e sentimenti non è facilissimo. Se all’inizio mi sono trovata in difficoltà, dopo aver letto due capitoli mi sono completamente innamorata dei personaggi e della storia.

Foto di Tú Anh da Pixabay

Ambientato a Modena, una città limitrofa alla mia, racconta l’inizio della relazione tra Alessio e Alice. Entrambi vivono una vita “imperfetta” e non riescono a capirne appieno il motivo. Il loro casuale incontro porta li a scontrarsi con la realtà e a rendersi conto che non riusciranno più a fare a meno l’uno dell’altra. Iniziano così a scambiarsi messaggi, a sentirsi costantemente, a pensarsi giorno e notte nell’attesa che arrivi il momento di rivedersi ancora, Ma tutto ciò durerà poco: Alessio ha un biglietto di sola andata per Trieste. Riusciranno a sconfiggere la paura della distanza?

I personaggi

I due protagonisti sono gli unici personaggi principali di questo libro. La storia si incentra completamente sull’evoluzione della loro relazione. Se incontrarsi è stato un caso, continuare a sentirsi e iniziare ad amarsi non lo sarà. Alessio e Alice provano un sentimento davvero grande, quasi indistruttibile, sin dal primo momento che si sono visti. Nulla riuscirà a cambiare ciò che provano. Nemmeno il susseguirsi di eventi che li porterà a prendere strade diverse, perché due persone che si amano come loro non potranno mai dividersi davvero.

Foto di Free-Photos da Pixabay

Mi sono appassionata molto a tutti e due perché mi è davvero sembrato di conoscerli. Sono delineati così bene che, durante la lettura, mi pareva quasi di averli davanti a me. Sin dal primo momento, ho detto all’autrice che più che un libro questo mi sembrava un film. Scritto quasi come una sceneggiatura (data e luogo a inizio capitolo, tanti dialoghi), mi ha dato l’illusione di rivivere l’inizio della mia relazione con il mio compagno. Diciamo che sono molto simili…

Tra i due ammetto che mi sono affezionata moto di più ad Alessio. Mi faceva una tenerezza incredibile e non so precisamente per quale motivo. In ogni caso sono tutti e due ben caratterizzati e questo è l’importante.

La storia

La cosa che mi ha appassionata di più è certamente la storia e il suo contesto. I due protagonisti si incontrano, passano la serata insieme e si raccontano di tutto, iniziano a sentirsi e tra loro scatta l’amore. Sembra una di quelle storie preimpostate ma non è così. Questa non è la classica storia ricca di cliché e con poca sostanza. Questa è una di quelle storie che appassionano il lettore, che lo trasporta in una realtà più magica, più vera. Non è semplicemente il racconto di una relazione, ma l’inizio di una nuova vita per Alice e per Alessio.

Personalmente mi sono commossa in tanti punti del libro, ma la parte che più mi ha fatta piangere è certamente il finale. Mi ricorda molto il mio passato, ciò che ho sconfitto e ciò che ho guadagnato grazie all’amore. É un po’ ciò che faranno i due protagonisti: conquisteranno la vita grazie all’amore. Nonostante tutto.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro meriti la produzione di un cortometraggio. L’ho detto dall’esatto momento in cui ho chiuso il Kindle e mi sentivo vuota. Vuota senza Alessio e senza Alice, vuota senza il loro amore e senza la loro bellissima storia. Ho scritto a Nancy e le ho detto di pensarci, perché vedere i due ragazzi in giro per Modena non mi dispiacerebbe assolutamente.

Trovo sia bellissima la presenza di narratori “insoliti” in terza persona. Durante il corso della lettura, infatti, troverete vari narratori, tutti diversi ma in qualche modo collegati. Non posso dirvi di più perché sennò vi svelerei ciò che dovete capire da soli, ma posso garantirvi che è tutto molto magico.

In ogni caso ciò che penso è che, nonostante non sia nel genere di scrittura di Nancy, l’autrice abbia fatto un lavoro eccellente. Ho pianto tanto e quando piango è positivo, perché significa che le parole mi entrano nel cuore. You are my perfect Chaos mi è entrato nel cuore. Merita di essere letto e amato.

Voto: 5\5

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