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IO LEGGO PERCHÉ – Donare libri alle scuole di Montecchio Emilia (e non solo…)

Più leggi più cose saprai.
Più impari, in più posti andrai.

Dr. Seuss

Ho sempre amato le biblioteche, seppur da piccola non fossi così appassionata alla lettura.
Ricordo che, sin da piccola, ogni qualvolta entrassi in questa immensa stanza piena di libri, sentivo dentro me emozioni forti. Il profumo della carta stampata, le copertine rivestite, il silenzio e l’ambiente calmo mi hanno sempre dato sicurezza. Sono cresciuta con l’idea che la biblioteca fosse il luogo sicuro per tutti i bimbi sognatori.

Oggi mi guardo indietro e vedo una piccola bambina paffutella tra gli scaffali di una biblioteca immensa e sorriso, perché quella bambina è cresciuta coltivando una passione grande quasi come quella stanza. E se ho avuto la fortuna di farlo è solo perché c’è stato qualcuno che mi ha trasmetto la voglia di crederci.
Penso che sia il compito di tutti noi… trasmettere ai più piccoli la passione per la lettura. Quale miglior modo se non quello di donare un libro e far che sì che si possa creare una gigantesca biblioteca scolastica?

#IOLEGGOPERCHÉ

#IOLEGGOPERCHÉ è un’iniziativa nazionale e consiste in una grande raccolta di libri che permetteranno di arricchire in maniera consistente le biblioteche scolastiche di tutte le scuole italiane che decidono di aderirvi.

Dal 20 al 28 novembre è possibile recarsi presso un’edicola, una libreria o semplicemente collegarsi online al sito, acquistare uno o più libri a propria scelta e donarli a una scuola della provincia.

Ho partecipato anche io e non posso che esserne orgogliosa. Credo molto nella lettura e nel suo potere e donare un libro era un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire.

NOI ABBIAMO PARTECIPATO…

Ho scoperto dell’iniziativa qualche giorno fa grazie a Eugenio Pattacini che, sempre molto attivo, presente e attento alle iniziative paesane, mi ha informata. Così ho fatto un po’ di passaparola e sono davvero felice che Grazia Catellani abbia deciso di aderire insieme a me a questa bellissima raccolta.

Lei con il suo romanzo “Vite in prestito”, io con l’antologia “#Lettureantivirus” in cui è presente anche il mio racconto, ci siamo recate presso la cartolibreria “La Matita” di Montecchio Emilia e abbiamo donato i due libri all’Istituto Superiore Silvio d’Arzo.

Siamo veramente felici di averlo fatto e spero che in tanti possano partecipare per far sì che ogni scuola abbia una biblioteca piena di storie da poter scoprire. Leggere non è l’attività preferita dei ragazzi al giorno d’oggi, ma se ci facciamo vedere interessati a questo mondo così ricco di nuove esperienze, tutto il resto verrà da sé.

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In Libri

ERIK VE NE PARLA – LA GRAMMATICA TI SALVERÀ LA VITA di Massimo Birattari

Noi mordiamo. È transitivo o intransitivo?
Transitivo: noi mordiamo quelli che non sanno la grammatica.

Massimo Birattari

Come potete notare dal titolo dell’articolo, oggi non sono io a parlarvi di un libro, bensì Erik. Vi ricordate di lui, vero? Come potete aver capito, essendo appassionato di lettura, qualche volta ama condividere con i miei (e suoi) lettori le letture che affronta. Sono sempre più felice di dividere questo spazio con lui perché è davvero raro trovare ragazzi della sua età appassionati ai libri.

Il libro di cui vi parla oggi è un libro un po’ particolare e al tempo stesso molto curioso e divertente. Personalmente, se a undici anni mi avessero consigliato una lettura di questo tipo, mi sarei messa a ridere, seppur amassi tanto l’argomento di cui tratta. Eppure Erik oggi si sente di consigliarlo a tutti voi perché, a suo dire, “è una storia che merita di essere letta“.

Ora passo la parola a lui…
BUONA LETTURA.
Alessia

La grammatica ti salverà la vita

TRAMA

La grammatica vi fa paura? Quando consegnate una verifica tremate già al pensiero dei segnacci rossi e blu che la tempesteranno? Be’, un brutto voto non è niente al confronto a quello che succede ai protagonisti di questo libro, ragazzi come voi che, grazie a un misterioso benefattore, trascorrono una settimana in una villa-castello nel cuore di una valle sperduta dove piove sempre, i cellulari non prendono, non c’è internet e qualcuno ha pure tagliato i fili del telefono.

In compenso, ci sono pericolose creature delle tenebre licantropi, vampiri, fantasmi e mostri assortiti – che attaccano quando sentono l’odore degli errori di grammatica. Fra torri, fossati, un’inquietante biblioteca, corridoi bui, misteriosi rumori notturni, inspiegabili apparizioni e naturalmente un passaggio segreto, l’orrore incombe sugli errori. Con l’aiuto del professor Mangiafuoco, i ragazzi dovranno salvare la pelle districandosi fra i trabocchetti di verbi transitivi, intransitivi, attivi e passivi, di soggetti, predicati e complementi, di pronomi relativi e congiuntivi a rischio, di punti, virgole e perfino punti e virgola, per scoprire poi le regole della fabbrica delle parole e i segreti del vocabolario. Fino al colpo di scena finale.

LA PAROLA AL PICCOLO LETTORE!

Erik e il libro di cui vi parla

Ciao a tutti!
Oggi vi voglio consigliare la lettura di questo libro: LA GRAMMATICA TI SALVERA’ LA VITA di Massimo Birattari, 157 pagine.

Ho conosciuto questo libro grazie alla mia prof. di Lettere delle medie.
Parla di una classe delle scuole medie che ha l’opportunità di trascorrere una settimana in una villa-castello situata in una valle sperduta, disconnessi completamente dalla tecnologia se non quando dovranno affrontare prove di dura grammatica. Questi ragazzi non dovranno cadere nei trabocchetti della grammatica e dovranno cercare di sopravvivere alle creature mostruose che si nutrono di errori grammaticali.

Io vedo già le vostre facce! Ma dai! Un libro che parla di grammatica!! Ma che noia!! Ne abbiamo già abbastanza a scuola! 
Calma, calma.. Potreste anche aver ragione, il titolo potrebbe essere non troppo accattivamente per i ragazzi, ma vi assicuro che la storia merita davvero di essere letta. È piena di avventure paurose, leggermente horror, che incutono un pò di timore su come si possa svolgere il continuo.

Il libro inoltre permette di confrontarsi con i ragazzi nel castello, dando la possibilità al lettore stesso di cimentarsi con i trabocchetti proposti da Amleto.


Io qualche volta ho rischiato di essere azzannato da un licantropo! Che paura!!
Magari si potesse davvero vivere un’esperienza del genere! 

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In Segnalazioni

NUOVA USCITA PAV EDIZIONI – Vite in prestito di Grazia Catellani

Osservai per l’ultima volta quella porta serrata in lontananza, sperando fosse quella la fessura che mi avrebbe condotta alla libertà.

Vite in prestito – Grazia Catellani

Prima di presentarvi il libro, vorrei spendere due parole in merito a questa pubblicazione che ho tanto a cuore. Come sapete, leggere libri di autori emergenti è sempre stato qualcosa di importante per me. Ma c’è una cosa che non sapete e che non ho vi ho mai detto: se ho iniziato a leggere, a scrivere, a pubblicare recensioni è in gran parte grazie alla mia amica del cuore. Premetto che odio chiamarla “amica del cuore” perché per me lei è molto di più, ma per semplificarvi le cose ve la presenterò così.

La prima uscita che abbiamo fatto insieme completamente sole è stata a un mercatino dell’usato proprio. Che strano, direte voi… ebbene, entrambe sapevamo che quello che ci accumunava di più erano i libri e quale migliore occasione per prenderne qualcuno a basso prezzo? Chiacchiera dopo chiacchiera, confidenza dopo confidenza, la mia idea di parlare di libri si è fatta strada tra le nostre giornate. Ed eccomi qua: Passione Libri che presenta il suo primo romanzo.

La nostra amicizia è cresciuta sempre di più, fino a trasformarsi in qualcosa cui non riesco a fare a meno. Seppur il mio carattere mi spinga ad allontanarmi da chi mi vuole bene per paura di ferirlo, stare lontana da lei per me è impossibile. Ecco perché le nostra incomprensioni non sono mai sfociate in un taglio netto: lei è l’unica persona tra tutte che è rimasta.

Scrivere questo articolo è qualcosa che mi riempie il cuore e che mi spinge a continuare a lavorare al mio blog. Ci sono state volte in cui ho desiderato mollare tutto, in cui non mi sono sentita in grado, in cui tutto mi sembrava inutile. Ma in quei momenti ho sempre avuto accanto la mia luce, che mi indirizzava, che mi “spingeva delicatamente verso” la strada giusto. Che mi accompagnava, che mi sorreggeva, che mi costringeva a non mollare mai.

Per questo voglio dirti grazie. Per questo voglio pubblicamente dirti che tutto quello che faccio è anche, e sopratutto, grazie a te.

VITE IN PRESTITO

Vite in prestito – Grazia Catellani

AUTRICE: Grazia Catellani
CASA EDITRICE: Pav Edizioni
NUMERO PAGINE: 121
COLLANA: Storie di vita
GENERE: Narrativa LGBTQ
ACQUISTA IL LIBRO

TRAMA

Cosa accadrà quando due ragazze, tra le mura di un istituto celato tra le colline emiliane, timidamente si incontreranno?
Sarà loro possibile costruire un sentimento fatto di silenziosi sguardi scambiati fugacemente tra gli scaffali di una vecchia biblioteca, oppure la cruda realtà della quotidianità imposta negherà loro anche quest’ultima libertà?

BIOGRAFIA AUTRICE

L’autrice Grazia Catellani

Catellani Grazia nasce a Parma nel 1992. Attualmente vive nei territori della Val d’Enza, più precisamente a Montecchio Emilia. Si è laureata in Scienze dell’Educazione e, successivamente, in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Attualmente è laureanda in Media Education per le discipline letterarie e l’editoria nel medesimo Ateneo. Appassionata di scrittura e fotografia, ha lavorato per anni in ambito educativo in contesti di disabilità e disagio psico-sociale. Attualmente lavora come Pedagogista a Montecchio Emilia.

Come ultima cosa vorrei presentarvi un piccolo estratto del libro, una parte che personalmente mi fa ancora emozionare tanto. E’ il pezzo in assoluto più bello di tutti ed è proprio quello con cui vorrei concludere questa segnalazione nella speranza di convincere tutti voi a leggere questo bellissimo romanzo.

ESTRATTO

La vidi lì per la prima volta, all’angolo tra il corridoio dodici e lo scaffale quaranta, sezione filosofia, intenta a rovistare tra quelle stanche pagine alla ricerca di non so che. Non l’avevo mai vista prima di allora nemmeno tra gli affollati corridoi dell’istituto. Rimasi quasi abbagliata dalla sua presenza. […]

L’indomani, passato l’orario del refettorio, mi affrettai a raggiungere la biblioteca. Spesi quasi quattro ore del mio tempo a girovagare da uno scaffale all’altro tenendo sottocchio l’angolo tra il corridoio dodici e il tredici, all’incrocio con lo scaffale quaranta. Ed eccola nuovamente dinnanzi alla mia vista, quando ormai la sconsolatezza stava prendendo il sopravvento. Ma non ebbi il coraggio.

Grazia Catellani – Vite in prestito.

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Recensione – Volevo solo sfiorare il cielo di Silvia Ciompi

Amare significa esporsi ed essere vulnerabili, e io ti capisco meglio di chiunque altro, dopo la morte di mia madre e di mio nonno. Io non volevo innamorarmi di te esattamente per questo. Ma la solitudine è una sofferenza ancora più nera, credimi, e preferisco centomila volte il rischio di soffrire, piuttosto che non sentire niente ed essere morta già a diciott’anni.

Volevo solo sfiorare il cielo – Silvia Ciompi

Ringrazio sentitamente la casa editrice Sperling & Kupfer per avermi inviato una copia cartacea del nuovo romanzo di Silvia Ciompi per recensirlo. Sono stata così felice quando l’ho ricevuto da buttarmi subito nella lettura… ed eccomi qua oggi, a parlarvene. Ne sento terribilmente il bisogno, questo libro ha scosso qualcosa in me.

Trama

Volevo solo sfiorare il cielo di Silvia Ciompi

Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all’inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all’Isola d’Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all’amore.

E all’improvviso, mentre l’estate infuria e l’afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita? 

Recensione

Quando un libro di smuove qualcosa dentro…

…allora è quello giusto. “Volevo solo sfiorare il cielo” è arrivato come un fulmine a ciel sereno, in un periodo abbastanza buio in cui qualsiasi lettura non mi soddisfaceva abbastanza. Iniziavo a leggere qualcosa e tac che cadevo nel blocco del lettore. Poi il postino ha suonato il campanello. “Non aspetto niente” pensavo tra me e me mentre scendevo le scale del mio condominio. Mi fermo davanti alla porta, la apro, prendo il pacco e torno in casa. Apro la busta e tutta la tempesta dei giorni precedenti sparisce. Mi trovo tra le mani il libro che credevo non mi sarebbe arrivato a causa della mancata disponibilità delle copie e per me è come un regalo fatto dall’amica più stretta. Energica e super emozionata, inizio a leggere. Ero realmente inconsapevole che quel libro avrebbe smosso in me emozioni troppo forti da gestire.

La storia, i personaggi, l’ambientazione

Leggendo la trama di questo romanzo non avrei mai creduto di trovare tra le parole scritte così tante emozioni. Il libro parla di Clelia e Lorenzo, entrambi feriti e ingannati dalla vita che, invece di dar loro gioia e spensieratezza, si è presa ogni briciola di felicità condannandoli a un’esistenza dura. Clelia ha perso la mamma in un incidente di cui si sente colpevole mentre Lorenzo è frustrato da una situazione asfissiante che lo rende schiavo dei ricordi felici e del futuro che pensa di non poter più scegliere. Entrambi sono legati a una vita troppo cupa. Clelia ha smesso di vivere dopo la morte della mamma e Lorenzo ha intenzione di fare lo stesso.

Un giorno però il destino li porta entrambi davanti all’entrata di un’edificio che sembra essere di Lorenzo ma che legalmente appartiene a Clelia. Così si incontrano e come solitamente avviene tra due persone simili ma apparentemente diverse, iniziano a prendersi a parole. E saranno proprio quelle parole ad avvicinarli sempre di più alla felicità. Inizia così il loro cammino insieme.

Il libro è ambientato all’Isola d’Elba, dove Lorenzo si rifugia, lontano da tutti. Lo zio, Roberto, anche se non sembra d’accordo con lui, lo accoglie nel suo appartamento e gli permette di passare un’estate spensierata. Clelia, invece, sull’Isola ci è nata una volta e rinascerà una seconda volta ancora, grazie a sua nonna Bruna, al suo amico Ahmed e a Lorenzo. Grazie alla felicità di cui pian piano cerca di riappropriarsi.

I personaggi sono pochi e tutti ben sviluppati. Le descrizioni, seppur a volte abbastanza lunghe, tengono il lettore incollato alle pagine perché sono scritte talmente bene da non essere mai pesanti. La semplicità di scrittura dell’autrice contrastata alla profondità dei temi che vengono trattati permettono a chi legge di immedesimarsi ancora meglio con i protagonisti. Clelia e Lorenzo in particolare, crescono tra e con le parole di un narratore onnisciente ma mai troppo invadente. Ho amato questi due ragazzi perché in ogni loro gesto c’ero anche io.

L’amore che va oltre il dolore

L’amore tra Clelia e Lorenzo va oltre il dolore e la paura. Il loro desiderio di amore, di felicità e di vita è più forte di tutte le condanne che hanno. Ecco perché si cercheranno sempre. Ecco perché mi sono ritrovata tanto in loro. La paura di non farcela, il passato che torna inesorabile e ti svuota, i ricordi che fanno un rumore incredibile. Ma la cosa che fa più male è la voglia di normalità che sai di non poter mai avere. Sono questi i temi delicati e tremendamente realistici che l’autrice affronta con parole genuine, spiazzanti, in grado di arrivare al cuore di chiunque.

Lo consiglio?

E’ un libro che certamente consiglio e che terrò per tempre tra i miei preferiti. É un libro forte, che affronta tematiche forti ma che è adatto a tutti. Un romanzo che va oltre le parole, che va oltre la trama, che rimane dentro e non se ne va più. Lo consiglio a tutti perché merita veramente di essere letto e amato.

VOTO: 5\5

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Erik e il suo amore per la lettura: Vai all’inferno, Dante! – Luigi Garlando

Erik e il libro

Incontrare bambini che amano leggere è veramente difficile al giorno d’oggi. Un po’ perché la lettura è un passatempo che pian piano sta declassando, un po’ perché non tutti i bambini che amano leggere trovano qualcuno che condivida la loro stessa passione. Erik non compare oggi per la prima volta sul blog, ma è un po’ di tempo che io e lui abbiamo in atto una “collaborazione” importante. Sono davvero tanto felice che oggi sia proprio lui a parlarvi e lo fa proprio per condividere con qualcuno la sua stessa immensa passione per la lettura.

Il libro di cui il piccolo lettore vi parlerà è “Vai all’inferno, Dante!” di Luigi Garlando, un autore che oltretutto apprezzo molto. Anche io ho iniziato a leggere i libri di Garlando all’età di Eric ed è stato proprio uno di quelli a farmi avvicinare al mondo della lettura. Mi commuove vedere che lo stesso effetto l’ha avuto anche su altri bambini!

Trama

Copertina libro

A Firenze c’è una sontuosa villa cinquecentesca, la Gagliarda, residenza dei Guidobaldi e sede dell’impresa di famiglia. È lì che vive Vasco, quattordici anni, un bullo impenitente abituato a maltrattare professori, compagni e famigliari. A scuola Vasco fa pena, in compenso è imbattibile a Fortnite, progetta di diventare un gamer professionista e ha già migliaia di follower. Perché Vasco è così, sa di essere in credito con la vita e di avere diritto a tutto. Finché un giorno, a sorpresa, viene battuto da un avversario che si fa chiamare Dante e indossa il classico copricapo del Poeta. “Oh Guidobaldi, becca Montaperti! Or mi conoscerai, vil ghibellino. Ben ti convien tenere gli occhi aperti” chatta il misterioso giocatore. Ma chi è? E perché parla in versi? Appena può, Vasco torna in postazione e cerca la rivincita per umiliarlo come solo lui sa fare, senza sapere che la più esaltante e rivoluzionaria sfida della sua vita è appena cominciata.

Recensione di Erik

Incuriosito dal “DANTEDI‘”, ovvero il giorno in cui si celebra il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri, il 25 marzo 2021, ho deciso di buttarmi in questo mare di pagine per leggere “Vai all’inferno, Dante!”.

Vasco è una “brutta persona”: è un bullo che prende in giro anche i professori e un ladro che ruba al centro commerciale. Abita in una mega villa in Toscana, “La Gagliarda”. Il nonno ed il padre di Vasco costruiscono delle tombe per le persone famose, diventando ricchi. Mentre Vasco sta giocando a Fortnite viene battuto da un certo “Dante”. Il giorno del suo compleanno, Vasco gioca a calcio con Federico Chiesa (il suo calciatore preferito), canta con Rabbia Pura (il suo cantante preferito), e batte Dante giocando in coppia con FatOne (uno dei progamer più famosi al mondo). Mentre sta rubando al centro commerciale viene scoperto ma il “certo Dante” che lo ha battuto su Fortnite, lo salva.

Ma chi è davvero?

Foto di 11333328 da Pixabay

Quello è il vero Dante di 700 anni fa, tornato sulla terra in missione per conto della mamma di Vasco, per farlo convertire e diventare buono. Vasco, che farebbe di tutto per sua madre, diventa buono: compie buone azioni e alza la media dei suoi voti scolastici. Va all’ospedale con una sua compagna di classe per far divertire i bambini; lì si fa un nuovo amico di nome Kamaur, del Senegal. Questo libro mi è piaciuto molto perché le buone azioni del protagonista mi commuovono e mi sono divertito molto leggendo i racconti delle partite a Fortnite. Mi sono rattristato e arrabbiato quando Vasco faceva il bullo.

Una passione grande

Devo essere sincera e non lo dico tanto per dire, la bellissima recensione di Erik mi ha convinta ad acquistare il libro. Anche a me piace tanto Dante Alighieri e quando Erik mi ha contattata per chiedermi di poter parlare del libro che aveva appena finito di leggere, non potevo dirgli di no. In merito vorrei spendere due parole: sono veramente tanto felice. Sono felice perché, anche se sembra stupido e insensato, uno spazio come questo è di vitale importanza per chi ha qualcosa da raccontare. Anche io, come lui, quando ero piccola avevo voglia e bisogno di esprimermi con qualcuno che condividesse con me i miei stessi desideri, ma solo crescendo ho potuto capire come fare. Erik parte avvantaggiato, perchè la sua grande passione l’ha guidato verso il posto giusto. Sono sicura, piccolo grande lettore, che farai tanta strada nella tua vita. Il tuo amore per i libri e per la cultura ti premieranno sempre.

In attesa che Erik torni a raccontarci e consigliarci qualche buon libro da leggere, vi lascio un suo disegno stupendo!

“Vai all’inferno, Dante!” – copertina disegnata da Erik

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Recensione – La luna fredda di Jeffery Deaver

Amelia Sachs sapeva che le persone di cui non si capivano i moventi erano sempre quelle più pericolose.

Jeffery Deaver

Non potete capire quanto io sia felice di aver scoperto questo autore. Sono appassionata di thriller e amo scoprire nuovi autori, anche se faccio sempre un po’ di fatica a fidarmi. Molto spesso mi capita di aver paura di rimanere delusa dalle aspettative. In questo caso, seppur io sia partita con i piedi di piombo, ho finito per innamorarmi completamente. Ho intenzione di recuperare al più presto tutti i libri di Deaver!

Trama

Foto realizzata da me

In una gelida notte di dicembre, con una luna piena che si staglia nel cielo nero di New York e la paura diffusa tra la gente di un nuovo 11 settembre, un killer spietato colpisce due volte a poche ore di distanza. Sulle scene dei delitti lascia il suo “biglietto da visita”, un costoso orologio con le fasi lunari sul quadrante e un messaggio firmato “L’orologiaio”. Tutto lascia supporre che i due omicidi non siano destinati a rimanere gli unici. Il criminalista Lincoln Rhyme e i suoi collaboratori hanno a disposizione solo poche ore per fermare quel killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo, che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica. E Amelia Sachs fatica a conciliare la caccia all’Orologiaio con la sua prima indagine autonoma, il caso di un apparente suicidio che la porterà a scoprire inquietanti rivelazioni sul proprio passato che potrebbero minare alle basi il particolarissimo rapporto con Lincoln.

Fortunatamente compare sulla scena dell’inchiesta un’inattesa quanto provvidenziale alleata per Rhyme: l’agente speciale del Bureau of Investigation della California Kathryn Dance, esperta nella lettura del linguaggio non verbale negli interrogatori. Nonostante Rhyme si mostri scettico sull’attendibilità delle testimonianze e Kathryn nutra poca fiducia sulle prove fornite dai rilievi effettuati, la loro bizzarra collaborazione riesce a smontare quello che via via si configura come un meccanismo a scatole cinesi fatto di inganni e doppi giochi.

Recensione

Se mi chiedessero quanto tempo ci ho messo a leggerlo direi tre settimane, anche se non è proprio così. Diciamo che ho letto poco per volta questa storia sia per non perdermi nemmeno un pezzo, sia per impegni lavorativi. Nel momento in cui prendevo in mano il libro, però, mi eclissavo completamente per dedicarmi interamente al racconto del maestro del thriller. Ero scettica all’inizio, ma ho iniziato a sciogliermi dopo due o tre capitoli. É stato quasi amore a prima vista.

La narrazione

Di thriller ne ho letti tanti, ma pochi scritti in maniera così impeccabile. La narrazione segue due linee: quella del killer, Gerald Duncan, e quella degli ispettori Rhyme e Sachs e quindi delle varie indagini. La precisione con cui l’autore racconta ogni singolo dettaglio senza appesantire la lettura direi che è la caratteristica più importante. Il killer, Duncan, è un uomo scrupoloso, preciso, quasi maniacale e lo stile di scrittura di Deaver gli assomiglia tanto. Non ho letto altri libri dell’autore quindi non ho parametri di paragone, ma ho avuto come l’impressione che il narratore si trasformasse in base agli eventi. Quando raccontava delle indagini assumeva un tono serio e professionale, mentre cambiava radicalmente registro quando narrava di Gerald e Vincent. Questo tipo di narrazione è interessante e di certo rende il lettore partecipe ad ogni singolo attimo della storia, facendogli vedere sia la parte “buona” che quella “cattiva”.

Il killer e i suoi piani

Gerald Duncan, anche soprannominato l’Orologiaio, essendo appassionato di orologi, non rivela la sua identità all’aiutante Vincent perché ritiene che non sia necessario al fine del compimento dei piani. Gerald infatti compie i suoi delitti in autonomia ma lascia le donne a Vincent, in modo che lui possa placare la sua fame. Quello che Vincent non sa è il vero motivo per cui non può partecipare agli omicidi e questo non lo sa nemmeno il lettore. Il lettore è infatti guidato nella storia da un narratore onnisciente ma che non rivela tutto subito. Nella parte che riguarda l’assassino, infatti, il lettore sa tutto solo in apparenza; scoprirà solo alla fine del libro il vero movente. Gerald assomiglia tanto ad altri serial killer: Jurek Walter o il Distruttore sono quelli con cui ha più analogie.

Le indagini

Lincoln Rhyme, aiutato da Kathryn Dance e Amelia Sachs, che nel frattempo prosegue la sua prima indagine, cercherà di dare giustizia alle vittime di Duncan. Il loro assassino però è molto più furbo di quello che pensano e riusciranno a giungere alla verità solo dopo vari tentativi. Proprio quei tentativi che servono a Gerald per guadagnare tempo. Per anticipare le mosse. Anche in questo ho trovato tante analogie con i miei autori preferiti, in particolare con Lars Kepler e il loro Joona Linna: tenace, combattivo e soprattutto astuto. Come Joona, infatti, Rhyme porta avanti le sue idee con carattere e tanta determinazione. Sarà sicuramente anche per questo che ho amato il libro!

Cosa ne penso?

Penso che non mi fermerò qua, anzi! Ho scoperto Deaver dopo tanto tempo e tanto scetticismo e di certo non lo accantonerò subito. Ho intenzione di leggere tutti i suoi libri e di collezionare emozioni come faccio con tutti gli autori che apprezzo. Con Lars Kepler ho iniziato così… sarà Deaver il prossimo?
Consiglio il libro a tutti coloro che sono appassionati di thriller e che vogliono leggere qualcosa di bello, di appassionante e ricco di suspence. “La luna fredda” è di certo il libro che fa per voi!

Voto: 5\5

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Libro di poesie – Come un baco da seta di Davide Angelo Salvatore

Un sapore di vita che sbava

gioie eretiche

della metrica universale.

Un sapore di vita – Davide Angelo Salvatore

Di libri di poesie ne leggo davvero pochi, anche se li apprezzo tanto. Sarà che preferisco le storie lunghe, piene di eventi, di emozioni e sensazioni. Sarà che semplicemente non siamo più abituati alla pazienza che serve per leggere una poesia. Quando mi capita però di leggere raccolte di questo tipo, provo sempre una grande gioia a parlarne perché sono fermamente convinta che la poesia sia essenziale. Non mi sento in grado di scrivere una vera e propria recensione su un libro di questo tipo perché ne so troppo poco per poter dare un parere oggettivo. Cercherò piuttosto di parlarvi delle mie sensazioni e delle poesie che più mi hanno colpita!

Trama

Foto di @passionelibri_

“Come un baco da seta” è una conversazione intima con l’esistenza, una confidenza fatta al sogno e al dolore. Nelle poesie di questa raccolta ci si addentra nella condizione di un’attesa onirica, nella quale la sofferenza non rappresenta altro che uno stadio del cambiamento. Il poeta, attraverso la forza evocativa dei suoi versi, ci regala immagini vivide di sogni e illusioni, dei mali dell’anima e della bellezza della natura, soppesando e incastonando con cura ogni parola affinché la poesia possa superare i limiti della carta e diventare legame.

Cosa ne penso?

Come vi ho già anticipato, non mi sento nella posizione di poter scrivere una vera e propria recensione, trovando pregi e difetti a una libro come questo. Le poesie trasmettono emozioni, evocano ricordi e sensazioni particolari, quindi ogni la reazione alle parole varia a seconda della persona che legge. A me le poesie piacciono tanto: mi hanno sempre trasmesso tranquillità e serenità e, lo ammetto, mi hanno sempre fatta pensare. Alle cose belle, alle cose brutte, poco importa: mi conducevano attraverso la loro musicalità e mi portavano via, lontano dal presente.

Le poesie di Davide sono così belle e intense che le ho lette senza fatica in davvero poco tempo. Mi hanno catturata completamente, rievocando in me emozioni ormai lontane. La consapevolezza di questo passato remoto mi ha impressionata molto, in realtà. Mi ha costretta a ragionare e devo dire che dopo aver chiuso il libro mi sentivo meglio, più leggera, più viva.

Di cosa parlano le sue poesie?

Foto di Bogdan Ch da Pixabay

Le sue poesie parlano di dolore, di rinascita, di consapevolezza, di amore. Forse è proprio per questa crescita emotiva che mi è piaciuta così tanto questa raccolta. Come sempre mi sono sentita più vicina a quelle che mi trasmettevano emozioni forti come l’amore o il dolore. Le parole hanno un grande potere e Davide sa usarle molto bene. Con la sua semplicità riesce a mettere insieme versi davvero magici, musicali, realistici e tanto profondi. Questo libro mi è servito per capire che da un semplice bruco con il tempo sboccerà una farfalla. E sarà proprio quella farfalla a portare nel mondo aria di leggerezza.

Vi consiglio con tutto il mio cuore la lettura di questa raccolta. Come ho già detto, le poesie sono essenziali per l’anima e quelle di Davide sono di sicuro un’ottima scelta (sia che voi siate o meno lettori e amanti di poesie). Sono talmente semplici ma altrettanto profonde da prendervi e trasportarvi con la leggerezza di una farfalla appena sbocciata.

Voto: 5\5

Mi piacerebbe lasciarvi da leggere una piccola poesia, quella che mi è piaciuta di più.

VETRO

In quel momento
il sole si fece cupo,
il cielo divenne
un immenso specchio.

Furono lacrime
versate addosso,
sangue che
macchiò la terra.

Poi la luce del sole
si trasformò in vetro.
La musica risuonò
tutto intorno.

Cicalare assillante
del lamento.
Gli occhi si spensero
brillando in una lacrima.

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Collaborazione – Beata Gioventù di Vincenzo Galati

Olga urlò e, prima ancora di pensarci, capì che la moneta di Anna era sparita.

Vincenzo Galati

Non avevo mai letto un libro di questo tipo. Sono appassionata di gialli e ne leggerei uno al giorno se solo avessi un po’ più di tempo, ma un giallo così divertente e accattivante ancora non era capitato tra le mie mani. Fortunatamente ci ha pensato Vincenzo a rimediare a questa mia mancanza inviandomi una copia del suo romanzo che ho letto veramente volentieri.

Trama

Protagonisti di questa storia ironica e fuori degli schemi un gruppo di strampalati amici, un po’ in là con gli anni ma con l’entusiasmo di ragazzini scatenati, alle prese con un’incredibile avventura. Tra una partita a carte e un cruciverba, i nostri s’imbattono in un omicidio e nel furto di una vecchia moneta di enorme valore. Capitanati dall’impavida Olga, gli arzilli vecchietti mettono in atto un ingegnoso piano che proverà a trasformarli in intrepidi giustizieri dai capelli d’argento. Ma sulla loro strada si presentano ostacoli e imprevisti di ogni tipo. Riuscirà la sgangherata banda di nonnetti a dipanare il bandolo della matassa?

Recensione

Un giallo davvero particolare!

Come ho già anticipato, ho trovato questo libro davvero molto interessante. I protagonisti sono un gruppo di vecchietti intenzionati a catturare, con il minimo aiuto da parte delle forze dell’ordine, il killer di Anna. Il suo omicidio è avvenuto a seguito di un furto: la moneta rara che l’anziana signora stava per vendere. A capo delle indagini c’è Olga, una donna dinamica e sempre piena di sorprese pronta a smascherare il delinquente e a fare giustizia per la sua amica. Quello che mi ha stupita tanto è stata la capacità dell’autore di trasportarmi, attraverso la semplicità e la linearità della narrazione, indietro nel tempo. Mi sono improvvisamente ritrovata tra i banchi di scuola con davanti il libro di antologia pieno di racconti. Mi sembrava proprio di star leggendo uno di questi piccoli ma immensi bravi.

La semplicità è l’arma migliore

Essendo un’appassionata di questo genere, mi capita raramente di leggere storie lineari così ben scritte. Quello che caratterizza, a mio parere, questo romanzo, è proprio la semplicità del narratore. É un libro adatto a tutti, anche ai più piccoli, proprio perché di facile comprensione. Non sempre la bravura di un autore è definita dalla complessità del lessico che utilizza: a volte l’arma migliore è proprio l’utilizzo di uno stile semplice. Attenzione però… semplice non vuol dire necessariamente banale! Al contrario, in questo caso Vincenzo è stato proprio bravo ad utilizzare un registro semplice ma ricercato!

I personaggi

I personaggi non sono tanti e sono tutti ben definiti. Seppur non sempre sia presente una descrizione fisica o caratteriale, molte caratteristiche vengono alla luce grazie alle azioni che compiono. La mia preferita è senza dubbio Olga: dinamica e intraprendente, non perde occasione per dimostrare che lei ha carattere e sa quello che vuole. Riesce a convincere tutto e tutti di quello che dice e di quello che vuole fare, nessuno riesce a dirle di no proprio perché sa come conquistare il mondo. Io ce la vedo a governare l’intero pianeta! Dovreste proprio conoscerla.

Cosa ne penso?

Penso che questo libro meriti di essere letto sia dagli appassionati del genere che non. A partire dagli 11\12 anni, questa è sicuramente una lettura interessante e super consigliata! Leggero, divertente e coinvolgente può tenervi compagnia e farvi appassionare davvero. Io ho trovato quasi la comfort zone di quando ero piccola tra le pagine dei libri di scuola, voi potrete trovare sicuramente altre emozioni molto belle. Questo è un libro d’altri tempi: semplice ma profondo. É scritto e strutturato molto bene. Il libro mi è piaciuto molto quindi ve lo consiglio!

Voto: 5\5

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Recensione – La biblioteca di Parigi di Janet Skeslien Charles

Era per quello che leggevo: per sbirciare nelle vite degli altri.

Janet Skeslien Charles

Sulla copertina, oltre al titolo, c’è scritto: ‘Nessuno può tacere i libri’. Questo messaggio, nel libro, passa forte e chiaro. L’autrice ha scritto un romanzo dove il protagonista, oltre a essere la giovane Odile e la piccola Lily, non è altro che il libro.

Ora vi spiego come.

Trama

Parigi, 1940. I libri sono la luce. Odile non riesce a distogliere lo sguardo dalle parole che campeggiano sulla facciata della biblioteca e che racchiudono tutto quello in cui crede. Finalmente ha realizzato il suo sogno. Finalmente ha trovato lavoro in uno dei luoghi più antichi e prestigiosi del mondo. In quelle sale hanno camminato Edith Wharton ed Ernest Hemingway. Vi è custodita la letteratura mondiale. Quel motto, però, le suscita anche preoccupazione. Perché una nuova guerra è scoppiata. Perché l’invasione nazista non è più un timore, ma una certezza. Odile sa che nei momenti difficili i templi della cultura sono i primi a essere in pericolo: è lì che i nemici credono che si annidi la ribellione, la disobbedienza, la resistenza. Nei libri ci sono parole e concetti proibiti. E devono essere distrutti. Odile non può permettere che questo accada. Deve salvare quelle pagine, in modo che possano nutrire la mente di chi verrà dopo di lei, come già hanno fatto con la sua. E non solo. La biblioteca è il primo luogo in cui gli ebrei della città provano a nascondersi: cacciati dalle loro case, tra i libri si sentono al sicuro, e Odile vuole difenderli a ogni costo. Anche se questo significa macchiarsi di una colpa che le stritola il cuore. Una colpa che solo lei conosce. Un segreto che, dopo molto tempo, consegna nelle mani della giovane Lily, perché possa capire il peso delle sue scelte e non dimentichi mai il potere dei libri: luce nelle tenebre, spiraglio di speranza nelle avversità.

I libri sono aria fresca inalata per continuare a far battere il cuore, a fare immaginare il cervello, a tenere viva la speranza.

Janet Skeslien Charles

Recensione

Odile: L’amore per i Libri

Parigi, 1939. La storia comincia con il colloquio di Odile per un posto alla American Library, biblioteca prestigiosa situata nella capitale francese.

Foto di Gerhard G. da Pixabay

Odile è una ragazza forte e precisa che conosce a memoria la classificazione decimale di Dewey. Circondata da un fratello che adora e un padre commissario di polizia che cerca in ogni modo di trovarle marito, entra nel mondo della Library e le sembra un sogno. Chi tra noi lettrici non vorrebbe lavorare in una biblioteca ed essere circondata da milioni di libri? Il destino però la coglie impreparata perché come ben sappiamo, quelli sono gli anni in cui scoppia la Seconda Guerra mondiale.

Tutto cambia: il fratello Remy parte per il fronte lasciandola sola, le regole all’interno della biblioteca non sono più le stesse e i tedeschi cominciano piano piano a occupare Parigi. Grazie però alla professoressa Reeder, la direttrice, a Margaret, divenuta la sua migliore amica, a Bitsi, la ragazza di Remy e a tutte le persone che lavorano per l’American Library, la vita è meno amara. La biblioteca diventa una famiglia, un posto sicuro per lei e tutte le persone che lo frequentano.

Lily: l’importanza della comunicazione

Nell’arco di tutto il libro, la storia di Odile si alterna con quella di Lily. Siamo in America, 1985. La giovane, grazie a una ricerca per scuola conoscerà la Sposa della guerra, che non è altro che la nostra Odile anziana. Tutti in paese diffidano della donna, la ignorano, avendo quasi paura di lei.

Lily perde la madre a causa di una malattia e questo permette alle due protagoniste di diventare molto amiche. Nella vita della giovane entra la nuova sposa di papà, Eleonor. Tra le due, i rapporti non saranno inizialmente semplici, visto che Lily vede la nuova arrivata come una sostituta della mamma. Grazie a Odile, Lily capirà di dover maturare e di dover cambiare il modo di vedere le cose. Lily scoprirà il segreto di Odile e tradirà in maniera quasi irreparabile la sua fiducia. Capirà a sue spese che a volte bisogna pensare alle conseguenze delle proprie azioni e che bisogna essere meno egoisti di come a volte siamo.

L’omaggio alla American Library

Sono molti i messaggi che l’autrice tocca in questo libro: l’importanza della parola, della comprensione, il ruolo che ricopre il Libro nella nostra vita.

Foto di Foundry Co da Pixabay

L’autrice tocca in modo così delicato le vite di queste persone che sono realmente esistite. L’American Library è stata una realtà che durante la Seconda Guerra mondiale ha permesso ai suoi utenti di restare in contatto con i libri. I bibliotecari hanno giocato un ruolo fondamentale per tener vivo il libro e per far sentire chi leggeva meno solo. Hanno rischiato la vita per tener fede a ciò che per loro contava di più.

Janet Charles ha scritto questo libro nel centenario della fondazione della libreria e ha voluto rendere omaggio a coloro che hanno permesso che tutto questo restasse in vita. Ha reso loro omaggio scrivendo la storia di Odile e Lily, portando avanti messaggi importanti: l’importanza della parola e della comunicazione per far sì che certi ostacoli non vengano affrontati in solitudine. Bisogna imparare, come scrive l’autrice nell’intervista scritta alla fine del libro, “a parlare dei propri sentimenti, per quanto per noi risultino ingestibili“.

Cosa ne penso?

Questo libro è scritto veramente bene, è scorrevole e per nulla scontato. Entriamo nel mondo della Library e capiamo subito quello che è successo nel periodo della Seconda Guerra Mondiale da un altro punto di vista, quello delle biblioteche, delle persone che ci hanno lavorano e dei tanti libri ritenuti un pericolo. Abbiamo un bagaglio storico importante, da cui imparare e da non sottovalutare mai.

Leggete questo libro se amate i Libri, troverete la giovane Lily in ognuno di voi e imparerete che nulla è più importante di ‘entrare nella pelle dell’altro‘.

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In Segnalazioni

Vi segnalo un libro! – Ragazzo, uomo e nemo di Damiano Dario Ghiglino

Un viaggio con uno zaino sulle spalle e la neve tutt’attorno intrapreso a causa di una nuova consapevolezza.
Credo fermamente che questa lettura possa aiutare tante persone, anche le più timide, a sbocciare. La conoscenza di se stessi è fondamentale per poter vivere serenamente la propria vita.

Trama

Copertina “Ragazzo, uomo e nemo”

Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso. Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

Il libro

  • Editore: Independently published (21 dicembre 2020)
  • Pagine: 109 pagine
  • Genere: Narrativa LGBT

L’ebook è scaricabile gratuitamente con Kindle Unlimited

Biografia autore

Damiano Dario Ghiglino (Genova, 1990) ha pubblicato “Paradisi senza luce” (2013),  “Nessuna pietà per gli angeli borderline” (2015) , “Il ritorno dal mondo delle idee” (2017) e “Il sole d’agosto sopra la Rambla” (2017)

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