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Recensione di “Ricordi felici e altri racconti” di Giuseppina Amato

Non abbiate fretta di crescere, perché una volta diventati adulti lo rimpiangerete. Godetevi ogni esperienza che va di pari passo con la vostra età, evitando l’estinzione di queste creature pure e sincere: i bambini.

Giuseppina Amato

Leggere libri di racconti brevi non sempre mi entusiasma, perché io sono per quei libri lunghi, pieni di descrizioni e di avventure. In questo caso però sono rimasta abbastanza contenta e soddisfatta, anche se alcune cose non mi hanno convinta. Ringrazio anticipatamente l’autrice per avermi inviato una copia digitale del suo libro e avermi permesso così di leggerlo e di parlarvene.

Trama

• Ricordi felici: Uta è una ragazza giapponese amante della musica. Ha un sogno nel cassetto che spera di realizzare, ma anche l’amore è dietro l’angolo.
• Il coinquilino: Cristina è una ragazza di Termini Imerese che frequenta l’università di Palermo. Decide di affittare un appartamento per non fare più la pendolare.
• C’erano una volta… i bambini: racconto autobiografico sull’infanzia dell’autrice, per mettere in evidenza la differenza generazionale tra la sua e quella dei bambini e dei ragazzi di oggi.

Recensione

Siccome il libro è composto da tre racconti brevi, suddividerò la recensione in tre punti, in modo che io possa dari per filo e per segno il mio parere su tutte e tre le storie. Mi sono piaciute tutte, anche se la prima inizialmente non mi ha colpita tanto. Siete pronti a sapere cosa ne penso?

1 – Ricordi felici

Foto di Free-Photos da Pixabay

Il primo racconto si intitola “Ricordi felici” e racconta la storia di Uta, una ragazza giapponese con la passione per la musica. Sogna da sempre di aprire un negozio di dischi e appena ne ha la possibilità inizia a lavorare per riuscire a mettere da parte qualcosa e investire nell’attività. Fa addirittura due lavori per evitare di chiedere aiuto ai suoi genitori, molto presenti ed entusiasti al punto da voler a tutti i costi aiutare la figlia. Anche quando la stessa subirà un forte trauma loro saranno lì a cercare di sollevarla e di proteggerla. Tutto è bene ciò che finisce bene, come in questo caso. Uta riuscirà ad uscire dall’inferno del destino e a costruirsi una vita realmente felice. I sacrifici fatti la porteranno lontano, perché ciò che conta nella vita è l’amore e lei sa amare incondizionatamente.

Foto di PickupImage da Pixabay

Ammetto che inizialmente non mi convinceva, non riuscivo a capire bene la storia a causa anche della velocità di narrazione caratteristica delle prime pagine del libro. Andando avanti con la lettura mi sono appassionata sempre di più, fino a coinvolgermi così tanto da versare anche qualche lacrima. Una parte che ho apprezzato tanto è il punto in cui i genitori le raccontano una verità nascosta davvero molto importante per Uta, che dovrà fare i conti con la realtà e con il destino. Detto questo penso di aver la calamita per i libri a cui il protagonista si rompe la macchina… provo forte empatia per queste situazioni, ormai sono abbonata con il carro attrezzi!

Il racconto è bello, anche se l’inizio è troppo veloce. La narrazione è in prima persona e il narratore coincide con il protagonista. Lo stile di scrittura è semplice e non troppo ricercato, chiunque può comprendere il racconto senza troppe difficoltà. Una parte importante è certamente la legenda, in cui l’autrice specifica le cose e i termini che non tutti potrebbero conoscere.

2 – Il coinquilino

Il secondo racconto si intitola “Il coinquilino” e racconta la storia di Cristina, una ragazza al terzo anno di Università che decide di trasferirsi vicino ad essa per evitare di prendere giornalmente l’autobus, di cui è davvero stanca. Ciò la avvantaggia molto, in quanto si troverà vicino al suo fidanzato Raoul e alla sua amica Francesca. Scelto l’appartamento, che dovrà condividere con Salvatore, finalmente Cristina è pronta per la sua nuova vita. Ma non è pronta a una notizia che le sconvolgerà i piani: il tradimento del suo fidanzato. Grazie a Salvatore e Francesca, Cristina riuscirà a non cadere a pezzi, anche se la notizia la rattrista molto. Riuscirà a superare l’insistenza del suo ex e a lasciarsi andare a una nuova storia, anche se con un ragazzo più piccolo. Non è l’età che conta, come insegna questo libro, ma ciò che c’è dentro il cervello.

Questo racconto mi è piaciuto molto sin da subito, perché la narrazione non è veloce come nel primo e la storia si capisce bene sin da subito. Forse perché ambientato in Italia quindi i nomi e le città sono più comuni? Non saprei, ma certamente è il mio preferito. Ho adorato la parte finale, il narratore in prima persona si eclissa e interviene Salvatore che si rivolge direttamente al lettore, chiedendo a lui e alla sua amata un po’ di privacy. Non ho mai letto una cosa così da nessuna parte! Geniale, davvero. Il personaggio che mi è piaciuto di più è proprio Salvatore, un ragazzo così genuino e sincero… ne esistono davvero pochi e Cristina fortunatamente lo capisce.

3 – C’erano una volta… i bambini.

Foto di Detmold da Pixabay

Il terzo racconto si intitola “C’erano una volta… i bambini” ed è una testimonianza autobiografica che l’autrice ci dona sui suoi tempi. Quando per televisione davano Bim Bum Bam, quando a scuola si giocava al gioco delle sedie o a “un, due, tre… stella”, quando i genitori punivano i figli a seguito di marachelle. Ci racconta di quanto fossero genuini i bambini di un tempo, di quanto fosse bello sbucciarsi le ginocchia e farsi rimproverare per il ritardo nel rientro a casa. Certo, non mancavano i bulletti che a scuola prendevano in giro i deboli per qualche caratteristica fisica particolare, ma il bullismo si fermava lì.

Foto di FunkyFocus da Pixabay

Oggi è tutto diverso, ci si diverte a usare una play station, un telefonino o a filmare le risse a scuola. Ci si diverte a deridere gli altri online, a nascondersi dietro uno schermo e a non prendere più posizioni. La televisione oggi trasmette programmi ben diversi, la vasta scelta mediale non sempre è un vantaggio e i genitori si stanno arrendendo di fronte al potere che i figli iniziano ad assumere pian piano. Il coprifuoco non esiste quasi più, i ragazzi tornano a casa ubriachi e drogati e i genitori raramente riescono a reagire. É colpa dei social, o della resa a cui si sottopongono? É un fenomeno sociale che andrebbe preso in considerazione, per evitare il peggioramento con l’avanzare del tempo.

Ho apprezzato molto questa testimonianza e questo pensiero in merito alla generazione attuale, troppo finta e piena di pregiudizi. Io sono dell’idea che ogni tempo abbia la sua moda, ma la moda di oggi è per certi versi sbagliata. Crescendo dobbiamo imparare a conservare il bambino che siamo stati, perché solo così possiamo continuare a sognare.

Vi consiglio il libro?

Vi consiglio la lettura di questo libro perché sono dell’idea che tratti di tre temi molto importanti: i ricordi, l’amore oltre l’età e l’infanzia. Chiunque riuscirà a mettersi nei panni di tutti e tre i protagonisti e ad apprezzare la loro storia, in un modo o nell’altro, perché siamo tutti un po’ come loro. Se volete sognare un po’, questo libro è adatto a voi!

Voto: 4.5\5

Sono affiliata Amazon, quindi guadagno una piccola percentuale se acquistate direttamente dal link da me fornito. Tutto ciò che guadagno con il mio blog verrà utilizzato da me per migliorare l’attrezzatura e per acquistare libri.

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Collaborazione – Recensione di “Scarafaggi di vetro” di Claudia Polsinelli

E quando ricordo me che mordo quel tempo finito, lo stomaco brucia e sembra che i ricordi ci si spacchino dentro, un mattatoio nel mio corpo fragile. E anche lo scarafaggio è di vetro: le antenne sono lame che ispezionano il crasso e di Virginia non scovano nulla tranne l’eco dei rintocchi, perché Virginia è un pezzo di vetro, è mille pezzi di vetro che galleggiano sparsi sopra il mio sangue.

Claudia Polsinelli

Scarafaggi di vetro” è in campagna crowdfunding con la casa editrice Bookabook, quindi diventerà un libro cartaceo solo nel momento in cui verrà raggiunta la soglia di 200 preordini. Siccome il libro è veramente molto bello, Claudia sta per raggiungere il suo sogno, perché manca davvero poco al raggiungimento delle copie necessarie!
Ringrazio l’autrice per avermi fornito in anteprima una copia digitale del libro e avermi così permesso di fare la conoscenza di Mario, protagonista e narratore del romanzo.

Trama

Mario scrive a Virginia. Scrive di albe, rintocchi e lune piene; scrive da irato, fragile e docile davanti a caffè amari e luoghi da collezione.
Mario incontra Rachele, ma il corpo di donna che si insinua tra i suoi sogni notturni o in quelli a occhi aperti rimane lo stesso. Il profumo di tabacco secco e fragole che porta Virginia sul collo è solo suo e di giorni lontani.
Il passato diventa presente. Mario e Virginia sono scarafaggi distanti: uno pedina, l’altro si infila nel tempo futuro.
La corsa vana e la meta intangibile saranno vetro. Mille pezzi di vetro ed eterna ossessione.

Recensione

Quando ho iniziato a leggere questo libro, ammetto di aver avuto un’impressione negativa. La struttura del romanzo, composta dal capito narrato al presente che si conclude sempre con una lettera scritta al passato, non mi convinceva. Non riuscivo a capire il senso, non riuscivo a connettere le varie lettere e le varie informazioni. Mario, il protagonista, è in crisi a causa della rottura con la sua ex fidanzata. Nonostante lui riesca a conoscere un’altra donna, non riesce affatto a dimenticarsi della sua amata. Virginia e Rachele sono infatti molto simili, seppur tanto diverse, quindi Mario ogni volta che incontra Rachele finisce per ubriacarsi pensando al suo amore perduto.

Ma non è come sembra…

Il lettore infatti è convinto fino alla fine che ciò che legge corrisponda alla realtà, ma non è così. L’autrice è stata veramente molto brava a confondere chi legge e infatti, a un certo punto della storia, tutto cambia. Il lettore a quel punto vedrà la storia da una prospettiva diversa, perché ciò che sembra un romanzo d’amore si trasforma da una pagina all’altra in un thriller psicologico davvero avvincente. Penso nella mia carriera da lettrice di non aver mai incontrato una storia così, che sembra una cosa ma si rivela tutt’altro.

Il tema principale

Come anticipato, il romanzo si struttura su capitoli abbastanza corti ma che si concludono tutti con una lettera in carattere diverso dal testo principale scritta al passato per Virginia. Il mio pensiero inizialmente era che fosse presente la lettera per farci capire quanto sia difficile dimenticare un amore come quello tra Mario e Virginia. Ho capito solo dopo il reale motivo della presenza delle lettere, ma questo non posso svelarvelo. Ciò che posso dirvi è che il tema trattato è un tema purtroppo molto attuale: l’ossessione. Tra amore e ossessione il filo è veramente sottile e molto spesso si confonde l’uno per l’altro, rischiando a volte di incappare in guai davvero seri. É ciò che accade in questo libro, perché l’amore e l’ossessione combaciano, ma uno prenderà il sopravveno sull’altro.

Cosa penso?

Da amante dei thriller, io penso che questo libro meriti di essere letto e amato, prima di tutto per la struttura e poi per il cambio improvviso di prospettiva. Non mi è mai capitato di leggere un libro così, questa è la prima volta e devo dire di esserne rimasta davvero felice. Quando i libri che ricevo mi piacciono, per me è sempre un immenso piacere. Vi consiglio la lettura di questo romanzo, perché oltre ad essere interessante, è ricco di suspense e colpi di scena davvero fenomenali. Introvabili in altri romanzi ma soprattutto davvero originali.

Voto: 5\5

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Libri per bambini (4-8 anni) – Le avventure di Plutone di Rosella Carmela

Oggi vi voglio parlare di un libro per bambini davvero molto carino! Si intitola “Le avventure di Plutone” ed è stato scritto da Rosella Carmela. Ringrazio l’autrice per avermi fornito una copia digitale del libro per permettermi di leggerlo e parlarvene.

Trama

Le avventure di Plutone

Le avventure di Plutone, segue le storie di un piccolo pechinese alle prese con una nuova famiglia.
Adatto come prima lettura o come storia per la buona notte.
Racconto leggero e allegro, che punta a far sorride e riflettere grandi e piccini.
A fine libro anche una simpatica immagine da colorare.

Recensione

Adatto a un pubblico di bambini compresi tra i 4 e gli 8 anni, “Le avventure di Plutone” è un libro che si può leggere prima di dormire, durante un viaggio o prima di giocare al pomeriggio. Racconta la storia di una famiglia di cagnolini che stanno per essere adottati. Tutti sono apprezzati tranne uno, il più piccolo e il più paffutello, che da quando è nato viene preso in giro in tono amichevole dai fratelli. per il suo aspetto. Un giorno però, dopo che tutti gli altri sono stati collocati in diverse nuove famiglie, anche l’ultimo dei cagnolini viene adottato da una bambina: Plutone sarà il suo nuovo nome. Arrivato nella nuova casa farà la conoscenza del gatto Principino e, anche se inizialmente non andrà molto d’accordo con lui, imparerà a conviverci!

Il libro è molto bello ed educativo, perché insegna il valore dell’essere diverso. Quando all’inizio i fratelli deridono il cagnolino più fragile e lui continua a insistere per dimostrare le sue abilità, il piccolo lettore capisce che non ci si deve arrendere. Le parole possono abbassare l’autostima, ma i fatti tante volte sono ben diversi. Quando Plutone viene adottato, finalmente capisce che le idee dei fratelli non erano giuste. La sua diversità non era altro che un pregio, perché tutti hanno qualcosa di speciale da mostrare. La sua fragilità non è altro che il suo punto di forza!

Consiglio il libro?

Il bambino che legge o si fa leggere questo libro capisce quanto sia importante la diversità, che non è mai un punto debole ma una caratteristica importante. É un libro che consiglio a tutti i genitori e a tutti i bambini, perché racconta una storia molto bella e piena di insegnamenti. Nel mondo di oggi è fondamentale capire che la diversità non è un difetto.

Voto: 5\5

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Ascoltami ora – Storie di bambini e ragazzi oncologici di Maricla Pannocchia

Ma ho imparato che per essere felici dobbiamo cercare la felicità qui e ora, perché spesso abbiamo più di un motivo per trovarla, è solo che il nostro sguardo è rivolto ad altro, a ciò che la società ci descrive come importante. Pensiamo ai soldi, al successo, alla popolarità, all’ultimo modello di telefono da avere, ci circondiamo di persone negative o con le quali non abbiamo rapporti profondi e non riusciamo a vedere le piccole meraviglie che abbiamo davanti.

Maricla Pannocchia

Sono stata contattata qualche mese fa da Maricla Pannocchia, che mi ha chiesto se avessi voglia di leggere il suo libro. Ovviamente, trattandosi di un tema delicato, ho deciso di leggerlo ma di non fare una vera e propria recensione, bensì di parlarne a voi lettori. Maricla è fondatrice e presidente dell’Associazione di volontariato Adolescenti e Cancro, il cui scopo è quello di raggruppare ragazzi e ragazze con età compresa tra i 13 i 24 anni attraverso iniziative gratuite per supportare e alleggerire il peso della malattia.

Il libro

Ascoltami ora

Il libro è composto da una prefazione, dall’introduzione e dalla raccolta di testimonianze di ragazzi sopravvissuti al tumore e di genitori di bambini diventati angeli troppo presto. L’introduzione tocca argomenti importanti ma troppo spesso sottovalutati e ignorati quando si parla di cancro infantile. Il tumore in giovane età è considerato raro, ma sono ancora troppi i bambini che si ammalano e che muoiono. Molti sopravvivono e possono raccontare, come alcuni hanno fatto in questo libro, quello che hanno passato, altri invece trovano voce nelle parole dei genitori. É un po’ lo scopo di questo libro: sensibilizzare alla conoscenza del tumore infantile.

Nell’introduzione al libro, Maricla ci racconta da cosa nasce la sua associazione, inizialmente pensata come sito che potesse offrire ai ragazzi malati uno spazio di condivisione e sostegno. Con il passare del tempo, due ragazzi hanno deciso di aprire un gruppo Facebook in cui trovare uno spazio di confronto. Il sito si è poi evoluto concretizzandosi in un’associazione, la quale garantisce tutt’oggi gite e incontri sempre tra ragazzi malati, per alleggerirli per qualche istante di un peso troppo grande. Maricla aveva e sentiva il bisogno di fare qualcosa per questi ragazzi, così non si è fermata e ha realizzato il suo sogno sociale.

Il libro vero e proprio è formato da testimonianze di genitori di bambini che non sono riusciti a combattere il mostro e da ragazzi che invece ce l’hanno fatta. Personalmente ho pianto tanto leggendolo, perché le storie sono vere e perché il dolore che si legge dietro le parole di questo libro è tanto.

Le storie

Le storie sono tutte molto simili, il tumore difficilmente cambia. Per questo, alcuni bambini sono diventati angeli per malattie simili, altri sono riusciti a combattere la malattia ma ci sono ricaduti, altri ancora sono sopravvissuti. Tra i genitori che raccontano, che scrivono un pensiero sui loro figli e i ragazzi che cercano di metterci a conoscenza del loro dolore, le storie di questo libro possono renderci persone migliori. Perché ci fanno capire, come ha detto anche Maricla nell’introduzione e come potete leggere nella citazione a inizio articolo, che la felicità è nelle piccole cose. Quelle piccole cose che non ci bastano mai, che evitiamo e sostituiamo con cose più grandi, più importanti. Ma non c’è nulla di più importante della vita, che può sfuggirci di mano in un soffio d’aria.

Cosa ne penso?

Personalmente sono terrorizzata dall’argomento, ma ho deciso di leggere il libro per rendermi conto ulteriormente che la vita va vissuta perché è una sola e il tempo non torna indietro. Quando ho iniziato a leggere questo libro, il mio modo di pensare e di vedere le cose sono cambiati, quando l’ho terminato mi sono sentita completamente diversa. Strano come un libro possa cambiare una persona in così poco tempo, eppure storie del genere possono fare molto di più.

Molto spesso argomenti di questo tipo, così delicati e attuali, si evitano per paura o per rabbia, ma è proprio evitandoli che si fa del male. Se si smette di parlare di tumori, non si riuscirà mai a trovare un modo per sconfiggerli. Pur non essendo medici, possiamo fare molto, ascoltando e dando voce a questi ragazzi. Sono molto felice di aver letto questo libro e di potervene parlare, perché trovo che il progetto di Maricla sia davvero importante.

Non è un libro scritto da scrittori, ma dal dolore di chi ha vissuto in prima persona il tumore infantile. Per questo non mi permetto di recensirlo, ma solo di presentarvelo. Può arrivare al cuore di tutti, leggetelo.

MERITA DI ESSERE LETTO.

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Libri per bambini – Enrico e l’extraterrestre di Maria Stefania Piras

E fu così che pian piano Ruslan l’extraterrestre diventò un grande amico di Enrico e Matteo, perché in fondo i bambini tra di loro si capiscono sempre, e poco importa se si è diversi o si parla un’altra lingua. Se si sanno fare le linguacce, ma soprattutto costruire incredibili astronavi con le costruzioni, si fa assieme il giro del mondo.

Maria Stefania Piras

Per due settimane non ho pubblicato nessuna recensione di libri per bambini perché avevo finito il materiale e stavo aspettando che mi arrivassero i libri. Qualche giorno fa mi è arrivato il libro cartaceo di Maria Stefania Piras intitolato “Enrico e L’extraterrestre“, adatto alla fascia d’età compresa tra i 3 e gli 8 anni.

Enrico e l’extraterrestre

Trama

Enrico e Matteo sono grandi amici, sognano di costruire un’astronave per fare il giro della terra e visitare nuovi mondi. Mentre disegnano il progetto ed immaginano di volare sulla loro navicella, fanno un incontro straordinario con un vero extraterrestre… e scoprono così un nuovo amico, che anche se viene da molto lontano sa farsi capire bene, sa ridere e giocare e vuol fare con loro il giro del mondo.

Recensione

Scritto in stampatello maiuscolo per facilitare la lettura ai più piccoli, questo libro è davvero molto istruttivo. Educa all’uguaglianza e alla comprensione dello straniero, cosa non scontata ai giorni d’oggi. Racconta infatti la storia di due amici che, intenti a organizzare il loro viaggio verso un altro pianeta, non si accorgono che nella loro classe è arrivato un bambino nuovo. E’ vestito con abiti colorati, è biondo e con gli occhi azzurri: a loro sembra un extraterrestre. Tutta la classe è solita infatti portare il grembiule. Sarà la maestra a dire loro che Ruslan è un bambino straniero, che viene dalla Russia, che gli abiti indossati raffigurano un rito di festa e che non conosce l’italiano. Matteo ed Enrico lo aiuteranno ad imparare qualche parola ma soprattutto, cercheranno di farsi capire con i gesti e le “linguacce“, la “lingua dei segni” tipica dei bambini.

Oltre ad essere ben scritto, come ho già detto è un libro che educa all’uguaglianza. I protagonisti del libro accettano il nuovo arrivato, anche se inizialmente pensano sia un extraterrestre a causa delle loro fantasie sul viaggio in astronave, senza farsi troppe domande. Diversamente come accade oggi in un mondo pieno di odio e razzismo, in questo libro i due bambini sono felici di avere in classe un nuovo compagno. Devo dire di essere rimasta sorpresa dalla genuinità del racconto e dal modo in cui l’autrice propone il tema dell’uguaglianza in maniera così efficace.

I disegni

Arrivare al bambino non è molto semplice, si devono usare le parole giuste. Credo che questo libro possa arrivare al bambino proprio perché l’autrice è brava ad utilizzare le parole. Il libro è illustrato da Claudia Loddo e i disegni sono proprio belli, sembrano fatti e colorati a mano direttamente sulle pagine del libro. Si vede che non sono disegnati con programmi grafici ed è proprio il loro bello: la semplicità e la naturalezza che trasmettono.

Alla fine del libro si possono trovare 6 tavole da colorare che riprendono alcuni dei disegni presentati durante la storia. Il bambino che legge quindi, oltre a fare da spettatore, può partecipare in prima persona rendendosi lettore e artista contemporaneamente.

Ve lo consiglio?

Assolutamente sì! Questo libro può insegnare tanto e aiutare i bambini ad evitare i pregiudizi nei confronti dello straniero. Io sono dell’idea che se si apprende l’uguaglianza sin da piccoli, difficilmente si cadrà nella trappola del razzismo e della paura del diverso.

Voto: 5/5

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Della stessa autrice

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In Le vostre creazioni

Spazio alla vostra creatività – Se foste dei supereroi…

Ho letto vecchi libri
Le leggende, i miti
Achille e il suo oro
Ercole e i suoi poteri
Spiderman e il suo controllo
E Batman con i suoi pugni
E chiaramente non mi vedo su quella lista
Non sto cercando una persona
Con poteri sovrumani
Qualche supereroe
qualche gioiosa favola
Voglio qualcosa del genere

Traduzione – Something Just Like This

Il periodo della quarantena è stato difficile per tutti, soprattutto per i genitori e i loro bambini. E’ per questo che ho deciso, qualche settimana fa, di aprire un piccolo spazio per i loro sul mio blog. Oltre a parlare di libri per bambini e ragazzi, ho voluto dar loro la possibilità di esprimersi disegnando, perché passassero qualche ora di spensieratezza prima di tornare alla non-routine. Ora che pian piano stiamo ricominciando a vivere la vita normalmente, probabilmente lascerò aperto questo spazio solo a chi ha voglia di raccontare qualcosa attraverso un disegno, un fumetto o una storia, ma senza scadenza!

Il tema di questa settimana era…

Vi ho chiesto di immaginare di essere un supereroe, di dirmi come vi chiamereste e quali super poteri avreste. Hanno partecipato due bambini a questo tema: Erik e Adam, di 9 e 8 anni. Adam lo abbiamo già conosciuto l’altra volta, ma Erik no! Quindi sono felicissima che i due fratelli abbiano deciso di partecipare insieme stavolta!

SIETE CURIOSI DI VEDERE I LORO DISEGNI? Ve li mostro subito!

Il disegno di Erik (9 anni).

The Flyman di Erik

Il disegno di Erik è un mini fumetto! Ha deciso di raccontare una storia per farci capire chi e cosa fa il supereroe che vorrebbe essere: The Flyman! Devo dire di essere rimasta davvero stupita da questo bellissimo disegno, perché la storia è ben strutturata e disegnata in maniera accurata e precisa! BRAVO ERIK!

IL FUMETTO

L: Ero uscito di galera solo per questo
TF: Ho la chiavetta e la devo distruggere. Ora distruggerò questa chiavetta con il mio alito di fuoco. Adesso volo a prenderlo.
L: Noooo! Non è giusto.
TF: Si! Ti ho preso.

Come abbiamo capito, The Flyman è un supereroe che sta dalla parte dei buoni, sa volare e sputa lava dalla bocca! Veramente interessante!

Il disegno di Adam (8 anni)

Allunghetor di Adam

Anche Adam, come il suo fratellino, ha deciso di fare un mini fumetto! Il disegno rappresenta Allunghetor, il supereroe che sarebbe il piccolo Adam. Ma quale super potere avrebbe?

Sia il nome sia il disegno lo rendono abbastanza chiaro: il suo super potere sarebbe allungarsi! Ma non solo una parte del corpo, bensì tutte! Interessantissimo, bravissimo Adam!

IL FUMETTO

A: Io sono Allunghetor!!!!!!!

Sono molto felice che questi due bravissimi bambini abbiano partecipato al tema di queste due settimane. Sono contenta di tutti quelli che hanno partecipato finora, con la pazienza dei loro genitori che mi hanno inviato i disegni. Spero di aver fatto una cosa gradita aprendo quest spazio per i piccoli, gli unici ad essere stati completamente abbandonati in questo periodo triste e faticoso. Ma, tornando al tema, penso che i veri supereroi siano stati proprio i bambini, che con la loro fantasia e voglia di fare, hanno reso le giornate di tutti un po’ meno faticose. Nonostante tutto.

I bambini sono i nostri supereroi sempre.

Le opere di Adam ed Erik prendono vita

GRAZIE A TUTTI.

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In Segnalazioni

Vi segnalo un libro! – I ribelli di Enghquondo di Martina Tognon

Di genere SCI-FI, I ribelli di Enghquondo è il secondo volume della serie “Il crollo dell’impero terrestre” e uscirà in formato ebook su Amazon il 20 maggio!

Trama “Nel ventre di Enghquondo

Ci sono più forme di vita nell’universo di quante la mente umana possa immaginare, alcune letteralmente inconcepibili. Quando un Impero decide di espandersi, distruggendo sul suo percorso tutto quello che non si conforma, c’è solo una via di uscita.
La ribellione.
Ci sono molte forme di ribellione.
La storia Terrestre è piena di rivoluzioni, chissà perché l’Imperatore presumeva di essere al sicuro.
Quando la rivoluzione la fanno i deboli non è detto che riesca, ma quando a fare la rivoluzione sono gli esseri potenzialmente più potenti del Quadrante, le cose possono prendere pieghe inaspettate.

Dettagli libro

Autrice: Martina Tognon
Editore: Auto pubblicato
Formato: Kindle
Acquista
(gratuito con Kindle Unlimited)

Trama – I ribelli di Enghquondo

Si dice che ogni scalino dell’evoluzione porti la Creazione più vicina a Dio. Qual è il dio che ha
creato esseri capaci di lasciare scie di sangue, distruzione e morte al loro passaggio?
I ribelli usano sangue per pulire altro sangue.
La ribellione è l’unica fine possibile per poi ricominciare.
La loro è l’unica via per ridare la libertà a coloro che sono schiavi dell’Impero, ma è anche l’unica
speranza per costruire un nuovo equilibrio e una convivenza vera.
Nascita e morte, bene e male, inizio e fine.
Come si può tendere al buono e all’equilibrio sporcandosi nel fango delle lacrime?

Dettagli libro

Autrice: Martina Tognon
Editore: Auto pubblicato
Formato: Kindle

Data di uscita: sarà disponibile su Amazon Kindle dal giorno 20 maggio.

ESTRATTI

Un leader dovrebbe essere qualcosa di diverso da quello che sono io, dovrebbe mandare la gente al massacro con la consapevolezza che è giusto farlo. Io non sono quel genere di persona, e, soprattutto, non voglio diventarlo. Promettimi che mi impedirai di trasformarmi in qualcosa che non voglio essere.

Feriti, e privati della capacità di viaggiare, erano sospesi in un’eterna planata; in attesa solo di guarire per poter calare come falchi da combattimento sulla loro preda. Nel caso specifico, la preda era anche la causa della loro incapacità. Questo li rendeva doppiamente arrabbiati e, di conseguenza, quattro volte più pericolosi.

I due estratti sono davvero bellissimi. Mi hanno incuriosita molto, pur non essendo il mio genere preferito.

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Collaborazione – Recensione di “L’alba è d’argento” di Ilaria Mainardi

Niente da aggiungere. Il destino, alla fine, sa dove condurti.

Ilaria Mainardi

Da appassionata di thriller, non potevo non accettare questa collaborazione. Ilaria è stata davvero gentile a inviarmi una copia digitale del suo romanzo intitolato “L’alba è d’argento” per permettermi di leggerlo. Devo dire di aver iniziato la lettura con aspettative normali, ma a fine libro sono rimasta davvero felice: le ha abbondantemente superate.

Trama

Il detective londinese George Bennett è solito affogare il dolore in un paio di bicchieri di whisky. Ma la sera del 24 ottobre 1966, esattamente dieci anni dopo un evento che ha cambiato il corso della sua esistenza, una fitta dolorosa viene provocata da un sinistro richiamo: Silverwood.
Il viaggio che decide di intraprendere verso quella località, a cui è legato da antichi ricordi, porta Bennett a confrontarsi, non soltanto con un vecchio caso, chiuso troppo in fretta, ma soprattutto con l’elaborazione di un passato con il quale, obnubilato dall’alcol e straziato da sensi di colpa che crede inestinguibili, non ha ancora avuto il coraggio di fare i conti fino in fondo.

Recensione

Ammetto di essere rimasta davvero sorpresa da questo libro. Pagina dopo pagina, la mia curiosità cresceva. E’ arrivata all’apice alla fine, quando finalmente mi sono messa l’anima in pace. Il mistero del delitto commesso a Silverwood undici anni prima della narrazione mi ha inglobata, tenendomi incollata alla pagine per due giorni interi. Nonostante nei thriller il finale stupisca sempre, in questo caso non mi aspettavo tale stupore. Pensavo più a una delusione dovuta all’adorazione continua per la narrazione, invece è stata la parte che ho preferito.

L’ambientazione

Il libro è ambientato in un paese chiamato Silverwood, caratterizzato da tigli. Non so per quale ragione, ma mi ha ricordato molto l’ambientazione di Silent Hill, un po’ cupa e inquietante. Il protagonista, il detective Bennet, riceve una telefona anonima in cui gli viene detto che c’è stato un omicidio a Silverwood, paese che lui conosce bene. Decide così di affrontare il suo viaggio verso il passato per riuscire a capire il motivo di quella strana telefonata. Si ritroverà con la macchina in panne e con il desiderio di scappare il più lontano possibile da quei tigli, ma deve prima fare i conti con la sua scelta.

I personaggi

I personaggi sono pochi e tutti ben delineati. Hanno tutti un ruolo preciso nella storia, nessuno è nominato per caso. Il personaggio che mi ha colpito maggiormente è Jeff, l’uomo che aiuta Bennet appena la macchina lo lascia a piedi. E’ l’unico che può aiutarlo a risolvere il mistero della telefonata, ma c’è qualcuno che non vuole che la realtà venga fuori. L’omicidio di Albert è avvenuto undici anni prima, ma Bennet viene avvisato perché la realtà non è quella che sembra. La famiglia Anderson, la più ricca del paese, ha un ruolo fondamentale nella vicenda ma anche il potere di infangarla. Riuscirà Bennet a fare giustizia?

Ve lo consiglio?

Se siete amanti dei thriller, vi consiglio questo libro. E’ davvero molto bello, ricco di eventi e di suspense. Il detective non riuscirà a concludere l’indagine da solo, ha bisogno che il lettore lo segua tappa per tappa per riuscire a risolvere l’enigma che lo circonda. E’ un libro diverso da tutti quelli che ho letto, perché il finale inaspettato dona alla lettura un pizzico di malinconia ma anche di adrenalina. Una cosa che mi ha colpita molto è il linguaggio: semplice ma diretto. Il narratore, che coincide con il protagonista, ha un modo diretto di spiegare le vicende. L’autrice è molto brava, pur essendo donna, a immedesimarsi nel narratore uomo. Se io non sapessi che il libro l’ha scritto una donna, probabilmente non ci penserei mai. Anche i termini, a volte duri e crudi, trasmettono un’idea di realismo. Se volete una storia diversa senza troppi cliché, questo libro fa per voi.

Voto: 5\5

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Collaborazione – Recensione di Plein Air di Eugenio Pattacini

Amare qualcuno senza poterlo dire a chi si ritiene essere l’essenza dell’amore è quanto di più difficile possa esistere.

Eugenio Pattacini

Plein Air è uno dei romanzi di Eugenio Pattacini, un autore che ho conosciuto grazie a un gruppo Facebook in cui siamo entrambi. E’ un mio compaesano, quindi chiedergli di collaborare per me è stato davvero un dovere. Lo ringrazio quindi per avermi inviato una copia digitale del suo libro.

Trama

“Pietro Bianchi è un maresciallo dei carabinieri ormai in odor di pensione: quello di Ligonchio sarà il suo ultimo caso. Soprattutto però è un investigatore con metodi molto particolari e, senz’altro, al di là del limite del consentito. Piuttosto che sottostare ai regolamenti, predilige porre al centro la persona. Una storia sempre più complessa che si dipana nel mondo del Plein Air attraversando la collina reggiana e parmense per andare a trovare conclusione a Madonna di Campiglio.”

Recensione

Ligonchio

Un gruppo di camperisti si ritrova a viaggiare per una settimana tra le montagne e le colline reggiane e parmensi, Ligonchio e Scurano, per arrivare poi a Madonna di Campiglio e concludere il viaggio. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma la mattina della partenza da Ligonchio verso Scurano, Luciano si accorge di avere appena investito e ucciso una persona. Vengono avvisate le forze dell’ordine e nel frattempo l’autista perde i sensi. Il maresciallo Bianchi si reca sul posto e inizia a fare le domande di routine a tutti i presenti, ma c’è qualcosa che non gli torna: possibile che l’autista non abbia visto il passante? L’uomo, ormai prossimo alla pensione, decide di prendere in mano l’ultimo caso e scoprire le dinamiche dell’incidente, che sembra più un omicidio, e della morte di Mirto Cabassi.

Scurano

Da amante dei thriller polizieschi, non potevo che non appassionarmi anche a questo caso. L’ho letto in pochissimi giorni, attratta fin da subito dalle circostanze sconosciute e troppo ambigue dell’incidente. Mirto Cabassi era una persona poco raccomandabile e tutti avevano almeno un movente, ma nessuno riesce a dare l’impressione da assassino a Bianchi, che nel frattempo è stato sospeso dal caso e passa la vacanza insieme al gruppo. Ma non è l’unico ingresso… anche Enrico, scrittore ghostwriter, prosegue il suo viaggio in solitaria con tutto il gruppo. I nuovi personaggi collaboreranno dall’inizio per cercare di trovare il colpevole di ciò che sembra un omicidio e rendere giustizia a Mirto.

Ambientazione

Madonna di Campiglio

Il libro è scritto molto bene, il linguaggio utilizzato è appropriato al genere ma non è scontato. Mi ha stupita molto il fatto di non aver trovato troppi cliché. L’ambientazione e la dinamica sono veramente innovative, anche se mi ha ricordato molto, non so per quale motivo precisamente, “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie. Forse il fatto che fossero tutti insieme quando un personaggio è morto, oppure il fatto che tra tutti non si riesce a capire chi è effettivamente il colpevole. Il punto è che questo romanzo ha solo punti di forza: l’ambientazione atipica, la dinamica insolita, i personaggi numerosi ma tutti ben definiti, la trama accattivante e la storia davvero bella. Nonostante sia un thriller italiano, e di solito mi piacciono poco, questo è davvero uno di quei libri da leggere. Seppur di genere poliziesco, non annoia, ma al contrario dona al lettore la capacità di immergersi in un caso davvero unico.

Il finale

Ovviamente non vi faccio alcun tipo di spoiler sul finale, ma ho deciso di dedicargli un paragrafo perché è la parte che più mi è piaciuta del libro. Devo dire la verità: avevo capito da subito ciò che ho scoperto nel finale, ma mi ha comunque lasciata a bocca aperta. L’autore è stato bravissimo a depistare il lettore e a portarlo su una strada interpretativa diversa da quella su cui sarebbe dovuto rimanere per scoprire chi è il colpevole. Io mi sono sentita smarrita a metà libro, ma ho pensato di dover avere fede nel maresciallo Bianchi e accompagnarlo a risolvere il caso. Così ho continuato a cercare l’assassino tra le righe del libro, senza rendermi conto che “la soluzione era proprio il libro“.

Vi consiglio la lettura di questo libro se siete amanti dei thriller, perché l’autore è davvero molto bravo a scrivere e a raccontare storie. Questo libro può davvero piacervi.

Voto: 5\5

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Il mondo dei libri – Acquistare libri: online o in libreria?

La libreria è un luogo d’accoglienza per visitatori di ogni tipo

Lo shopping preferito di tutti i lettori è quello che si fa all’interno di una libreria o su un e-commerce dedicato ai libri. Sappiamo tutti che i libri non si acquistano più solo nei centri commerciali o nella libreria in centro, ma anche digitando il dominio di un determinato sito online. La qualità e il contenuto dei libri che si acquistano, sia che essi vengano comprati fisicamente o virtualmente, è la stessa. Allora dov’è la differenza?

In libreria, tra uno scaffale e l’altro

In libreria ci siamo andati tutti una volta nella vita, sia che siamo lettori accaniti sia che siamo solamente turisti di una qualsiasi città. La libreria è il luogo in cui si entra prima di tornare a casa, è il luogo che si visita per ultimo per cercare un libro che ci tenga compagnia durante il viaggio. Ma la libreria è anche il posto preferito dei lettori, quello in cui si rifugiano alla ricerca di idee e ispirazione.

Foto di Louise Dav da Pixabay

La libreria, che sia una indipendente o appartenente ad una catena, è il negozio in cui più comunemente mi piace investire soldi. Compro i libri che mi piacciono, ma prima di acquistarli li sfoglio, sento la carta, guardo la copertina. Cammino per qualche decina di minuti all’interno di una libreria solo perché la maggior parte delle volte sono accompagnata, altrimenti passerei lì molto più tempo. Cammino e cerco qualcosa che possa incuriosirmi o ispirarmi, guardo e osservo attentamente tutti gli scaffali. Poi scelgo il libro ed esco, lasciando sempre una parte di me dentro. Quando entro in libreria mi sento a casa.

Tra uno scaffale e l’altro penso e rifletto molto sulle trame che leggo, mi prendo il tempo che mi serve per capire e valutare bene il libro o i libri che voglio acquistare. In libreria c’è profumo di libri nuovi, pronti per essere letti e amati. Il profumo di carta mi pervade appena entro e non mi abbandona mai subito appena esco, ma solo dopo un po’ di tempo.

Tutto ciò non è minimamente paragonabile all’acquisto online, anche se in quel caso non è necessario vestirsi e uscire di casa, ma si può fare comodamente dal divano in tenuta casalinga.

Libreria online, tra una pagina e un’altra

Se acquistare online per certi versi è più economico e veloce, per alcuni non è piacevole quanto andare in libreria. Online si trovano tantissime offerte, si trovano anche libri usati e in ottime condizioni a prezzi vantaggiosi, ma non si può passare il tempo tra il profumo della carta e le chiacchiere lontane delle commesse. Nonostante l’acquisto online sia molto praticato, soprattutto in questo periodo, ancora molte persone preferiscono uscire di casa e acquistare nella libreria di fiducia. Gli e-commerce di libri sono ben organizzati, sembrano vere e proprie librerie, divise in scaffali con i libri suddivisi per genere. Ma online non si sente il profumo della carta e dei libri nuovi.

Foto di Tumisu da Pixabay

Comprare libri online non è come comprare vestiti in quanto non c’è il rischio che il libro sia diverso, anche se non si è mai completamente sicuri. Può capitare di dover aspettare alcuni giorni, di dover pagare un prezzo troppo alto di consegna, che il pacco arrivi danneggiato, ma non può succedere che il libro sia troppo stretto. Scherzi a parte, esistono molti siti davvero validi per comprare libri online, con tempi e costi di consegna davvero bassi: Libraccio e IBS sono quelli che solitamente utilizzo io. Libraccio dà la possibilità di acquistare anche libri usati, ma anche di venderli. Mi è capitato più volte di vendere a Libraccio i miei libri dell’Università. Di Libraccio possiamo trovare anche i negozi fisici, mentre IBS è una vera e propria libreria online.

Oltre ai due siti elencati, le librerie danno spesso la possibilità di ordinare e ricevere i libri direttamente dal loro e-commerce. Durante i mesi di marzo e aprile, molte librerie hanno continuato a consegnare i libri per aiutare gli studenti dell’università e permettere loro di continuare a studiare.

Acquistare online o in libreria?

Le persone, quando decidono di acquistare qualcosa, comparano sempre i prezzi che trovano online con quelli che trovano nei negozi. Quasi sicuramente online il prezzo di molti libri è più basso rispetto a quello in libreria, quindi è logico in questo caso l’acquisto online. Ma se capita di camminare tra le vie del centro e di entrare in libreria, di vedere un libro e di volerlo comprare, non aspettate di uscire per tornare a casa e cercare l’offerta sul web. Compratelo subito, se ne avete la possibilità. Perché dal momento che rimandate, l’acquisto è quasi certamente annullato. Perché poi troviamo, scopriamo e desideriamo altri libri e la nostra wishlist si riempie. In libreria si scoprono amori a prima vista, online si portano a termine.

Io preferirò sempre comprare i libri in libreria, specialmente quella in centro a Reggio Emilia, dove vivo io. Mi piace tanto, ci sono affezionata e mi ha regalato emozioni uniche. La Libreria All’arco è quella in cui maggiormente acquisto, anche se ammetto che qualche volta Libraccio e Ibs l’hanno sostituita. Ma il profumo di carta e di libri che si respira tra le mura di quel posto è insostituibile.

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