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Il mondo dei libri – Acquistare libri: online o in libreria?

La libreria è un luogo d’accoglienza per visitatori di ogni tipo

Lo shopping preferito di tutti i lettori è quello che si fa all’interno di una libreria o su un e-commerce dedicato ai libri. Sappiamo tutti che i libri non si acquistano più solo nei centri commerciali o nella libreria in centro, ma anche digitando il dominio di un determinato sito online. La qualità e il contenuto dei libri che si acquistano, sia che essi vengano comprati fisicamente o virtualmente, è la stessa. Allora dov’è la differenza?

In libreria, tra uno scaffale e l’altro

In libreria ci siamo andati tutti una volta nella vita, sia che siamo lettori accaniti sia che siamo solamente turisti di una qualsiasi città. La libreria è il luogo in cui si entra prima di tornare a casa, è il luogo che si visita per ultimo per cercare un libro che ci tenga compagnia durante il viaggio. Ma la libreria è anche il posto preferito dei lettori, quello in cui si rifugiano alla ricerca di idee e ispirazione.

Foto di Louise Dav da Pixabay

La libreria, che sia una indipendente o appartenente ad una catena, è il negozio in cui più comunemente mi piace investire soldi. Compro i libri che mi piacciono, ma prima di acquistarli li sfoglio, sento la carta, guardo la copertina. Cammino per qualche decina di minuti all’interno di una libreria solo perché la maggior parte delle volte sono accompagnata, altrimenti passerei lì molto più tempo. Cammino e cerco qualcosa che possa incuriosirmi o ispirarmi, guardo e osservo attentamente tutti gli scaffali. Poi scelgo il libro ed esco, lasciando sempre una parte di me dentro. Quando entro in libreria mi sento a casa.

Tra uno scaffale e l’altro penso e rifletto molto sulle trame che leggo, mi prendo il tempo che mi serve per capire e valutare bene il libro o i libri che voglio acquistare. In libreria c’è profumo di libri nuovi, pronti per essere letti e amati. Il profumo di carta mi pervade appena entro e non mi abbandona mai subito appena esco, ma solo dopo un po’ di tempo.

Tutto ciò non è minimamente paragonabile all’acquisto online, anche se in quel caso non è necessario vestirsi e uscire di casa, ma si può fare comodamente dal divano in tenuta casalinga.

Libreria online, tra una pagina e un’altra

Se acquistare online per certi versi è più economico e veloce, per alcuni non è piacevole quanto andare in libreria. Online si trovano tantissime offerte, si trovano anche libri usati e in ottime condizioni a prezzi vantaggiosi, ma non si può passare il tempo tra il profumo della carta e le chiacchiere lontane delle commesse. Nonostante l’acquisto online sia molto praticato, soprattutto in questo periodo, ancora molte persone preferiscono uscire di casa e acquistare nella libreria di fiducia. Gli e-commerce di libri sono ben organizzati, sembrano vere e proprie librerie, divise in scaffali con i libri suddivisi per genere. Ma online non si sente il profumo della carta e dei libri nuovi.

Foto di Tumisu da Pixabay

Comprare libri online non è come comprare vestiti in quanto non c’è il rischio che il libro sia diverso, anche se non si è mai completamente sicuri. Può capitare di dover aspettare alcuni giorni, di dover pagare un prezzo troppo alto di consegna, che il pacco arrivi danneggiato, ma non può succedere che il libro sia troppo stretto. Scherzi a parte, esistono molti siti davvero validi per comprare libri online, con tempi e costi di consegna davvero bassi: Libraccio e IBS sono quelli che solitamente utilizzo io. Libraccio dà la possibilità di acquistare anche libri usati, ma anche di venderli. Mi è capitato più volte di vendere a Libraccio i miei libri dell’Università. Di Libraccio possiamo trovare anche i negozi fisici, mentre IBS è una vera e propria libreria online.

Oltre ai due siti elencati, le librerie danno spesso la possibilità di ordinare e ricevere i libri direttamente dal loro e-commerce. Durante i mesi di marzo e aprile, molte librerie hanno continuato a consegnare i libri per aiutare gli studenti dell’università e permettere loro di continuare a studiare.

Acquistare online o in libreria?

Le persone, quando decidono di acquistare qualcosa, comparano sempre i prezzi che trovano online con quelli che trovano nei negozi. Quasi sicuramente online il prezzo di molti libri è più basso rispetto a quello in libreria, quindi è logico in questo caso l’acquisto online. Ma se capita di camminare tra le vie del centro e di entrare in libreria, di vedere un libro e di volerlo comprare, non aspettate di uscire per tornare a casa e cercare l’offerta sul web. Compratelo subito, se ne avete la possibilità. Perché dal momento che rimandate, l’acquisto è quasi certamente annullato. Perché poi troviamo, scopriamo e desideriamo altri libri e la nostra wishlist si riempie. In libreria si scoprono amori a prima vista, online si portano a termine.

Io preferirò sempre comprare i libri in libreria, specialmente quella in centro a Reggio Emilia, dove vivo io. Mi piace tanto, ci sono affezionata e mi ha regalato emozioni uniche. La Libreria All’arco è quella in cui maggiormente acquisto, anche se ammetto che qualche volta Libraccio e Ibs l’hanno sostituita. Ma il profumo di carta e di libri che si respira tra le mura di quel posto è insostituibile.

Link utili

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Sei un autore emergente? Il Regno di Orfeo fa al caso tuo! Scopri perché!

Da tempo collaboro con autori emergenti e mi occupo della promozione dei loro scritti parlandone sul blog e su Instagram. Recentemente ho avuto l’onore di leggere un libro veramente bello, intitolato “Chi ha ucciso Euridice?” di Vincenzo Tagliaferri. Mi sono appassionata subito allo scritto e ho avuto modo di scambiare qualche chiacchiera con lui, persona davvero talentuosa e in gamba. Mi ha parlato del suo canale Youtube, “Il regno di Orfeo” e di un progetto del quale mi piacerebbe proprio parlarvi, dedicato agli autori emergenti e non. Oltre che ad essere un bravissimo scrittore, è anche un compositore. Sul suo canale ho avuto il piacere di ascoltare la lettura di una poesia, accompagnata dal sottofondo di una canzone suonata e composta da Vincenzo.

Il progetto di Vincenzo dedicato agli autori.

Foto di Free-Photos da Pixabay

Il canale Youtube “Il Regno di Orfeo” è dedicato alla scrittura creativa, quindi a poesie, racconti brevi o estratti di romanzi e ha lo scopo di creare una rete di lettori e autori.

Il progetto prevede la pubblicazione di video in cui verranno recitati vocalmente da Armida De Rosa alcuni testi, i quali saranno accompagnati in sottofondo da musica inedita composta da Vincenzo. Ogni quindici giorni (nella seconda e quarta settimana del mese) verrà dedicato un piccolo spazio agli autori esterni, che siano emergenti o non, i quali abbiano voglia di sentire un loro pezzo interpretato.

La durata dei video

La durata dei video è per ora impostata sui 3\4 minuti circa. Se l’autore ha voglia di inviare un pezzo del suo romanzo, una sua poesia o semplicemente un piccolo racconto, dovrà tenere in considerazione questo tempo. Se invece l’autore vuole inviare un racconto che sia più lungo del tempo stimato, allora il testo sarà diviso in puntate.

Valutazione e promozione

Il materiale proposto sarà valutato e programmato nel corso delle settimane. Gli autori e i blogger saranno avvisati per procedere con le condivisioni e le promozioni. Si consiglia inoltre agli autori che vorranno partecipare di iscriversi al canale in modo di avere la precedenza e di contribuire con la promozione del canale interagendo e\o condividendo con esso.

Saranno accettati tutti i generi!

Invito tutti gli autori che vogliano mettersi in gioco, di contattare Vincenzo e di proporre a lui ciò che più ritengono appropriato! Vi lascio il contatto e il canale Youtube! Se siete curiosi di leggere anche il suo libro, di cui uscirà presto l’audio-libro (sempre accompagnato dalla sua musica), vi lascio il pulsante di rimando al link d’acquisto.

Contatta Vincenzo: tagliaferriv@gmail.com

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Il mondo dei libri: Cartaceo o Digitale?

Entrai in libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare.

Carl Ruiz Zafòn

Leggere un libro è viaggiare ma rimanendo seduti comodi sul divano, sul lettino in riva al mare, sull’autobus e nel letto. I libri sono uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo della propria indipendenza linguistica, perché permettono di costruirsi un proprio dizionario e di ragionare in maniera corretta. Chi non legge mai un libro, fa fatica a utilizzare i termini appropriati, a discutere e parlare con il linguaggio corretto. Chi legge spesso ha invece una capacità linguistica avanzata e riesce così ad affrontare ogni discussione.

Come ho detto in un articolo qualche settimana fa, le persone leggono poco o niente perché il prezzo dei libri è alto e non tutti hanno la possibilità di acquistarli. Inoltre, non tutti hanno lo spazio necessario in casa. Ma questo non è quasi più un problema…

Libro digitale: e-book e e-reader!

Il libro digitale non è una scoperta troppo recente. Il primo romanzo ipertestuale è stato distribuito da Eastgate System nel 1987 sul floppy disk. La struttura del romanzo non era lineare. Il primo e-book è stato invece inventato da Franco Crugola e Isabella Rigamonti per la loro tesi di laurea. Successivamente, nel corso del tempo e con il passare degli anni, molte aziende come Sony e Apple hanno realizzato dispositivi per leggere i libri in versione digitale. Anche Amazon, nel 2007, lancia il primo Kindle in America e nel 2019 il libro digitale è quello più letto in assoluto.

Il libro digitale è quello più letto per vari motivi. Vediamo insieme i vantaggi e gli svantaggi dell’e-book.

Vantaggi

Foto di Pexels da Pixabay

I vantaggi del libro digitale sono tanti e riguardano la maggior parte dei lettori. I prezzi degli e-book sono davvero molto bassi ed economici rispetto al libro cartaceo. L’unica “grande” spesa, se si vuole leggere senza rovinarsi la vista leggendo da cellulare, è quella che si sostiene acquistando un e-reader come il Kobo o il Kindle. L’acquisto è immediato, non si deve aspettare con ansia il corriere davanti alla finestra. Per gli e-book l’unico spazio che serve è quello della memoria sull’e-reader. Non è necessario correre a comprare librerie o mensole e svuotare una parete dai quadri per fare spazio. L’e-book si può portare ovunque: il Kindle è piccolo, sta comodamente in borsa. Se sei in viaggio e hai voglia di distrarti mezz’ora leggendo, puoi comodamente tirarlo fuori e leggere qualsiasi libro tu voglia.

Svantaggi

Gli svantaggi del libro digitale non sono troppi, ne ho saputi elencare solo tre. L’e-book non ha valore economico, non si più custodire gelosamente in libreria e rivenderlo in futuro come libro di valore. Molto spesso la memoria del Kindle si riempie e si deve così rinunciare a qualche romanzo, eliminandolo dalla “libreria”. Il libro digitale è virtuale, non si può toccare e sfogliare, non si può assaporare il profumo della carta stampata.

Seppur i vantaggi di comprare un libro digitale siano tanti, ci sono quelli che preferiscono investire nei libri cartacei. Io sono una di quelle persone che legge in e-book solo alcuni libri, ma se devo acquistare un romanzo che mi piace tanto, che aspetto da tempo o a cui tengo molto, preferisco spendere 15 euro e comprarlo cartaceo.

Libro cartaceo

I libri cartacei sono il tesoro dei lettori. Molti di noi hanno librerie piene e libri sparsi in ogni angolo della casa, eppure continuiamo a ordinarli, a comprarli, a leggerli. Anche in questo caso i vantaggi ci sono, ma se dobbiamo valutare la situazione sul piano economico, i libri cartacei non sono poi così vantaggiosi.

Vantaggi

I vantaggi dei libri cartacei sono più che altro affettivi. Innanzitutto hanno valore economico che dura nel tempo. I libri, specialmente quelli con copertina rigida, acquisiscono valore con il passare degli anni. Le prime edizioni sono quelle che valgono di più e solitamente sono stampate con la copertina rigida. Il libro cartaceo, oltre ad avere valore economico, ha valore affettivo non irrilevante, perché si può toccare, sfogliare e scrivere. Io amo scrivere i miei pensieri sui libri che leggo, amo riaprirli dopo qualche tempo e leggere ciò che ho scritto per ricordarmi le emozioni della lettura. Tuttavia, ci sono due svantaggi importanti e da tenere in considerazione. Anche io, che sono amante della carta e del profumo dei libri, qualche volta mi trovo combattuta.

Svantaggi

I due svantaggi più importanti sono: i prezzi e lo spazio. I prezzi dei libri cartacei sono alti, a volte eccessivi, e non tutti, come ho già detto, possono permettersi di comprarli. Dopo la legge sullo sconto massimo del libro imposto al 5%, i prezzi sono lievitati ulteriormente e la gente è costretta a leggere meno o a leggere in digitale.

Lo spazio è un altro problema. Chi vive in una casa piccola e non ha spazio per le librerie, chiaramente sceglie di comprare un Kindle o un Kobo e abbandonare definitivamente la carta. Anche il libro cartaceo si può acquistare online, come l’e-book, ma l’attesa del corriere è logorante. L’immediatezza del libro digitale è sicuramente una salvezza per quei lettori che hanno smania e voglia di iniziare a leggere un libro da cui sono attratti!

Cosa acquistare?

Foto di StockSnap da Pixabay

Io non posso dire cosa vi conviene acquistare e cosa invece vi conviene non acquistare, ma posso darvi un consiglio. Il valore affettivo è importante, ma quello economico di più. Dal mio punto di vista è fondamentale leggere ciò che si può leggere e se si può leggere, perché anche l’e-book è un libro e il contenuto non cambia rispetto al medesimo libro ma in versione cartacea. Quando acquistate un libro, fate attenzione alle vostre tasche. Se siete come me e vi legate alle pagine del vostro romanzo preferito e non sopportate di sfogliarlo virtualmente, allora sacrificate una cena fuori e compratevi il cartaceo, ma se per voi è uguale e non avete questo valore affettivo per i libri, allora compratelo in digitale. L’importante è leggere, non conta il dove, il come e il perchè.

Se siete interessati agli altri articoli, vi lascio il pulsante di rimando!

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Il mondo dei libri: copertina rigida o flessibile?

Mai giudicare un libro dalla sua copertina

cit. Fran Lebowitz

E’ una giornata di sole qualunque, decidiamo di andare a fare un giro in centro. Prendiamo la macchina e ci immergiamo nel traffico della città, parcheggiamo e iniziamo a camminare. Tra una chiacchiera e l’altra con il nostro fidanzato, la nostra fidanzata o un nostro amico, passiamo davanti a tanti negozi, anche se quello che ci attira più di tutti è la libreria. Entriamo e veniamo pervasi dal profumo della carta stampata, dal silenzio che non si trova in nessun altro luogo. Iniziamo a girare tra gli scaffali alla ricerca di nuovi titoli da leggere. Le novità, la narrativa, i gialli, l’avventura, i fantasy: la scelta è vasta.

Ho tanti libri da leggere, dovrei evitare altri acquisti“, continuiamo a ripeterci tra noi. Però la tentazione di regalarci un’altro viaggio immaginario è troppa, non riusciamo a resistere così ci promettiamo di comprarne solo uno. Ma quale? Quello che voglio leggere e che abbiamo in lista da tanto, oppure un libro che ci incuriosisce in quel momento? Soprattutto: copertina rigida o flessibile?

Copertina rigida o flessibile: la differenza.

La differenza tra copertina rigida e copertina flessibile è sostanzialmente economica. La copertina flessibile caratterizza le edizioni economiche o tascabili. La copertina si realizza dividendo le pagine in fascicoli che verranno successivamente fresati dal lato della piega e incollati. In alcune edizioni, prima di essere incollati, i fascicoli vengono cuciti con un filo di lino o cotone.

La copertina rigida caratterizza le edizioni costose. La copertina si realizza realizzata con un cartoncino rigido, ricoperto da un foglio colorato che ha la funzione di proteggerla e farla durare nel tempo. Inoltre, la copertina rigida ha un valore maggiore rispetto alla copertina flessibile. Avere un’intera saga di Harry Potter in copertina rigida significa possedere un valore economico importante, anche se non credo che gli amanti di Harry Potter potrebbero mai vendere edizioni così pregiate giusto per racimolare qualche soldo.

Cosa scelgo io?

Quando mi trovo davanti a uno scaffale di una libreria, non faccio quasi mai caso all’edizione della copertina. Amo indistintamente tutti i libri, anche se preferisco la copertina rigida per le nuove uscite. I miei libri preferiti sono quasi tutti in edizione rigida perché li ho acquistati appena usciti. Tra un libro che ho in lista da tempo e uno che mi incuriosisce sul momento, invece, scelgo sempre quello che mi dice l’istinto e molto spesso è la seconda opzione.

Foto di StockSnap da Pixabay

Ma se devo scegliere l’edizione, quale scelgo? Beh, se devo scegliere un libro che si trova sia in edizione rigida che in edizione flessibile scelgo la prima. Sono una di quelle lettrici che, quando legge un libro con copertina rigida, toglie la sovra-copertina per evitare che si rovini. Non la butto, la accantono giusto il tempo della lettura poi la rimetto!

Apprezzo molto anche alcune edizioni flessibili, a partire da quelle della Feltrinelli Economica fino ad arrivare a quelle di Sellerio Editore. Si possono piegare, mettere in borsa e portare ovunque. Inoltre mi piace molto osservare il ripiano della libreria in cui sono sono ordinate e vedere l’omogeneità che si crea, diversamente da quella delle copertine rigide.

Quindi… quale acquistare?

Da amante di libri posso consigliarvi di acquistare l’edizione che vi ruba il cuore. Capitando davanti a un determinato libro, proverete certamente un’emozione importante. Bene, quello è il libro giusto. Che la copertina sia rigida o flessibile, il contenuto è lo stesso, perciò prendete quello che più vi attira e non pensateci troppo: il cuore decide molto prima della testa.

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Il mondo dei libri – I generi letterari

La nostra vita è la sintesi di tutti i generi letterari. Inizia con la poesia, continua con l’epica e finisce con la drammaturgia.

Valeriu Buturescu

Quante volte, durante le ore di italiano a scuola, ci siamo chiesti quale sia, effettivamente, la differenza tra prosa e poesia? La professoressa chiama il nostro nome, ci fa leggere ad alta voce il primo canto dell’Iliade e ci chiede se è prosa o poesia. Finora non avevamo mai sentito nominare la parola “prosa”, esattamente come la parola “epica”. Cosa significa? Che differenza c’è?

Con il passare degli anni tra i banchi di scuola, ci diventa più chiaro il significato ma continuiamo a non capire il motivo della distinzione. Serve davvero l’esperienza di lettura per capire? O basta studiarlo sul libro di scuola e tutto diventa automatico?

La prima grande distinzione: prosa e poesia.

La poesia è un genere letterario che propone al lettore un testo volto a riprodurre la musicalità di un certo suono attraverso il ritmo, la pronuncia e l’ordine delle parole. Generalmente, infatti, è in rima. In una poesia si possono trovare diverse figure retoriche, utilizzate volutamente dall’autore per marcare un determinato concetto in modo del tutto creativo. Attraverso la poesia ci si può esprimere, ci si può comprendere o semplicemente innamorare.

Io quando ero piccola, amavo leggere poesie. La passione si è pian piano sfumata e i romanzi hanno preso il sopravvento, ma quando mi capita tuttora le leggo volentieri. La mie due poesie preferite sono “L’infinito” di Giacomo Leopardi e “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” di Eugenio Montale. Sono loro due, infatti, i miei poeti preferiti.

Foto di StockSnap da Pixabay

La prosa, invece, raggruppa tutto ciò che non è diviso in versi e non ha una vera e propria caratterizzazione. Nella prosa ci si riferisce alla narrativa quando non si riesce a trovare il giusto genere per un romanzo o un racconto, tenendo però in considerazione che si possono trovare forme narrative come il romanzo per immagini o le sceneggiature (di film o serie tv). Fa parte della prosa anche la rappresentazione teatrale, che unisce musica e racconto.

Più nel dettaglio: quali sono i generi più diffusi?

Come detto sopra, nella prosa troviamo la narrativa, una forma di organizzazione della comunicazione umana che permette al lettore di raccontare in forma scritta piuttosto che in altro modo. Il genere narrativo più diffuso è il romanzo, all’interno del quale troviamo vari sottogeneri. Alcuni di questi sono:

  • Storico
  • Fantascienza
  • Fantapolitica (utopia e distopia)
  • Fantasy (high fantasy – gli elementi sono tipici del medioevo romanticizzato come i regni fatati, i maghi e i personaggi epici)
  • Fantasy contemporaneo (urban fantasy – legato all’ambientazione che non ha limiti di tempo e di spazio, generalmente ambientato nei giorni nostri).
  • Avventura
  • Formazione
  • Horror
  • Thriller (d’azione, tecnologico, spionistico, psicologico)
  • Giallo (giudiziario, noir, poliziesco)
  • Rosa
  • Erotico
  • Umoristico

Questi che ho elencato sono alcuni sottogeneri del romanzo. Ammetto che alcuni di questi generi li immaginavo come tutt’altra cosa rispetto a ciò che sono davvero. Il thriller, ad esempio, si può trovare nel romanzo giallo ma è un genere letterario che prevede azione.

Ma esiste solo il romanzo?

Da come ho scritto, sempre che il romanzo sia l’unico genere ad avere importanza. Non fatevi ingannare, non è così! Quando eravamo bambini, ci venivano raccontate tantissime storie. Molte di queste possono averle inventate, ma altre sono classici e non le hanno di certo pensate sul momento.

Avete mai sentito parlare di fiabe e di favole? Credo proprio di sì!

Foto di Prawny da Pixabay

Le fiabe sono racconti brevi che hanno come protagonisti dei personaggi fantastici coinvolti in avventure talvolta pericolose. Molto spesso hanno l’intento di trasmettere una morale al lettore, attraverso le azioni dei protagonisti.

Le favole sono invece dei racconti brevi ma che hanno come protagonisti degli animali o dei personaggi inanimati che si comportano come l’essere umano, quindi parlano, camminano, pensano e svolgono azioni.

Generi meno noti

Foto di Free-Photos da Pixabay

Esistono anche generi meno noti ma molto interessanti. Il diario, ad esempio, è una forma narrativa scritta in ordine cronologico in cui vengono annotati avvenimenti importanti. Da piccoli, da ragazzi o magari anche adesso qualcuno di noi ha tenuto un diario con l’intento di sfogarsi o semplicemente di imprimere su carta un ricordo, rendendolo così indelebile.

Anche la biografia è un genere letterario e viene usato per raccontare l’intera vita di una persona famosa e importante. All’interno della biografia troviamo anche l’autobiografia, una forma di scrittura utilizzata dall’autore per descrivere e raccontare la propria vita. Molto spesso le autobiografie vengono pubblicate con pseudonimo, un nome inventato volto a mascherare la reale identità dell’autore.

Altri generi

  • Saggio
  • Aforisma
  • Manifesto
  • Parabola
  • Dialogo
  • Poema epico (storico, mitologico o cavalleresco)
  • Lirica
  • Satira
  • Canzone

I generi che ho scritto non sono tutti quelli che esistono. Ho deciso di concentrarmi su quelli più diffusi e maggiormente letti, ma sono consapevole che esistano anche altri generi meno noti. Il mondo della letteratura è vasto e i generi letterari altrettanto numerosi. I sottogeneri, soprattutto, sono veramente tanti e le sfumature che classificano un libro a volte impercettibili.

I generi che preferisco

I generi che più preferisco io sono il romanzo giallo, il romanzo poliziesco e il romanzo rosa, anche se quest’ultimo l’ho un po’ accantonato per dedicarmi agli altri due! Adoro leggere libri gialli, immergermi nell’angosciante storia che spesso li caratterizza, provare la suspense che l’autore trasmette attraverso le giuste parole.

Per rispondere alla domanda che ho fatto inizialmente, io credo che non basti studiarlo sui libri di scuola per imparare le varie distinzioni all’interno della letteratura. Sono convinta invece che la prolungata esperienza di lettura aiuti molto di più a famigliarizzare con i vari generi e a riconoscerli!

E voi quale genere letterario preferite leggere? Se siete autori, quale preferite scrivere?

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Il mondo dei libri: come scegliere il libro adatto a noi?

Un bambino che legge sarà un uomo che pensa.

Cit.

Quanti di voi da bambini si sono approcciati al modo dei libri in maniera volontaria? Molto probabilmente quasi nessuno. Chi l’ha fatto perché nella cesta dei giocattoli si è ritrovato un libro ereditato da un fratello o un cugino più grande, chi l’ha fatto perché nella sala d’attesa del pediatra ce ne erano esposti tanti o chi semplicemente perché è capitato per caso davanti a un libro. Eppure ognuno di noi ha un’esperienza quantomeno positiva con il mondo fantastico delle storie scritte su carta.

Ma allora perché c’è così poca gente che legge?

Se il vostro primo approccio con la lettura è positivo, per la maggior parte dei casi con l’avvento dell’ingresso a scuola arriva anche il declino di questo piacere. Chi di voi non ha incontrato maestri o professori che vi forzavano a leggere un libro di cui non vi interessava? Chi di voi non ha dovuto leggere un libro e farne una relazione come compito per le vacanze estive? Penso che quasi tutti noi abbiamo vissuto questa situazione almeno una volta nella vita. Quando in seconda media vi davano la lista dei libri e vi dicevano di sceglierne almeno tre, ma nessuno di questi vi ispirava davvero, quante volte avete cercato informazioni online, cercando irrimediabilmente di fregare la professoressa?

Parliamo di me…

Foto di Pexels da Pixabay

Io sono stata probabilmente la prima a fare tutto ciò. Perché non mi ricordo se ve ne ho parlato, ma io quando ero piccola odiavo leggere. Sono stata costretta a farlo da tutti i professori di italiano che ho avuto e fino all’ultimo giorno di superiori mi sono promessa di non cadere mai a compromessi. Quando ho iniziato ad apprezzare il mondo della lettura, ho finalmente capito una cosa fondamentale: mai costringere qualcuno a leggere un libro, perché molto probabilmente sarà il momento che quest’ultimo smetterà di leggere. Ogni estate dovevo scrivere relazioni di lettura diverse ma io, piuttosto che leggere i libri sotto costrizione, mi prendevo il mio meritato 4. Perché ho sempre creduto fermamente di non dover dipendere da nessuno e che la mia passione per i libri, se mai fosse nata, sarebbe dovuta essere sincera.

Foto di Tumisu da Pixabay

Anche quando mi sono appassionata ai romanzi, ho sempre evitato di leggere ciò che mi veniva imposto. Litigavo con i professori alle superiori proprio perché leggevo 10 libri al mese ma tra questi nemmeno uno era sulla lista da loro indicata. Ad un certo punto si sono abituati e hanno smesso di propormi lettura. I miei libri non piacevano ai professori esattamente nello stesso modo in cui a me non piacevano i loro. Andando avanti con il tempo ho capito che la mia scelta è stata quella giusta, perché oggi mi piacciono i libri e amo parlarvene. Ma l’amore per loro non sarebbe mai nato se io non avessi capito che per amarli avrei dovuto sceglierli.

Come scegliere un libro?

Scegliere un libro può sembrare un operazione semplice, ma non lo è affatto! Vi dico alcuni segreti per fare la scelta giusta senza troppa fatica.

  • Innanzitutto bisogna scegliere un genere che apprezziamo o dal quale siamo incuriositi. Mai concentrarsi su qualcosa che non ci piace davvero.
  • Leggere la trama e giudicare l’ipotetica curiosità in base a quella, mai totalmente sulla copertina. Anche se devo dire che, per certi libri e generi, la copertina è fondamentale!
  • Se possibile, partite da qualcosa di corto e semplice. Se non siete lettori abituali, come prima lettura non buttatevi a capofitto in mattoni di 800 pagine.
  • Seguite il vostro cuore. Cercate libri che trattino di argomenti che vi piacciono, magari legati alla vostra passione.

Come sapere se il libro scelto è quello giusto?

Il libro non è mai giusto o sbagliato, è il momento ad esserlo. Se decidete di provare a leggere un libro e terminata la lettura vi sentite persi, disorientati e di cattivo umore, probabilmente avete scelto un libro non adatto al momento che state vivendo. Ma se alla fine di un libro vi sentite appagati, felici e vorreste saperne di più, probabilmente avete scelto il libro giusto al momento giusto. Come sapere se il libro è quello giusto? Semplice: lo sentite dentro.

Io ho capito che il libro che avevo scelto per iniziare il mio percorso da lettrice era quello giusto solo quando mi sono sono resa conto di continuare a cercare i protagonisti ovunque. Ho capito di aver fatto la scelta giusta quando, ancora a distanza di anni, rileggendo quel libro, mi emoziono come la prima volta.

Fate la vostra scelta, nessuno può scegliere per voi.

Solo così potrete davvero amare i libri. In nessun altro modo, se non scegliendo la vostra storia con il cuore, l’unico che può davvero guidarvi.

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Vi parlo di un libro – Bianca come il latte rossa come il sangue di Alessandro d’Avenia

Ma l’amore è un’altra cosa. L’amore non dà pace. L’amore è insonne. L’amore è elevare a potenza. L’amore è veloce. L’amore è domani. L’amore è tsunami. L’amore è rossosangue.

Cit. Alessandro d’Avenia – Bianca come il latte rossa come il sangue.

Qual è il libro con cui avete iniziato il vostro percorso di lettura? Il mio primo approccio con la lettura è avvenuto in prima media, nel 2010, durante la lezione di italiano. La professoressa iniziò a leggerci “Bianca come il latte rossa come il sangue” di Alessandro d’Avenia ed io me ne innamorai perdutamente. Ricordo che quella fu la prima volta che mi interessai alle pagine di un libro in modo vero. Decisi che sarebbe giunto per me il momento di comprare il romanzo e di leggerlo nuovamente da sola, tra le mura della mia cameretta. Finito quello avrei continuato ad approcciarmi ai libri con romanzi d’amore ancora per qualche anno, prima di sconfinare nel mondo dei thriller!

Ho deciso di parlarvene perché tratta di un argomento molto attuale: la leucemia, una forma tumorale che colpisce le cellule del sangue. Perché proprio questo? In questo lungo periodo di quarantena ci stiamo rendendo conto che quello che abbiamo di materiale non è nulla rispetto a ciò che abbiamo nell’anima. Secondo me è un po’ il messaggio che passa questo libro: il materialismo si annulla di fronte alla malattia.

Trama

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno.


Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Ve ne parlo!

Tutto è normale: un adolescente si innamora di una ragazza che vede tra i corridoi della scuola, prende male un professore nuovo, non ha voglia di mettersi in gioco per qualcosa. Poi Niko, il suo migliore amico, lo convince a prendere coraggio e dichiararsi a Beatrice, prima che qualcun altro faccia la mossa al suo posto. Quando Leo finalmente decide di dichiararsi, si affida alla sua migliore amica Silvia, conoscente di Beatrice, per avere il suo numero di cellulare. La gelosia però in questo gioca un ruolo fondamentale: il numero che Leo riceve è quello sbagliato. Dopo vari giorni ad aspettare una telefonata o un messaggio, Leo si arrende. Ma Silvia lo vede diverso, molto più triste, così decide di confessarsi, mettendo a rischio la loro amicizia.

Film – Bianca come i latte rossa come il sangue

Nel momento in cui finalmente Leo riesce a parlare con Beatrice, tra loro nasce un’intesa molto forte. Ma proprio quando sembra andare tutto bene, la ragazza viene colpita dalla malattia e a Leo cade il mondo addosso. Non può più vederla quotidianamente perché la stanchezza prevale sulla voglia di stare con lui. Ogni telefonata è un pugno allo stomaco, la paura di rispondere e sentire il peggio è tanta. Ma Leo non si arrende e passa ogni giorno a farsi forza per poter passare anche cinque minuti in compagnia della sua ragazza.

Il finale del libro è quello che ci aspettiamo, ma con qualcosa in più. Leo e Silvia finalmente capiscono che la vita è imprevedibile e che tutto va vissuto nel modo che si ritiene opportuno, che non si deve perdere mai tempo perché è poco e non torna indietro.

Perché attuale?

Bianca come il latte rossa come il sangue” parla di come è difficile affrontare la vita quando ti dà queste botte in testa. Parla di quanto sia imprevedibile e di quanto ogni attimo sia prezioso. Il periodo storico che stiamo affrontando è delineato da una tragica emergenza sanitaria che ci costringe a passare ogni ora della nostra giornata in casa, ad uscire per lo stretto necessario e a indossare mascherine e guanti per evitare contagi. E’ un po’ quello che accade quotidianamente a chi ha famigliari oncologici: l’attenzione alle piccole cose è fondamentale.

I sacrifici che stiamo facendo sono necessari per salvaguardare la nostra salute e quella delle persone a cui vogliamo bene. Leo in questo libro fa di tutto per evitare che Beatrice si stanchi troppo e per farla sorridere nonostante tutto. Perché se si può sorridere quando non c’è più niente da fare, lo si può fare anche in questa situazione. Nessuno ci ha tolto nulla, ci stanno dando l’occasione di migliorare e migliorarci.

Quando ci lamentiamo del fatto che non possiamo uscire, ricordiamoci che ci sono persona che non possono uscire da tanti anni, costrette a un letto d’ospedale. In questo periodo di riposo forzato, leggetevi un libro e condividete la lettura con qualcuno che conoscete, parlatene per telefono e diffondete questa passione per le storie scritte: è l’unica cosa che rimarrà per sempre.

Se vi va di leggere il libro, vi lascio il pulsante di rimando al link d’acquisto. Inoltre potete vedere anche il film, uscito nel 2013, tratto dal romanzo. Vi lascio il pulsante anche per il DVD.

Vi consiglio sia la lettura del libro che la visione del film perché entrambi insegnano ad amare di più la vita.

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Il mondo dei libri: la giornata nazionale per la promozione della lettura

Giornata della lettura

Il giorno 24 marzo è la giornata nazionale per la promozione della lettura ed è istituita nel 2009 per fronteggiare il basso numero di lettori in Italia. In pochi lo sanno, ma in questa data vengono attivate da diverse case editrici, librerie fisiche e librerie online sconti e promozioni per spingere quante più persone ad acquistare un libro.

Il numero di lettori in Italia è sempre stato molto basso. Secondo i dati Istat aggiornati al 2018, solo dal 2000 (38,6%) al 2010 (46,8%) la percentuale dei lettori ha subito un aumento toccando il picco massimo finora raggiunto. Nel 2016 però ha subito un calo: è tornata ai livelli del 2001 (40,6%) ed è rimasta stabile fino al 2018.

Uno dei motivi per cui l’Italia sia un paese in cui si legge veramente poco potrebbe essere l’elevato costo dei libri. Per chi è appassionato alla lettura acquistare uno o due libri non è un grosso problema, ma chi invece ha altre passioni e vuole comprare un libro per “passare il tempo” senza la certezza che possa finirlo o semplicemente apprezzarlo preferisce investire gli stessi soldi su qualcos’altro. Il problema dell’alto costo dei cartacei si può fronteggiare acquistando la versione Ebook e leggendo il libro attraverso un e-reader, anche se il profumo e il rumore delle pagine sono insostituibili.


Si sa poi che il tempo per leggere è sempre meno avanzando con l’età. Finché si è piccoli si ha tutto il tempo a disposizione per godersi un buon libro, ma quando iniziano a incombere impegni lavorativi, universitari e sociali diventa molto più complicato. Questo problema è più complesso da gestire, perché ogni persona organizza in maniera diversa la propria vita in base a tanti aspetti e a volte, conciliare tutto durante la giornata, può risultare snervante. Se nel “planner” giornaliero inseriamo anche un libro che non ci piace o che non vogliamo leggere è ancora più difficile far apprezzare la lettura a chi legge poco o niente.

Allora la giornata nazionale per la promozione della lettura a cosa serve?

Serve ad offrire opportunità a livello di costi, serve a parlarne e offrire spunti a livello umano, serve a promuovere un’attività che si sta perdendo pian piano e che invece non si dovrebbe mai dimenticare. La lettura è importante per i bambini che iniziano a vedere il mondo e a fantasticare su di esso, per gli adolescenti che affrontano le prime botte dalla vita e per gli adulti che hanno bisogno di distrarsi dal lavoro. Ed ecco lo scopo di questa giornata: mettere tutti d’accordo e spingere tutti a dedicare un piccolo spazio della giornata a qualche pagina di un libro.

La lettura è bella ed entusiasmante ma deve essere voluta e desiderata. Non si può costringere qualcuno a leggere un libro se non vuole. Mi ricordo i tempi delle scuole medie, quando la professoressa mi costringeva a leggere libri e a scriverne il riassunto ed io, ribelle e impulsiva, non leggevo niente e andavo a cercare il riassunto su internet. Odiavo leggere e non volevo darla vinta a chi mi obbligava a farlo. Chi l’avrebbe mai detto che in futuro avrei aperto un blog di recensioni di libri… Mi sono appassionata alla lettura con gli anni, libro dopo libro, storia dopo storia, autonomamente e senza nessuno che mi guidasse nella scelta. Probabilmente se non fossi una lettrice accanita, oggi cercherei qualche offerta online per poter passare qualche ora di spensieratezza tra le pagine di un libro ed iniziare un percorso nuovo.

Una giornata speciale

Oggi 24 marzo 2020 è una giornata della promozione della lettura più unica che mai, poiché costretti alla quarantena per contenere l’emergenza sanitaria che sta passando il nostro paese. Non si può uscire a cercare libri ma si possono sfogliare i cataloghi online! Un’occasione in più per dedicarsi a un’attività diversa e scoprirne il gusto.

Con l’occasione mi piacerebbe mostrarvi le promozioni di alcune case editrici e librerie che mi piacciono e da cui acquisto spesso libri online.

PROMOZIONI

Se non sapete quali libri acquistare, vi lascio un articolo che ho scritto per Maieuticar, blog con cui collaboro, qualche giorno fa! Andate a leggerlo e, se decidete di acquistare uno dei libri in lista, fatemelo sapere. Sarei molto curiosa di sapere le vostre impressioni.

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Hai esaurito le idee? Ci pensa Emozione Pedagogica!

Ti consiglio un blog

La nostra pazienza otterrà più della nostra forza.

Cit. E. Burke

Questi giorni di quarantena forzata sono difficili per tutti. Rimanere in casa senza poter uscire a fare passeggiate o semplicemente senza poter vedere gli amici e trascorrere qualche ora in compagnia è straziante, ma per una categoria lo è di più: le mamme.

Ci sono mamme che non lavorano e hanno i bambini a casa tutto il giorno. Se per l’adulto passare due o tre ore sul divano è quasi divertente, per un bambino non lo è di certo. Molte di queste mamme ogni giorno si inventano qualcosa di nuovo per far passare più velocemente la giornata dei loro figli, ma le idee prima o poi finiscono e queste mamme cadono nello sconforto di vedere i bambini annoiati davanti al televisore.

Io però ho una soluzione: Emozione Pedagogica!

Emozione Pedagogica di Catellani Grazia

Emozione Pedagogica è il blog pedagogico-educativo della mia amica Grazia Catellani. Laureata in pedagogia, ha deciso da qualche tempo di aprire uno spazio dedicato alla sua passione: l’educazione. All’inizio di questa quarantena, essendo a casa da lavoro come tanti di noi, ha deciso di iniziare a proporre semplici attività ludico-educative nella speranza di poter aiutare quelle mamme che hanno esaurito le idee.

Vi mostro alcune creazioni ideate da Grazia




Portamatite Disney” è stato realizzato con rotoli di cartoncino e tanta fantasia! Questo in particolare l’ha creato per me. Voi potete realizzarlo in qualsiasi modo e colore, usando il vostro personaggio Disney preferito.

Io sono follemente innamorata di Alice, dello stregatto e del coniglio bianco, così mi ha fatto questo meraviglioso regalo che appoggerò sulla mia scrivania finita questa tremenda situazione. Grazia sa bene che tutto quello che ho di Alice per me è fortemente significativo e questo portamatite diventerà anche un simbolo forte della nostra amicizia.



Queste creazioni sono tutte realizzate con cartoncino di vario tipo e spessore. Anche questi potete realizzarli del colore che più preferito e dare la forma che più desiderate. Simpaticissimi personaggi inventati diventeranno realtà se lo volete!

Sono sicura che i vostri bambini tireranno fuori tantissima creatività e daranno vita a scenari favolosi. Queste proposte possono essere utili per imparare a leggere l’orologio.

Se vedete “Un topolino sulla scrivania” non preoccupatevi: è stata Grazia! Questo bellissimo portapenne è stato realizzato con un barattolo di latta e dello spago spesso. Non serve molto per creare il vostro topolino e appoggiarlo sulla scrivania. Ma se proprio i topolini non vi piacciono, nessun problema! Potete creare il vostro animaletto da scrivania preferito!

Se siete interessati e volete proporre queste idee ai vostri bambini, seguite il blog di Grazia e rimanete aggiornati sulle idee che le vengono quotidianamente. Mi piace molto il suo modo di lavorare e l’approccio che ha con i ragazzi, quindi ve la consiglio vivamente!

Se decidete di ricreare qualche sua idea, potete fare la foto e postarla su Instagram o Facebook e taggarla per farle vedere la vostra bellissima fantasia!

Segui Grazia sui social!

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Nonostante tutto… ce la faremo!

Buon pomeriggio amici, come state?

E’ una domanda che può sembrare quasi ironica, ma non la è. In questo periodo così brutto, triste e apparentemente insuperabile, l’unica domanda che non si vuole ricevere è proprio quella che vi ho appena fatto io.

Inizio parlandovi un po’ di me e di come passo le giornate io.

Come sapete, mi sono appena trasferita. Sono assente proprio per questo motivo: essendo senza Wi-Fi e avendo a disposizione solo 2 GB di internet sul telefono, posso passare poco tempo al computer. Ma cercherò di non assentarmi troppo, nella speranza che il tecnico venga a montare il modem quanto prima. Siccome ho tante collaborazioni avviate, cercherò di leggere quanti più libri possibili e di postarvi successivamente le recensioni, in modo da non rimanere senza “argomenti”, anche se in un periodo come quello che stiamo passando noi Italiani è difficile rimanere senza argomenti.

Rimanere a casa da soli tutto il giorno, non poter uscire e non poter vedere gli amici è devastante. Capisco solo ora la fortuna che avevamo, e che avremo, potendo fare tutto ciò che vogliamo. Quando ci chiudono in casa perché un virus altamente contagioso non ha ancora una cura specifica e continuano a morire decine di persone, desideriamo uscire, lavorare, viaggiare, giocare e fare tutto ciò che si può. Quando invece siamo costretti dalle circostanze a fare commissioni, a non fermarci un attimo, a stare tutto il giorno fuori casa, l’unica cosa che desideriamo è il divano. Sembra un controsenso, fa quasi sorridere, eppure è la triste realtà. Per quel che mi riguarda, ho sempre amato stare in casa, ma in questo periodo è proprio l’ultima cosa che vorrei fare.



Nonostante tutto, ce la faremo. Ne usciremo vincitori. Passerà tutto e saremo più forti di prima, capaci di affrontare qualsiasi cosa. Io sono dell’idea che in un momento come questo sia necessario rimanere uniti, indipendentemente dall’ideologia politica o religiosa. Siamo un paese, siamo tutti Italiani. Qualcosa di sconosciuto è venuto a bussare alla nostra porta ma per sconfiggerlo serve l’unione. Niente complotti, idee, pensieri o effimere affermazioni: serve solo ed esclusivamente l’unione. Ne dobbiamo uscire per continuare a uscire.

Voi, invece, come passate le vostre giornate di quarantena a casa?