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Collaborazione – Recensione “Racconti per me” di Marco Vitale

Il libro di cui voglio parlarvi oggi non è un vero e proprio romanzo, ma un piccolo libro di racconti. Mi è capitato un’altra volta di leggere e recensire qualcosa del genere, ma ovviamente le impressioni non son le stesse!

Ringrazio l’autore, Marco Vitale, per avermi inviato una copia cartacea per permettermi di leggere i suoi scritti e parlarvene. Il libro è stato pubblicato con la casa editrice “Monetti Editore”.

Racconti per me di Marco Vitale

Non esiste una trama che sintetizzi efficacemente quanto raccontato nei vari testi, ma sul retro della copertina c’è una frase che, secondo me, rappresenta bene le emozioni che ho provato alla fine della lettura.

Lasciar fare al vento,
profuma tanto di libertà.

Libertà è una parola importante per comprendere queste brevi storie, in quanto penso sia la parola chiave presente, anche se non in modo evidente, tutti i racconti. Racconti brevi che sembrano quasi “poesie in prosa”, che suscitano le stesse emozioni che susciterebbe un testo poetico con la sola differenza che non ci sono rime, concatenazioni o figure retoriche evidenti. Allora perché “libertà” è la chiave di lettura? Perché il lettore ha la libertà di interpretare.

Il narratore in terza persona racconta una piccola storia riferita al personaggio citato nel titolo di ogni capitolo, ma è il lettore che svolge la parte fondamentale, poiché insieme al narratore può concludere il processo di narrazione. Per capire, entrare e poter gestire questi racconti così brevi (ma intensi, alcuni anche troppo) è necessario saper dare una propria personale interpretazione alla situazione.

Il testo si presenta in poche righe, con frasi che sembrano quasi sconnesse e buttate lì a caso: però, se ci si ferma a riflettere qualche minuto, si capisce che invece è qualcosa di voluto. I primi racconti sono quelli che sembrano più strani, ma proseguendo la lettura e terminando il libro si riesce a capire meglio, e forse appieno, le intenzioni dell’autore.

Il racconto che ho apprezzato di più è intitolato “Rosa e Alessandro” perché racconta di un amore spezzato dal tempo e dalle circostanze, da un amore che era ma non doveva essere. Ho apprezzato molto anche quello intitolato “Silvia e Marco” perché racconta l’amore che si compie, il momento prima delle nozze, in cui i due sposi sanno quello che sta per succedere ma è qualcosa di così grande e forte che sembra impossibile da credere. Allora serve qualche minuto in più, per rimanere nella quotidianità che, dopo poco, è destinata a cambiare per sempre.

Mi voglio complimentare con l’autore perché sicuramente io non sarei riuscita a lasciare così tanta libertà al lettore e a coinvolgerlo attivamente nel processo di narrazione, come invece è stato in grado di fare lui!

Non sono appassionata di poesia ma amo analizzare i testi poetici, trarne conclusioni dettate dalle semplici emozioni provate nel processo di lettura: questo libro mi ha dato un po’ la possibilità di farlo, di interpretare talvolta a mio piacimento. Mi aspettavo racconti diversi, certamente non tutta questa “poesia”, ma sono rimasta comunque colpita.

Vi consiglio questa lettura, ma solo se siete in grado di scavare a fondo. Nonostante conti 60 pagine, non è una lettura per niente facile o superficiale!

Voto: 5\5

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