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Libro di poesie – Come un baco da seta di Davide Angelo Salvatore

Un sapore di vita che sbava

gioie eretiche

della metrica universale.

Un sapore di vita – Davide Angelo Salvatore

Di libri di poesie ne leggo davvero pochi, anche se li apprezzo tanto. Sarà che preferisco le storie lunghe, piene di eventi, di emozioni e sensazioni. Sarà che semplicemente non siamo più abituati alla pazienza che serve per leggere una poesia. Quando mi capita però di leggere raccolte di questo tipo, provo sempre una grande gioia a parlarne perché sono fermamente convinta che la poesia sia essenziale. Non mi sento in grado di scrivere una vera e propria recensione su un libro di questo tipo perché ne so troppo poco per poter dare un parere oggettivo. Cercherò piuttosto di parlarvi delle mie sensazioni e delle poesie che più mi hanno colpita!

Trama

Foto di @passionelibri_

“Come un baco da seta” è una conversazione intima con l’esistenza, una confidenza fatta al sogno e al dolore. Nelle poesie di questa raccolta ci si addentra nella condizione di un’attesa onirica, nella quale la sofferenza non rappresenta altro che uno stadio del cambiamento. Il poeta, attraverso la forza evocativa dei suoi versi, ci regala immagini vivide di sogni e illusioni, dei mali dell’anima e della bellezza della natura, soppesando e incastonando con cura ogni parola affinché la poesia possa superare i limiti della carta e diventare legame.

Cosa ne penso?

Come vi ho già anticipato, non mi sento nella posizione di poter scrivere una vera e propria recensione, trovando pregi e difetti a una libro come questo. Le poesie trasmettono emozioni, evocano ricordi e sensazioni particolari, quindi ogni la reazione alle parole varia a seconda della persona che legge. A me le poesie piacciono tanto: mi hanno sempre trasmesso tranquillità e serenità e, lo ammetto, mi hanno sempre fatta pensare. Alle cose belle, alle cose brutte, poco importa: mi conducevano attraverso la loro musicalità e mi portavano via, lontano dal presente.

Le poesie di Davide sono così belle e intense che le ho lette senza fatica in davvero poco tempo. Mi hanno catturata completamente, rievocando in me emozioni ormai lontane. La consapevolezza di questo passato remoto mi ha impressionata molto, in realtà. Mi ha costretta a ragionare e devo dire che dopo aver chiuso il libro mi sentivo meglio, più leggera, più viva.

Di cosa parlano le sue poesie?

Foto di Bogdan Ch da Pixabay

Le sue poesie parlano di dolore, di rinascita, di consapevolezza, di amore. Forse è proprio per questa crescita emotiva che mi è piaciuta così tanto questa raccolta. Come sempre mi sono sentita più vicina a quelle che mi trasmettevano emozioni forti come l’amore o il dolore. Le parole hanno un grande potere e Davide sa usarle molto bene. Con la sua semplicità riesce a mettere insieme versi davvero magici, musicali, realistici e tanto profondi. Questo libro mi è servito per capire che da un semplice bruco con il tempo sboccerà una farfalla. E sarà proprio quella farfalla a portare nel mondo aria di leggerezza.

Vi consiglio con tutto il mio cuore la lettura di questa raccolta. Come ho già detto, le poesie sono essenziali per l’anima e quelle di Davide sono di sicuro un’ottima scelta (sia che voi siate o meno lettori e amanti di poesie). Sono talmente semplici ma altrettanto profonde da prendervi e trasportarvi con la leggerezza di una farfalla appena sbocciata.

Voto: 5\5

Mi piacerebbe lasciarvi da leggere una piccola poesia, quella che mi è piaciuta di più.

VETRO

In quel momento
il sole si fece cupo,
il cielo divenne
un immenso specchio.

Furono lacrime
versate addosso,
sangue che
macchiò la terra.

Poi la luce del sole
si trasformò in vetro.
La musica risuonò
tutto intorno.

Cicalare assillante
del lamento.
Gli occhi si spensero
brillando in una lacrima.

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Collaborazione – Beata Gioventù di Vincenzo Galati

Olga urlò e, prima ancora di pensarci, capì che la moneta di Anna era sparita.

Vincenzo Galati

Non avevo mai letto un libro di questo tipo. Sono appassionata di gialli e ne leggerei uno al giorno se solo avessi un po’ più di tempo, ma un giallo così divertente e accattivante ancora non era capitato tra le mie mani. Fortunatamente ci ha pensato Vincenzo a rimediare a questa mia mancanza inviandomi una copia del suo romanzo che ho letto veramente volentieri.

Trama

Protagonisti di questa storia ironica e fuori degli schemi un gruppo di strampalati amici, un po’ in là con gli anni ma con l’entusiasmo di ragazzini scatenati, alle prese con un’incredibile avventura. Tra una partita a carte e un cruciverba, i nostri s’imbattono in un omicidio e nel furto di una vecchia moneta di enorme valore. Capitanati dall’impavida Olga, gli arzilli vecchietti mettono in atto un ingegnoso piano che proverà a trasformarli in intrepidi giustizieri dai capelli d’argento. Ma sulla loro strada si presentano ostacoli e imprevisti di ogni tipo. Riuscirà la sgangherata banda di nonnetti a dipanare il bandolo della matassa?

Recensione

Un giallo davvero particolare!

Come ho già anticipato, ho trovato questo libro davvero molto interessante. I protagonisti sono un gruppo di vecchietti intenzionati a catturare, con il minimo aiuto da parte delle forze dell’ordine, il killer di Anna. Il suo omicidio è avvenuto a seguito di un furto: la moneta rara che l’anziana signora stava per vendere. A capo delle indagini c’è Olga, una donna dinamica e sempre piena di sorprese pronta a smascherare il delinquente e a fare giustizia per la sua amica. Quello che mi ha stupita tanto è stata la capacità dell’autore di trasportarmi, attraverso la semplicità e la linearità della narrazione, indietro nel tempo. Mi sono improvvisamente ritrovata tra i banchi di scuola con davanti il libro di antologia pieno di racconti. Mi sembrava proprio di star leggendo uno di questi piccoli ma immensi bravi.

La semplicità è l’arma migliore

Essendo un’appassionata di questo genere, mi capita raramente di leggere storie lineari così ben scritte. Quello che caratterizza, a mio parere, questo romanzo, è proprio la semplicità del narratore. É un libro adatto a tutti, anche ai più piccoli, proprio perché di facile comprensione. Non sempre la bravura di un autore è definita dalla complessità del lessico che utilizza: a volte l’arma migliore è proprio l’utilizzo di uno stile semplice. Attenzione però… semplice non vuol dire necessariamente banale! Al contrario, in questo caso Vincenzo è stato proprio bravo ad utilizzare un registro semplice ma ricercato!

I personaggi

I personaggi non sono tanti e sono tutti ben definiti. Seppur non sempre sia presente una descrizione fisica o caratteriale, molte caratteristiche vengono alla luce grazie alle azioni che compiono. La mia preferita è senza dubbio Olga: dinamica e intraprendente, non perde occasione per dimostrare che lei ha carattere e sa quello che vuole. Riesce a convincere tutto e tutti di quello che dice e di quello che vuole fare, nessuno riesce a dirle di no proprio perché sa come conquistare il mondo. Io ce la vedo a governare l’intero pianeta! Dovreste proprio conoscerla.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro meriti di essere letto sia dagli appassionati del genere che non. A partire dagli 11\12 anni, questa è sicuramente una lettura interessante e super consigliata! Leggero, divertente e coinvolgente può tenervi compagnia e farvi appassionare davvero. Io ho trovato quasi la comfort zone di quando ero piccola tra le pagine dei libri di scuola, voi potrete trovare sicuramente altre emozioni molto belle. Questo è un libro d’altri tempi: semplice ma profondo. É scritto e strutturato molto bene. Il libro mi è piaciuto molto quindi ve lo consiglio!

Voto: 5\5

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Vi segnalo un libro! – Ragazzo, uomo e nemo di Damiano Dario Ghiglino

Un viaggio con uno zaino sulle spalle e la neve tutt’attorno intrapreso a causa di una nuova consapevolezza.
Credo fermamente che questa lettura possa aiutare tante persone, anche le più timide, a sbocciare. La conoscenza di se stessi è fondamentale per poter vivere serenamente la propria vita.

Trama

Copertina “Ragazzo, uomo e nemo”

Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso. Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

Il libro

  • Editore: Independently published (21 dicembre 2020)
  • Pagine: 109 pagine
  • Genere: Narrativa LGBT

L’ebook è scaricabile gratuitamente con Kindle Unlimited

Biografia autore

Damiano Dario Ghiglino (Genova, 1990) ha pubblicato “Paradisi senza luce” (2013),  “Nessuna pietà per gli angeli borderline” (2015) , “Il ritorno dal mondo delle idee” (2017) e “Il sole d’agosto sopra la Rambla” (2017)

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Collaborazione – La piccola Parigi di Alessandro Tonioli

Dietro ogni cosa che non si riesce a ricordare, c’è sempre una storia che vale la pena di essere ricordata.

Alessandro Tonioli

La piccola Parigi di Alessandro è stata veramente una sorpresa per me. Quando mi è stato mandato il libro e ho letto il titolo ne ero entusiasta: amo Parigi, ci sono stata una volta me ne sono innamorata perché questa città entra subito nel cuore di chi è romantico come me.

E proprio come Parigi, anche questa piccola storia ti entra nel cuore.

Trama

La piccola Parigi di Alessandro Tonioli

“Una città, un racconto misterioso e una bambina di cui nessuno ha mai saputo il nome.
Ecco cosa si cela dietro Cabiate e il suo essere chiamata dai suoi abitanti “La piccola Parigi”, per un motivo che però nessuno sembra ricordare. Forse solo il nonno di Chiara ha, nascosta nel suo passato, la chiave per svelare la natura di questo incantesimo che ora, forse, sta per essere finalmente rivelato.”

E’ cosi, non puoi farci niente.

Il tempo distrugge l’uomo.

L’uomo distrugge il resto.

L’amore li distrugge entrambi.

Sarà così.

Alessandro Tonioli

Recensione

Questo libro è particolare: mentre lo leggevo e nel momento in cui l’ho finito ho capito che quello che avevo tra le mani era una piccola fiaba.

I nonni: i pilastri della nostra storia

I protagonisti della nostra storia sono due: Chiara e Francesco.

Ci troviamo a Cabriate, piccolo paese di vecchi brontoloni e bambini saltellanti, dove Chiara, chiamata dai nonni Chiaraccia, come al solito rientra da scuola e trova il nonno Francesco ad aspettarla seduto sulla poltrona. Quel giorno il nonno è diverso e Chiara lo sente. Francesco comincia a raccontare una storia, a rievocare un ricordo che gli fa scendere una lacrima.

Si torna nel passato, nel periodo in cui il nonno non è altro che un ragazzino. La protagonista della sua storia è una bambina senza nome, che gira per Cabriate col suo vestito rosso, spuntata da non si sa dove. Quello che porta questa fanciulla al paese resterà impresso nella memoria di pochi, e il motivo per cui viene sopranominata “La piccola Parigi” lo lascio scoprire a voi.

Quanti pomeriggi avete passato anche voi, da piccoli, con i nostri nonni? Io tantissimi. Mi è capitato tante volte di fermarmi ad ascoltarli mentre mi raccontavano storie del loro passato. Quanto importati sono questi momenti di condivisione? Perché è di questo che si parla: di tramandare aneddoti che fanno della storia, che è una realtà e non solo una memoria. I nonni e le persone anziane giocano un ruolo fondamentale in questo, facciamone tesoro.

Il messaggio d’amore

Quello che Alessandro vuole trasmettere è quasi tangibile: questo racconto, in maniera così triste e delicata, emana amore puro. Penso che ancora più importante sia un altrettanto fondamentale valore portato dall’autore: il prendersi cura dell’altro.

Viviamo in un epoca in cui gli esseri umani sono superficiali, in cui ormai ci si arrende al materiale e tutto diventa scontato. La cosa più triste è la cattiveria che regna in tante persone e il fatto che i gesti d’amore siano ormai scomparsi.

Questo libro è un campanello d’allarme per la gentilezza dimenticata. Quante volte non perdoniamo convinti di essere immortali? Quante volte non facciamo un passo in più? Dovremmo ogni tanto ricordarci i valori che portano avanti la vita: la gentilezza, il rispetto, l’umiltà, la sincerità, la fedeltà.

Cosa ne penso?

Questo libro si presenta come un inno al non dimenticare, al restare saldi alle nostre radici e a quello che ci appartiene.

Nella nota, l’autore specifica che la punteggiatura ritmica è intenzionale, vuole portare una stesura quasi teatrale. Questo determina una lettura leggera, quasi a voler riportare il lettore indietro nel tempo. Alla fine, incentrare la storia su due personaggi non è semplice a mio parere: il libro è molto breve, sono circa una sessantina di pagine. Alessandro però, è stato molto bravo a tenere il lettore incollato al libro. Aumenta la voglia, durante la lettura, di scoprire questa piccola ragazza, di capire il suo scopo nella piccola Cabriate, di conoscere la Piccola Parigi.

Leggetelo questo libro: vi verrà facile viaggiare indietro nel tempo insieme a Francesco e voler conoscere anche a voi questa bambina col vestito rosso per scoprire il suo messaggio per voi!

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Collaborazione – I ricordi non fanno rumore di Carmen Laterza

La nostalgia per la madre, la paura di Ruggero, l’asperità stessa della vita quotidiana dimostravano a Bianca, giorno dopo giorno,, che per sfuggire alla guerra non bastava tenersi lontano dalla violenza, scappare un po’ più in là, salite su un carro e poi su un altro, superare le colline, accettare la miseria infame. La guerra era ovunque intorno a lei, acuta e incombente, ma forse non erano tutti ugualmente vittime e l’unica possibilità era capire se c’era davvero una parte giusta per combattere, come aveva sussurrato Vittorio quella sera nel fienile prima di andarsene: capire chi meritava il peggio e chi aveva il diritto di infliggerlo.

Carmen Laterza

Prima di tutto ci tengo tanto a ringraziare l’autrice per avermi fornito la copia cartacea del suo libro. Non vedo l’ora di metterlo in libreria e ritirarlo fuori tra qualche anno, sfogliare le pagine e rileggere le frasi che tanto mi hanno emozionata. Ho iniziato a leggerlo sapendo che avrei versato fiumi di lacrime di fronte alla crudeltà della realtà che viene raccontata e così è stato. Di solito quando piango per un libro significa che mi è piaciuto molto ma per stavolta non è sufficiente dire che mi è piaciuto. Mi ha completamente travolta, distruggendomi emotivamente (in senso positivo, ovvio) perché la storia è questa e non si può cambiare. Possiamo solo imparare da essa a non commettere gli stessi errori del passato. É a questo che serve, vero?

Trama

I ricordi non fanno rumore

Bianca è una bambina allegra e vivace e vive con sua madre Giovanna in casa dei signori Colombo. La sua vita è fatta di cose semplici ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale travolge gli equilibri familiari e Bianca è costretta a lasciare Milano per andare in campagna dalla zia, dove pensa di poter cominciare una nuova vita. 
Bianca scopre ben presto che la guerra è ovunque intorno a lei, fuori e ancora di più dentro casa, e l’unica possibilità di sopravvivere è rendersi autonoma, imparare a contare solo su se stessa. Ma per riuscirci deve mettere in discussione le proprie convinzioni sui rapporti familiari, sulle regole sociali e sulla verità dei propri ricordi.
Perché i ricordi sembrano cimeli di un passato lontano ma quando riemergono, di fronte agli snodi cruciali della vita, si rivelano per quello che sono: compagni silenziosi e discreti del nostro cammino che determinano la rotta delle nostre scelte. E come una bussola interiore ci guidano così: senza fare rumore.
Sullo sfondo di un’Italia divisa tra due guerre, quella ufficiale degli eserciti e quella clandestina dei partigiani, Carmen Laterza mette in scena una straordinaria parabola di formazione e resilienza in cui, ancora una volta, il messaggio di rinascita e speranza è affidato a figure femminili profonde e indimenticabili.

Recensione

Dire cosa penso di questo libro stavolta non è per niente facile, ma ci provo. Non mi piacciono i romanzi storici, quelli che parlano di guerra, di morte, di passato; quelli che mi costringono ad orientarmi in un dato periodo, ad immaginarmi una determinata scena, a comprendere certe dinamiche. Non mi piacciono i libri come questo perché non mi piace la storia, anche se il termine “piacere” non è appropriato. Diciamo più che non la capisco, faccio fatica a ritrovarmi in ciò che so o non so. Eppure quando mi capita di affrontare letture di questo tipo mi immergo completamente nelle parole come fossero una piscina in cui nuotare. Non mi piacciono ma li amo follemente. Sembra strano, eh? Lo so, ma forse solo così riesco davvero a farvi capire cosa è significato per me il romanzo di Carmen Laterza.

Ambientazione e storia: dove siamo?

Siamo nell’Italia degli anni ’40 del Novecento. Nazisti e Fascisti iniziano a invadere Germania e Italia con le leggi razziali, con le distinzioni per razza, sesso, orientamento sessuale e tutto ciò che concerne la sfera intima e privata della persona. L’Italia sta per entrare in guerra e Giovanna, governante presso l’abitazione dei Signori Colombo, ebrei, deve trovare una soluzione per cercare di dare a Bianca, sua figlia, un futuro degno. Una sera decide di partire per Pavia alla volta della casa di sua sorella Augusta con cui ha chiuso i rapporti dopo la nascita della figlia. Quella partenza segnerà per sempre il destino delle due. Si troveranno in mezzo ai bombardamenti e affronteranno un viaggio pieno di paura, di angoscia e di insicurezza del futuro. Giovanna dovrà lottare contro le ingiurie che la vita le ha riservato per dare a Bianca un po’ di speranza. Ma nell’Italia del 1942 la speranza non basta.

Bianca, la purezza della vita

Bianca è solo una bambina quando comincia la guerra ma da subito dimostra di avere una purezza d’animo tale da riuscire ad affrontare tutto. L’assenza del padre, l’abbandono della madre e le cattiverie che gli uomini come Ruggero hanno in serbo per lei non riusciranno a spegnere quella fiamma che Bianca possiede e che solo lei può controllare. Sin da piccola ha le idee chiare: vuole un matrimonio con tanta gente, una famiglia felice e un uomo che la ami per sempre. Solo dopo che Elvira le avrà insegnato ad amarsi sempre e a saper stare sola, capirà che nella vita l’unica cosa di cui ha davvero bisogno per essere felice è se stessa.

Dopo un’infanzia rubata, dopo le mille paure, gli abbandoni e le offese, Bianca prenderà una carrozza che la porterà verso l’orizzonte, verso il futuro che tanto desidera conquistare.

Bianca e la madre, un simbolo importante

Foto di MJ Jin da Pixabay

Giovanna rimane incinta di Bianca quando è ancora una bambina. Al tempo la gravidanza prima del matrimonio non era vista di buon occhio da nessuno, era quasi una vergogna per la famiglia. Così la ragazza madre viene diseredata dalla mamma e dal papà, viene buttata fuori casa con una bambina da accudire e con un futuro da costruire interamente. Giovanna cresce la figlia come meglio può, non facendole mai mancare il pane sotto i denti e un tetto sopra la testa, ma non è mai pienamente convinta della scelta che ha fatto. Costretta a crescere così presto, molto spesso le capita di rimpiangere il momento del concepimento di questo bambina, ma subito ritorna in sè e cerca di trovare soluzioni alternative al rimpianto.

Il loro è un rapporto ricco d’amore. Bianca adora la madre: essendo sempre stata con lei non potrebbe essere altrimenti. Il padre non l’ha conosciuto e scoprirete solo leggendo il libro il perché, ma posso dirvi che è una di quelle storie che tutt’oggi accadono e di cui tutt’oggi continuiamo a meravigliarci. Il loro legame sembra indissolubile, indistruttibile, intoccabile: eppure il destino ha serbato per loro un’altra realtà, più dura della guerra, della fame e della miseria.

Cosa ne penso?

Mi è capitato raramente di leggere libri così profondi, così realistici e così emozionanti. Mi sono ritrovata tanto in Bianca per una serie di motivi che forse, un giorno, vi racconterò e ammetto di aver pianto proprio quando Bianca stava male. Non credevo di appassionarmi così tanto in questa storia fatta di ricordi, di vicende, di amore e di speranza. Perché se è vero che la guerra è sempre attorno a noi, è altrettanto vero che la guerra si può sconfiggere solo con l’amore e la speranza. Bianca l’ha sconfitta. Vorrei tanto sapere dov’è lei adesso, ma questo non mi è dato saperlo. Leggete “I ricordi non fanno rumore” anche se non amate i romanzi storici perché questo vi scalderà la vita e vi farà capire quanto siamo fortunati.

Voto: 5\5

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In Articoli/ Segnalazioni

Il mio primo libro – #LETTUREANTIVIRUS, un’antologia sulla pandemia

Non avrei mai detto che da una situazione come quella che tutti noi abbiamo vissuto a marzo 2020 sarebbe nata un’antologia del genere. Eppure eccomi qui a presentarvi #LETTUREANTIVIRUS, un libro nato dall’unione di sette racconti di sei autori diversi: Eugenio Pattacini, Alessandro Zelioli, Nina Miselli, Manuela Chiarottino, Francesco Serio e Alessia Grasselli. Tra questi autori ci sono anche io e questo non può che rendermi immensamente felice.

Da cosa nasce #LETTUREANTIVIRUS?

#Lettureantivirus nasce come rubrica di intrattenimento tenuta da Alessandro Zelioli e dedicata alla lettura sul gruppo facebook ME&M: Montecchio Emilia e Montecchiesi. Durante tutta la prima ondata della pandemia, Alessandro ha tenuto compagnia ai suoi ascoltatori donando a tutti noi un piccolo momento di svago social. Dopo alcuni mesi #LETTUREANTIVIRUS è diventata un’antologia composta da sette racconti tutti contestualizzati nel momento storico che stiamo ancora attualmente vivendo.

#LETTUREANTIVIRUS parla di amore, di ricordi, di sogni, di progetti, di desideri, di coraggio e di voglia di vita in un momento in cui tutte queste cose sono apparentemente ostacolate da una pandemia mondiale. Il libro vuole dare un messaggio importante ai lettori: si può andare oltre il virus con le semplici cose quotidiane che tutti abbiamo sempre, in casa nostra, tra i nostri affetti più cari. L’amore è la tematica che ricorre in quasi tutti i racconti e che accomuna tutte le storie. Dà la possibilità ai personaggi di continuare a vivere nonostante tutto.

TRAMA

#lettureantivirus Barkov Edizioni

Una mamma di cui non serve neppure sapere il nome, Susanna e la sorella “mocciosetta”, Gennaro e Lorenza alle prese con la tardiva relazione che li accomuna, Andrea e il suo colloquio col virus, Anna e Giuliano e quello strano modo di conoscersi tanto bello quanto surreale, Antonella e Mirco così giovani e così motivati a creare una identità comune nel loro primo appartamento, un padre e un figlio uniti nel cuore, sono i protagonisti che danno vita a queste pagine in cui il susseguirsi di emozioni, paure, sensazioni, insicurezze, amori, pensieri, idee, vissuti, incomprensioni, difficoltà ed esperienze, dà vita a diverse narrazioni nelle quali tutto incontra tutto, dipingendo situazioni mai facili e men che meno ordinarie. Alla fine ogni persona risulta superiore agli accadimenti, il percepito più permeante della realtà stessa, sin anche a porre dubbi su quale e cosa sia realmente questa realtà. Una sorta di miscellanea da cui traspare in tutta la sua imponenza e, al tempo stesso, delicatezza il ruolo primario della vita.
Gli Autori hanno utilizzato il coronavirus come sfondo ai singoli racconti costruendo storie e proponendo narrazioni che paiono essere il naturale proseguimento della rubrìca #lettureantivirus proposta per tutto il periodo del lockdown dal gruppo facebook “ME&M: Montecchio Emilia e montecchiesi” e da cui l’antologia prende il titolo.

Foto di @passionelibri_

ACQUISTA IL LIBRO

Per acquistare il libro non ti resta che cliccare sul pulsante del formato che più preferisci. Tutti gli autori che hanno partecipato al progetto li avete anche incontrati sul blog perché li ho recensiti tutti. Autori molto validi e pieni di cose da dire. Vi consiglio fortemente la lettura di questo libro se volete evadere dalla vita reale e rifugiarvi in un mondo in cui il virus non ammazza i sogni e l’amore. Se volete costruirvi un mondo migliore…

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Collaborazione – La stessa rabbia negli occhi di Manuela Chiarottino

É strano, a volte è come una battaglia silenziosa che si combatte proprio contro chi amiamo di più e da cui vorremmo essere amati più di ogni altra cosa.

Manuela Chiarottino

Era da un po’ di tempo che non leggevo un libro come quello di cui vi parlo oggi, ma sono felice di averlo fatto e di essermi innamorata dei personaggi. Il libro si intitola “La stessa rabbia negli occhi” e mi è stato gentilmente inviato in versione digitale dall’autrice, Manuela Chiarottino, che ringrazio infinitamente. Se vi appassionate facilmente alle storie che leggete nei libri e se amate i lieti fine, questo libro fa certamente per voi. Ora ve ne parlo!

Trama

Quando Luna si imbatte per la prima volta in Alex, in piedi davanti ai binari della stazione, ha subito la sensazione che loro due condividano la stessa rabbia e lo stesso livore per la vita. Certo, lei non conosce nulla del passato del nuovo arrivato in città, ma è proprio la percezione che ha di lui a spingerla ad accettare, man mano, la sua vicinanza. Fino a quel momento, il mondo di Luna è stato Raffaele, il suo migliore e unico amico, con cui condivide le sofferenze di una famiglia allo sbando e una vita scolastica infernale. Se Raf ha un padre inesistente e dei bulli che lo tiranneggiano per la sua omosessualità, Luna si sente bloccata in un dolore che non sa superare. Ma Alex è diverso, con lui Luna si sente finalmente amata, capita, addirittura bella. Pronta a dimenticare l’ombra della sorella perfetta dietro cui ha sempre vissuto. Tutto sembra volgere per il meglio, ma il destino ha ancora in serbo delle carte da giocare e una reazione a catena di eventi scoperchierà i segreti del passato. Riusciranno l’amore e l’amicizia a fare la differenza? Perché forse la perfezione non esiste per davvero: bisogna solo amarsi per quello che si è.

Recensione

Appena ho iniziato a leggere il libro ho capito che avrei trovato tanto di me in questa storia e così è stato. Il romanzo inizia con l’incontro, in circostanze non proprio felici, tra due persone: Alex e Luna. Si presentano, si scambiano due parole per poi ritornare ognuno alla propria vita. A scuola però Luna lo rivede: quel ragazzo misterioso, quasi tenebroso, frequenta la sua stessa scuola. Luna, incuriosita più che mai da quel compagno così assente dalla realtà, cercherà in qualunque modo di capire cosa lo tormenta. Così, tra il tentativo di dissuadere l’amico Raffaele da scelte affrettate, il rapporto burrascoso con il padre e la nuova compagna e la depressione della mamma, Luna riuscirà a innamorarsi.

Due personaggi tormentati

Foto di Free-Photos da Pixabay

Luna e Alex sono due personaggi molto diversi ma simili sotto un’aspetto importante, che è quello che caratterizza la storia: sono tormentati dal loro passato.
Luna ha perso la sorella Stella a seguito di un incidente di cui non si sono mai chiarite del tutto le circostanze; sa solo che, avendo perso il controllo dell’auto, è uscita di strada, lasciando la vita e tutti i suoi cari al loro destino. La ragazza non ha mai trovato un motivo valido per superare la morte di Stella e non ha mai capito come sfogare la rabbia e il dolore. Lo fa tagliandosi, convinta che il provar dolore sia la giusta punizione per non essere perfetta come Stella, per non aver mai imparato da lei, per non averla più al suo fianco.

Foto di 建鹏 邵 da Pixabay

Alex invece ha qualcosa di più profondo da risolvere, un conto in sospeso con sé stesso e con i suoi sensi di colpa dovuti alla morte del padre. Non parla mai della sua famiglia con Luna, non vuole darle altri pensieri. Nonostante lui per lei sia una spalla su cui piangere, non vuole che lei diventi lo stesso per lui. Così non le dice la verità fino alla fine, fino a quando non si sente scoppiare. La vita lo metterà più volte davanti a situazioni spiacevoli, compromettendo ancor di più il suo futuro, perché il destino, con lui, ha sempre giocato d’anticipo. Il suo unico difetto, se così possiamo chiamarlo, è che ama giocare il fuoco. La copertina, su cui non voglio dilungarmi troppo, è secondo me un chiaro indizio, ma si capisce bene solo alla fine del romanzo.

Entrano in sintonia quasi subito. Alex vede in Luna una persona fragile, da proteggere, da amare; Luna vede in Alex la ragione per cercare di lasciarsi tutto alle spalle. Ma sa che non può farlo senza di lui. In genere non amo i personaggi troppo tormentati, ma loro due mi sono piaciuti da subito. Tolto il fatto che mi rivedo tanto in Luna per i problemi che ha con la madre, ammetto di aver letto poche volte libri così intensi e con personaggi così ben delineati.

La storia: i cliché influiscono sull’intensità?

Questo romanzo ha tanti cliché, ma quale libro non li ha? La particolarità, il pregio, chiamatelo come volete, è che i cliché in questo libro non si notano. Il ragazzo misterioso e la ragazza tormentata dal passato e desiderosa di riscatto sono solo il condimento della storia. Il lettore si concentra sulle dinamiche che portano i due giovani a scontrarsi con la vita in così tenera età, piuttosto che a “criticare” la presenza di cliché che è quasi inevitabile.

Raffaele, l’amico omosessuale

Ho apprezzato talmente tanto Raffaele che, se fosse reale, vorrei davvero essere sua amica. Raffaele è un ragazzo dolce, tenero, sognatore e innamorato della vita. Sorride sempre, anche quando quest’ultima lo mette in situazioni spiacevoli; lui non molla. Crede però di aver un difetto: essere attratto dagli uomini. A scuola non fanno altro che prenderlo in giro, tutti i ragazzi di cui si innamora lo bidonano e la madre sembra non accettare questa caratteristica del figlio. L’unica a sostenerlo, a proteggerlo e a incoraggiarlo è Luna, dolce e tenera come solo lei sa essere. Sarà proprio lei a salvarlo quando, in un giorno qualunque, qualcuno tenta di metterlo in ridicolo in un modo davvero squallido. Perchè Luna e Raffaele sono come fratelli e i fratelli non si abbandonano mai.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro sia davvero un’ottimo compagno per tutte quelle persone che credono di non farcela, che pensano di non poter sopportare il dolore, che pensano di non essere all’altezza di questa vita. Io sono convinta che un libro così possa insegnare a tanti che la vita, imprevedibile e bastarda, prosegue per la sua strada; sta a noi cambiare le carte in tavola e giocare a nostro vantaggio.

Luna e Alex ci insegnano che l’amore esiste e che la morte non può in alcun modo spezzarlo. Consiglio il libro a tutti coloro che amano i romanzi, le storie drammatiche e i personaggi tormentati: “La stessa rabbia negli occhi” fa al caso vostro.

Voto: 5/5

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Collaborazione – Il puledro di Castagneto di Alessandro Zelioli

La storia dell’uomo che corse le Mille Miglia a piedi

Non amo la storia e probabilmente non riuscirò mai ad amarla, ma questo libro l’ho letto tutto d’un fiato. Nonostante non sia il mio genere, mi sono appassionata subito al racconto di Alessandro in merito a Costantino Seggioli, l’uomo che ha corso le Mille Miglia a piedi. Questo libro di poche pagine mi ha permesso di imparare davvero tante cose e sono davvero felice di averlo letto e apprezzato così tanto.

Un passo indietro: cos’è la Mille Miglia?

La Mille Miglia è stata una competizione automobilistica stradale di granfondo disputata in Italia in 24 edizioni tra il 1927 e il 1957. Si trattava di una gara di velocità in linea con partenza e arrivo a Brescia in cui i concorrenti arrivavano fino a Roma attraverso il centro-Nord Italia.

Fonte – Wikipedia

Il libro racconta una storia vera. La storia di un uomo che è stato dimenticato e che è “rinato” solo grazie ad Alessandro che, dopo essersi appassionato alle vicende di Cosimo, ha deciso di raccontare la sua vita. Una vita davvero particolare.

Trama

Copertina del libro

La storia di Costantino Seggioli è nota a pochi, anche tra gli appassionati della Mille Miglia, la corsa di velocità su strada più famosa al Mondo. Un vero peccato, perché questo piccolo uomo che nel 1938 corse la Mille Miglia a piedi per pubblicizzare la XII edizione di una competizione che si stava rinnovando e per fare un favore all’amico Renzo Castagneto, meritava giustizia.
Poco meno di due mesi gli sono serviti per correre gli oltre 1.600 chilometri del percorso che, al suo arrivo, anche le vetture avrebbero percorso, ma in poco più di dodici ore. Seggioli tenne fede al suo intento e durante il lungo peregrinare per l’italico stivale, scrisse un diario nel quale raccolse episodi al limite del fantastico dei quali fu protagonista. Uomo poco avvezzo al lavoro, viveva di espedienti ed ebbe una lunghissima carriera militare, non solo con la divisa italiana.


Recensione

Come ho detto a inizio articolo, non amo la storia. É una di quelle materie che non ho mai sopportato perché faccio molta fatica a ricordare e collegare gli eventi. Nonostante io non accetti mai collaborazioni per romanzi storici, questa volta ho voluto provare. Ne sono rimasta davvero felice.

Foto Olympia

Alessandro ha raccontato la storia di un uomo particolare, volenteroso e poco esigente, che ha compiuto una missione quasi impossibile: ha percorso a piedi le Mille Miglia. Si era prefissato l’obiettivo di voler arrivare insieme alle macchine e, dopo momenti di titubanza e attimi di ripensamento, ha portato a termine il suo desiderio. Costantino mi è sembrata una persona davvero strana, ma di gran cuore. Viveva alla giornata, non aveva soldi per vivere ma cercava di racimolare qualcosa svolgendo lavori per altri o semplicemente aiutando gli amici. Nel libro c’è addirittura scritto di un evento in particolare che gli ha permesso di avere un “piccolo premio” in denaro… ovviamente non vi dico qual è, per saperlo dovete leggere il libro!

Lo stile dell’autore fa la differenza.

Io credo fermamente che lo stile di narrazione dell’autore questa volta abbia fatto la differenza. Pochi dettagli, ma efficaci, mi hanno permesso di comprendere appieno la vicenda. Probabilmente, se la stessa storia fosse stata scritta in un manuale storico, non l’avrei compresa. Lo stile semplice che Alessandro utilizza fa sì che Costantino entri nel cuore di tutti, anche dei meno appassionati.

Leggere per imparare

Museo Mille Miglia

Al di là che forse, se questa non fosse stata una collaborazione, il libro non l’avrei mai letto a causa dei pregiudizi che ho nei confronti delle vicende storiche, ho capito che per imparare bisogna leggere. Se non avessi letto questo libro, non avrei imparato cos’è la “Mille Miglia”, non avrei conosciuto Costantino e non avrei capito che la storia si può apprezzare. Non bisogna precludere generi per paura di non capire, perché se un autore è bravo si capisce tutto. In questo caso, l’autore è davvero bravo.

Per scrivere questa storia Alessandro ha fatto ricerche, ha contattato i famigliari di Costantino, si è documentato e ha raccolto fotografie (tutte presenti all’interno del libro). Non lo conosceva l’uomo delle Mille Miglia, ma appena ha scoperto che esisteva, ha subito voluto dargli “giustizia” e raccontare al sua storia a quante più persone possibili. Per questo sono qui a parlarvene: per farvi conoscere Costantino Seggioli!

Ho amato questo libro e lo consiglio caldamente a tutti. Si legge velocemente e appassiona molto, anche chi non ama la storia.

Voto: 5\5

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Review Party – You are my perfect Chaos di Nancy Ward

É così che funziona quando i caos è perfetto: le lancette dell’orologio cominciano a correre una maratona a tempo, e quando questo sta per finire, all’improvviso tutto torna normale, capendo che quella normalità non sarà più come prima.

Nancy Ward

Finalmente è arrivato il momento di parlarvene. Sono stata giorni a pensare a cosa scrivere per presentarvi al meglio il libro e per farvi capire cosa ho provato leggendolo. Non sono sicura di aver trovato le parole giuste, ma ci provo.

Come tutto è iniziato…

Ho letto questo libro in anteprima. Ringrazio Nancy per essersi fidata di me e avermi permesso di conoscere Alessio e Alice prima del tempo. Mi sono sentita sopra le stelle quando l’autrice mi ha contattata, perché ho letto tutti i suoi libri e la seguo da tanto tempo. Avere l’onore di essere una delle poche a leggere il suo libro in anteprima mi ha davvero riempita di gioia. Ma Nancy mi aveva avvertita… “questo non è il genere che scrivo di solito, magari non ti piace…”.

Ebbene… se sono qui oggi è perché, nonostante non sia il genere che scrive di solito, mi è piaciuto. Mi è piaciuto tanto.

Trama

Quante volte ci chiediamo perché un amore cominci e finisca in un certo modo?
Quante volte ci siamo domandati chi fosse su questo mondo a tirare le fila dei destini delle persone e perché quando tira il nostro, è sempre un gran casino?
Alice ed Alessandro si pongono esattamente queste due domande senza ancora aver trovato risposta.
Alice vive nella provincia di Modena, ha 19 anni e frequenta l’ultimo anno di scuola superiore.
Alessandro, invece, è di Trieste, ha 22 anni e sta terminando l’ultimo anno di università.
L’incontro inaspettato fra i due protagonisti avverrà in una serata di inverno, tra una caprese in un locale e una chiacchierata lunga quasi tutta la notte fatta di somiglianze, di scoperte e di una promessa: il restare in contatto e rivedersi di nuovo alla luce del giorno.
Con l’aiuto di due narratori d’eccezione, i ragazzi conosceranno l’amore inaspettato, quello vero che accade una sola volta nella vita e non conosce fine.
Ma come in tutti gli amori, i timori e le insicurezze sono proprio dietro l’angolo.

Recensione

Ammetto che è parecchio tempo che non leggo libri di questo tipo, quindi prendere il via con la lettura è stato un po’ complicato. Passare da omicidi, armi, polizia e scientifica ad amore, baci e sentimenti non è facilissimo. Se all’inizio mi sono trovata in difficoltà, dopo aver letto due capitoli mi sono completamente innamorata dei personaggi e della storia.

Foto di Tú Anh da Pixabay

Ambientato a Modena, una città limitrofa alla mia, racconta l’inizio della relazione tra Alessio e Alice. Entrambi vivono una vita “imperfetta” e non riescono a capirne appieno il motivo. Il loro casuale incontro porta li a scontrarsi con la realtà e a rendersi conto che non riusciranno più a fare a meno l’uno dell’altra. Iniziano così a scambiarsi messaggi, a sentirsi costantemente, a pensarsi giorno e notte nell’attesa che arrivi il momento di rivedersi ancora, Ma tutto ciò durerà poco: Alessio ha un biglietto di sola andata per Trieste. Riusciranno a sconfiggere la paura della distanza?

I personaggi

I due protagonisti sono gli unici personaggi principali di questo libro. La storia si incentra completamente sull’evoluzione della loro relazione. Se incontrarsi è stato un caso, continuare a sentirsi e iniziare ad amarsi non lo sarà. Alessio e Alice provano un sentimento davvero grande, quasi indistruttibile, sin dal primo momento che si sono visti. Nulla riuscirà a cambiare ciò che provano. Nemmeno il susseguirsi di eventi che li porterà a prendere strade diverse, perché due persone che si amano come loro non potranno mai dividersi davvero.

Foto di Free-Photos da Pixabay

Mi sono appassionata molto a tutti e due perché mi è davvero sembrato di conoscerli. Sono delineati così bene che, durante la lettura, mi pareva quasi di averli davanti a me. Sin dal primo momento, ho detto all’autrice che più che un libro questo mi sembrava un film. Scritto quasi come una sceneggiatura (data e luogo a inizio capitolo, tanti dialoghi), mi ha dato l’illusione di rivivere l’inizio della mia relazione con il mio compagno. Diciamo che sono molto simili…

Tra i due ammetto che mi sono affezionata moto di più ad Alessio. Mi faceva una tenerezza incredibile e non so precisamente per quale motivo. In ogni caso sono tutti e due ben caratterizzati e questo è l’importante.

La storia

La cosa che mi ha appassionata di più è certamente la storia e il suo contesto. I due protagonisti si incontrano, passano la serata insieme e si raccontano di tutto, iniziano a sentirsi e tra loro scatta l’amore. Sembra una di quelle storie preimpostate ma non è così. Questa non è la classica storia ricca di cliché e con poca sostanza. Questa è una di quelle storie che appassionano il lettore, che lo trasporta in una realtà più magica, più vera. Non è semplicemente il racconto di una relazione, ma l’inizio di una nuova vita per Alice e per Alessio.

Personalmente mi sono commossa in tanti punti del libro, ma la parte che più mi ha fatta piangere è certamente il finale. Mi ricorda molto il mio passato, ciò che ho sconfitto e ciò che ho guadagnato grazie all’amore. É un po’ ciò che faranno i due protagonisti: conquisteranno la vita grazie all’amore. Nonostante tutto.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro meriti la produzione di un cortometraggio. L’ho detto dall’esatto momento in cui ho chiuso il Kindle e mi sentivo vuota. Vuota senza Alessio e senza Alice, vuota senza il loro amore e senza la loro bellissima storia. Ho scritto a Nancy e le ho detto di pensarci, perché vedere i due ragazzi in giro per Modena non mi dispiacerebbe assolutamente.

Trovo sia bellissima la presenza di narratori “insoliti” in terza persona. Durante il corso della lettura, infatti, troverete vari narratori, tutti diversi ma in qualche modo collegati. Non posso dirvi di più perché sennò vi svelerei ciò che dovete capire da soli, ma posso garantirvi che è tutto molto magico.

In ogni caso ciò che penso è che, nonostante non sia nel genere di scrittura di Nancy, l’autrice abbia fatto un lavoro eccellente. Ho pianto tanto e quando piango è positivo, perché significa che le parole mi entrano nel cuore. You are my perfect Chaos mi è entrato nel cuore. Merita di essere letto e amato.

Voto: 5\5

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Collaborazione – Recensione de “La cripta” di Nina Miselli

Il libro “La cripta” di Nina Miselli propone una metafora importante: parla di prigionia e insegna la libertà alle donne.

Sentì di perdere i contatti con la realtà. Sentì di perdere il controllo in modo estremo e pericoloso. Il suo cuore batteva fortissimo, non riusciva a respirare.

Nina Miselli

La presentazione del libro – 30\08\2020 a Montecchio Emilia

É avvenuto tutto così in fretta. Ho scoperto che Nina avrebbe presentato il suo libro quasi una settimana fa, così mi sono organizzata e ci sono andata. Inutile dire che ne sono rimasta davvero contenta. Incontrare autori che parlano dei loro libri mi piace davvero molto, perché mi permette di comprendere meglio ciò che scrivono o ciò che li spinge a scrivere. Ma quando gli autori che incontro abitano a 4 km da casa mia, allora il tutto diventa più interessante.

Quando Nina mi ha contattata per chiedermi di leggere il suo libro, non avevo compreso che abitasse vicino a me. L’ho scoperto solo quando ho letto l’indirizzo del mittente nella busta del “piego di libri”. Ebbene… mi sono emozionata tanto! Ho preso subito il libro e l’ho iniziato. Ci ho messo qualche giorno a causa degli impegni personali irrimandabili, ma fortunatamente sono riuscita a finirlo prima della presentazione.

Ma parliamo di ieri…

La presentazione a mio avviso è stata davvero molto interessante. Il conduttore, Guglielmo Mauti, è stato molto bravo a fare le domande all’autrice senza permetterle di svelare tutta la storia. Penso che sia molto difficile per un autore non fare spoiler quando gli chiedono di parlare del proprio libro. Invece Nina si è comportata davvero bene, anche se in questo caso era quasi impossibile non rivelare niente. Guglielmo e Nina sono riusciti a intrattenere i presenti in maniera eccellente e l’autrice, nel corso della presentazione, mi ha chiarito alcuni dubbi sorti durante e a fine lettura.

Una delle domande che le sono state fatte è: “Hai ricevuto solo pareri positivi o anche qualche critica?”. Ebbene amici… l’autrice ha ricevuto tantissimi pareri positivi, tra cui anche il mio, ma una delle critiche costruttive che le sono state fatte partono proprio da me. Ma ve ne parlo dopo.

Concludo il racconto di ieri sera congratulandomi con l’autrice, Nina Miselli, davvero molto in gamba e di una calma indescrivibile. Mi ha rilassata molto ascoltarla e ha convinta ancora di più che ciò che sto facendo sia ciò che devo fare. Vi invito ad acquistare il suo libro e leggerlo, perché nonostante tutto, è uno i quei libri che difficilmente dimentichi. Grazie Nina.

Trama

La cripta di Nina Miselli

Una ragazza solare, con una famiglia amorevole, un lavoro che le piace e un uomo che ama più di sé stessa. Sabry non può desiderare nient’altro, ha già tutto quello di cui ha bisogno per essere felice. Ma non sempre tutto va come deve andare. Sarà proprio nel momento in cui riceverà una grande delusione che deciderà di lasciare i suoi cari per allontanarsi. Lascerà il sud e approderà a Reggio Emilia. Sarà l’inizio della fine. Proprio quando tutto sembra andare nel migliore dei modi, Sabry capisce di non essere più la stessa di sempre e di desiderare una sola cosa: la libertà.

Recensione

Di genere thriller, “La cripta” racconta di un rapimento di una donna per mano di un uomo. Sabry, una volta trasferitasi al nord, comincerà ad essere pedinata e osservata dall’uomo che un giorno, nel parcheggio del centro commerciale in cui lavora, le da una botta in testa e la rapisce. Si sveglierà in una cripta, ma non sarà sola. Caronte, così ha soprannominato il suo carceriere, la sta guardando. Insieme a lui anche il cadavere in putrefazione di una delle sue tante vittime. Sarà proprio all’interno di quella cripta che Caronte farà la sua promessa: “Sarai mia moglie e la madre dei miei figli”. Tutto ciò alla fine di alcune prove, l’ultima delle quali davvero inquietante. La ragazza troverà la forza di sopravvivere nell’amore che prova per il padre Bruno. Riuscirà a liberarsi, ma sarà mai davvero libera?

L’ambientazione

La prima parte del libro è ambientata in un cimitero, mentre la parte successiva al rapimento di Sabry è ambientata al sud, nel paese natale della ragazza. Dopo essere riuscita a scappare dalle mani del suo aguzzino, Sabry non ne vuole sapere di tornare nel suo appartamento a Montecchio Emilia. Così lascerà l’Emilia e tornerà nella sua terra, con la sua famiglia e con Carmine, il motivo della sua improvvisa partenza. Quando tornerà a casa, gli incubi la tormenteranno e farà fatica a parlarne con tutti, anche con il suo medico. Ciò che ha vissuto all’interno della cripta e quello che ha provato durante l’ultima prova è troppo per lei.

La storia d’amore, un momento di respiro per il lettore

É vero che in un libro thriller raramente ci sono storie d’amore vere, ma quella tra Carmine e Sabry è una storia che dona respiro al lettore. A metà del romanzo incontriamo una scintilla importante tra i due protagonisti. Nonostante la ragazza sia partita per Montecchio a causa della delusione provocata da Carmine, dopo qualche tempo si lascia andare e cade tra le braccia protettive del suo amato. Riuscirà a confidargli i suoi sentimenti, le sue paure e i suoi incubi e lui prontamente sarà lì per difenderla e donarle speranza.

Cosa ne penso?

Il libro tutto sommato mi è piaciuto, ma c’è una cosa che non ho apprezzato molto: la velocità di narrazione. L’ordine cronologico degli eventi, davvero inconsueto nei thriller, velocizza la narrazione e non permette al lettore di entrare completamente nella psicologia dei personaggi. Trovo, infatti, che i personaggi siano poco approfonditi a livello psicologico. Soprattutto Caronte, l’uomo malato che rapisce le donne e le priva della libertà, meritava un approfondimento psicologico. Avrei, da lettrice compulsiva di thriller, voluto leggere qualcosa del passato dei personaggi (così da rendere chiare le dinamiche e i comportamenti). Anche se, come ha detto ieri sera Guglielmo Mauti, non è fondamentale, trovo sia però molto importante per coinvolgere appieno il lettore. Tutto sommato però è una lettura piacevole e ricca di significato…

La metafora: la cripta come pivazione di libertà

In conclusione mi piacerebbe molto spiegarvi una metafora importante del libro: la cripta e la privazione di libertà. Come detto in precedenza, quando Caronte chiude Sabry nella cripta le promette che diventerà la sua donna e la mamma dei suoi figli. Ebbene… la sua libertà sarà proprio quella. Quando supererà le prove, uscirà dalla cripta, ma continuerà ad essere imprigionata nelle mani di un uomo che non la ama. É ciò che succede tutti i giorni: donne che vengono inconsciamente rapite e possedute da uomini che non le amano, che fanno loro del male ogni qualvolta decidano di essere realmente libere. Questo è il senso del libro: insegnare a distinguere libertà da libera prigionia. Siamo tutte in grado di scegliere quando, con chi e perché.

Voto: 4\5

Un grazie speciale alla Proloco di Montecchio Emilia per aver dato e per dare la possibilità a scrittori e scrittrici locali di presentare i loro libri al Parco Enza dello stesso paese. Diffondere cultura e passione è sempre una cosa bella ed emozionante!

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