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In Segnalazioni

Vi segnalo un libro! – Ragazzo, uomo e nemo di Damiano Dario Ghiglino

Un viaggio con uno zaino sulle spalle e la neve tutt’attorno intrapreso a causa di una nuova consapevolezza.
Credo fermamente che questa lettura possa aiutare tante persone, anche le più timide, a sbocciare. La conoscenza di se stessi è fondamentale per poter vivere serenamente la propria vita.

Trama

Copertina “Ragazzo, uomo e nemo”

Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso. Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

Il libro

  • Editore: Independently published (21 dicembre 2020)
  • Pagine: 109 pagine
  • Genere: Narrativa LGBT

L’ebook è scaricabile gratuitamente con Kindle Unlimited

Biografia autore

Damiano Dario Ghiglino (Genova, 1990) ha pubblicato “Paradisi senza luce” (2013),  “Nessuna pietà per gli angeli borderline” (2015) , “Il ritorno dal mondo delle idee” (2017) e “Il sole d’agosto sopra la Rambla” (2017)

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Collaborazione – La piccola Parigi di Alessandro Tonioli

Dietro ogni cosa che non si riesce a ricordare, c’è sempre una storia che vale la pena di essere ricordata.

Alessandro Tonioli

La piccola Parigi di Alessandro è stata veramente una sorpresa per me. Quando mi è stato mandato il libro e ho letto il titolo ne ero entusiasta: amo Parigi, ci sono stata una volta me ne sono innamorata perché questa città entra subito nel cuore di chi è romantico come me.

E proprio come Parigi, anche questa piccola storia ti entra nel cuore.

Trama

La piccola Parigi di Alessandro Tonioli

“Una città, un racconto misterioso e una bambina di cui nessuno ha mai saputo il nome.
Ecco cosa si cela dietro Cabiate e il suo essere chiamata dai suoi abitanti “La piccola Parigi”, per un motivo che però nessuno sembra ricordare. Forse solo il nonno di Chiara ha, nascosta nel suo passato, la chiave per svelare la natura di questo incantesimo che ora, forse, sta per essere finalmente rivelato.”

E’ cosi, non puoi farci niente.

Il tempo distrugge l’uomo.

L’uomo distrugge il resto.

L’amore li distrugge entrambi.

Sarà così.

Alessandro Tonioli

Recensione

Questo libro è particolare: mentre lo leggevo e nel momento in cui l’ho finito ho capito che quello che avevo tra le mani era una piccola fiaba.

I nonni: i pilastri della nostra storia

I protagonisti della nostra storia sono due: Chiara e Francesco.

Ci troviamo a Cabriate, piccolo paese di vecchi brontoloni e bambini saltellanti, dove Chiara, chiamata dai nonni Chiaraccia, come al solito rientra da scuola e trova il nonno Francesco ad aspettarla seduto sulla poltrona. Quel giorno il nonno è diverso e Chiara lo sente. Francesco comincia a raccontare una storia, a rievocare un ricordo che gli fa scendere una lacrima.

Si torna nel passato, nel periodo in cui il nonno non è altro che un ragazzino. La protagonista della sua storia è una bambina senza nome, che gira per Cabriate col suo vestito rosso, spuntata da non si sa dove. Quello che porta questa fanciulla al paese resterà impresso nella memoria di pochi, e il motivo per cui viene sopranominata “La piccola Parigi” lo lascio scoprire a voi.

Quanti pomeriggi avete passato anche voi, da piccoli, con i nostri nonni? Io tantissimi. Mi è capitato tante volte di fermarmi ad ascoltarli mentre mi raccontavano storie del loro passato. Quanto importati sono questi momenti di condivisione? Perché è di questo che si parla: di tramandare aneddoti che fanno della storia, che è una realtà e non solo una memoria. I nonni e le persone anziane giocano un ruolo fondamentale in questo, facciamone tesoro.

Il messaggio d’amore

Quello che Alessandro vuole trasmettere è quasi tangibile: questo racconto, in maniera così triste e delicata, emana amore puro. Penso che ancora più importante sia un altrettanto fondamentale valore portato dall’autore: il prendersi cura dell’altro.

Viviamo in un epoca in cui gli esseri umani sono superficiali, in cui ormai ci si arrende al materiale e tutto diventa scontato. La cosa più triste è la cattiveria che regna in tante persone e il fatto che i gesti d’amore siano ormai scomparsi.

Questo libro è un campanello d’allarme per la gentilezza dimenticata. Quante volte non perdoniamo convinti di essere immortali? Quante volte non facciamo un passo in più? Dovremmo ogni tanto ricordarci i valori che portano avanti la vita: la gentilezza, il rispetto, l’umiltà, la sincerità, la fedeltà.

Cosa ne penso?

Questo libro si presenta come un inno al non dimenticare, al restare saldi alle nostre radici e a quello che ci appartiene.

Nella nota, l’autore specifica che la punteggiatura ritmica è intenzionale, vuole portare una stesura quasi teatrale. Questo determina una lettura leggera, quasi a voler riportare il lettore indietro nel tempo. Alla fine, incentrare la storia su due personaggi non è semplice a mio parere: il libro è molto breve, sono circa una sessantina di pagine. Alessandro però, è stato molto bravo a tenere il lettore incollato al libro. Aumenta la voglia, durante la lettura, di scoprire questa piccola ragazza, di capire il suo scopo nella piccola Cabriate, di conoscere la Piccola Parigi.

Leggetelo questo libro: vi verrà facile viaggiare indietro nel tempo insieme a Francesco e voler conoscere anche a voi questa bambina col vestito rosso per scoprire il suo messaggio per voi!

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Collaborazione – I ricordi non fanno rumore di Carmen Laterza

La nostalgia per la madre, la paura di Ruggero, l’asperità stessa della vita quotidiana dimostravano a Bianca, giorno dopo giorno,, che per sfuggire alla guerra non bastava tenersi lontano dalla violenza, scappare un po’ più in là, salite su un carro e poi su un altro, superare le colline, accettare la miseria infame. La guerra era ovunque intorno a lei, acuta e incombente, ma forse non erano tutti ugualmente vittime e l’unica possibilità era capire se c’era davvero una parte giusta per combattere, come aveva sussurrato Vittorio quella sera nel fienile prima di andarsene: capire chi meritava il peggio e chi aveva il diritto di infliggerlo.

Carmen Laterza

Prima di tutto ci tengo tanto a ringraziare l’autrice per avermi fornito la copia cartacea del suo libro. Non vedo l’ora di metterlo in libreria e ritirarlo fuori tra qualche anno, sfogliare le pagine e rileggere le frasi che tanto mi hanno emozionata. Ho iniziato a leggerlo sapendo che avrei versato fiumi di lacrime di fronte alla crudeltà della realtà che viene raccontata e così è stato. Di solito quando piango per un libro significa che mi è piaciuto molto ma per stavolta non è sufficiente dire che mi è piaciuto. Mi ha completamente travolta, distruggendomi emotivamente (in senso positivo, ovvio) perché la storia è questa e non si può cambiare. Possiamo solo imparare da essa a non commettere gli stessi errori del passato. É a questo che serve, vero?

Trama

I ricordi non fanno rumore

Bianca è una bambina allegra e vivace e vive con sua madre Giovanna in casa dei signori Colombo. La sua vita è fatta di cose semplici ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale travolge gli equilibri familiari e Bianca è costretta a lasciare Milano per andare in campagna dalla zia, dove pensa di poter cominciare una nuova vita. 
Bianca scopre ben presto che la guerra è ovunque intorno a lei, fuori e ancora di più dentro casa, e l’unica possibilità di sopravvivere è rendersi autonoma, imparare a contare solo su se stessa. Ma per riuscirci deve mettere in discussione le proprie convinzioni sui rapporti familiari, sulle regole sociali e sulla verità dei propri ricordi.
Perché i ricordi sembrano cimeli di un passato lontano ma quando riemergono, di fronte agli snodi cruciali della vita, si rivelano per quello che sono: compagni silenziosi e discreti del nostro cammino che determinano la rotta delle nostre scelte. E come una bussola interiore ci guidano così: senza fare rumore.
Sullo sfondo di un’Italia divisa tra due guerre, quella ufficiale degli eserciti e quella clandestina dei partigiani, Carmen Laterza mette in scena una straordinaria parabola di formazione e resilienza in cui, ancora una volta, il messaggio di rinascita e speranza è affidato a figure femminili profonde e indimenticabili.

Recensione

Dire cosa penso di questo libro stavolta non è per niente facile, ma ci provo. Non mi piacciono i romanzi storici, quelli che parlano di guerra, di morte, di passato; quelli che mi costringono ad orientarmi in un dato periodo, ad immaginarmi una determinata scena, a comprendere certe dinamiche. Non mi piacciono i libri come questo perché non mi piace la storia, anche se il termine “piacere” non è appropriato. Diciamo più che non la capisco, faccio fatica a ritrovarmi in ciò che so o non so. Eppure quando mi capita di affrontare letture di questo tipo mi immergo completamente nelle parole come fossero una piscina in cui nuotare. Non mi piacciono ma li amo follemente. Sembra strano, eh? Lo so, ma forse solo così riesco davvero a farvi capire cosa è significato per me il romanzo di Carmen Laterza.

Ambientazione e storia: dove siamo?

Siamo nell’Italia degli anni ’40 del Novecento. Nazisti e Fascisti iniziano a invadere Germania e Italia con le leggi razziali, con le distinzioni per razza, sesso, orientamento sessuale e tutto ciò che concerne la sfera intima e privata della persona. L’Italia sta per entrare in guerra e Giovanna, governante presso l’abitazione dei Signori Colombo, ebrei, deve trovare una soluzione per cercare di dare a Bianca, sua figlia, un futuro degno. Una sera decide di partire per Pavia alla volta della casa di sua sorella Augusta con cui ha chiuso i rapporti dopo la nascita della figlia. Quella partenza segnerà per sempre il destino delle due. Si troveranno in mezzo ai bombardamenti e affronteranno un viaggio pieno di paura, di angoscia e di insicurezza del futuro. Giovanna dovrà lottare contro le ingiurie che la vita le ha riservato per dare a Bianca un po’ di speranza. Ma nell’Italia del 1942 la speranza non basta.

Bianca, la purezza della vita

Bianca è solo una bambina quando comincia la guerra ma da subito dimostra di avere una purezza d’animo tale da riuscire ad affrontare tutto. L’assenza del padre, l’abbandono della madre e le cattiverie che gli uomini come Ruggero hanno in serbo per lei non riusciranno a spegnere quella fiamma che Bianca possiede e che solo lei può controllare. Sin da piccola ha le idee chiare: vuole un matrimonio con tanta gente, una famiglia felice e un uomo che la ami per sempre. Solo dopo che Elvira le avrà insegnato ad amarsi sempre e a saper stare sola, capirà che nella vita l’unica cosa di cui ha davvero bisogno per essere felice è se stessa.

Dopo un’infanzia rubata, dopo le mille paure, gli abbandoni e le offese, Bianca prenderà una carrozza che la porterà verso l’orizzonte, verso il futuro che tanto desidera conquistare.

Bianca e la madre, un simbolo importante

Foto di MJ Jin da Pixabay

Giovanna rimane incinta di Bianca quando è ancora una bambina. Al tempo la gravidanza prima del matrimonio non era vista di buon occhio da nessuno, era quasi una vergogna per la famiglia. Così la ragazza madre viene diseredata dalla mamma e dal papà, viene buttata fuori casa con una bambina da accudire e con un futuro da costruire interamente. Giovanna cresce la figlia come meglio può, non facendole mai mancare il pane sotto i denti e un tetto sopra la testa, ma non è mai pienamente convinta della scelta che ha fatto. Costretta a crescere così presto, molto spesso le capita di rimpiangere il momento del concepimento di questo bambina, ma subito ritorna in sè e cerca di trovare soluzioni alternative al rimpianto.

Il loro è un rapporto ricco d’amore. Bianca adora la madre: essendo sempre stata con lei non potrebbe essere altrimenti. Il padre non l’ha conosciuto e scoprirete solo leggendo il libro il perché, ma posso dirvi che è una di quelle storie che tutt’oggi accadono e di cui tutt’oggi continuiamo a meravigliarci. Il loro legame sembra indissolubile, indistruttibile, intoccabile: eppure il destino ha serbato per loro un’altra realtà, più dura della guerra, della fame e della miseria.

Cosa ne penso?

Mi è capitato raramente di leggere libri così profondi, così realistici e così emozionanti. Mi sono ritrovata tanto in Bianca per una serie di motivi che forse, un giorno, vi racconterò e ammetto di aver pianto proprio quando Bianca stava male. Non credevo di appassionarmi così tanto in questa storia fatta di ricordi, di vicende, di amore e di speranza. Perché se è vero che la guerra è sempre attorno a noi, è altrettanto vero che la guerra si può sconfiggere solo con l’amore e la speranza. Bianca l’ha sconfitta. Vorrei tanto sapere dov’è lei adesso, ma questo non mi è dato saperlo. Leggete “I ricordi non fanno rumore” anche se non amate i romanzi storici perché questo vi scalderà la vita e vi farà capire quanto siamo fortunati.

Voto: 5\5

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GDL di Giulia e Valentina – Il gioco dell’angelo di Carlos Ruis Zafòn

Sa qual è il bello dei cuori infranti? Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi.

Carlos Ruis Zafòn

Nel mese di Dicembre, io e il gruppo di lettura di Giulia e Valentina dedicato a Zafòn ci siamo dedicati a “Il gioco dell’angelo”, il secondo libro dei quattro racchiusi nella saga del ‘Cimitero dei libri dimenticati’.

In questo romanzo, il protagonista non è Daniel Sampere, bensì David Martin, scrittore di romanzi che abita sempre nella nostra Barcellona degli anni Venti.

Questo libro non ha niente a che fare con ‘L’ombra del vento‘ a mio parere; ne ‘Il gioco dell’angelo’ abbiamo una storia sicuramente più cupa, malinconica e quasi surreale.

Trama

Il gioco dell’angelo

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l’occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de “L’ombra del vento” hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore – scrivere un’opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell’umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

[…] il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.

Carlos Ruis Zafòn

Recensione

La storia: da dove tutto ha inizio

David Martin è un personaggio diverso da Daniel presente nell’Ombra del vento: cinico all’inverosimile, pieno di un tale sarcasmo che lo contraddistingue per il tutto il racconto.

Inizialmente il protagonista ha 17 anni e scrive per ‘La Voz de la Industria‘, giornale di stampa nazionale, dove conosce Pedro Vidal che diventerà il suo migliore amico, ma soprattutto suo mentore. Qui comincia la sua carriera come scrittore perché, anche se con falso nome, scriverà dei racconti racchiusi nella serie ‘Misteri di Barcellona’.

Licenziato a causa del suo successo e grazie allo zampino di Vidal, David trova lavoro presso una casa editrice a nome di Barrido ed Escobillas che tramite un contratto stipulato, accetta di scrivera una serie di romanzi contenuti nella serie battezzata come ‘La città dei maledetti’.

Nel frattempo, visto lo discreto stipendio e la voglia di cambiare, il nostro protagonista abbandona la pensione di donna Carmen e si trasferisce nella casa della torre, abitata precedentemente da Diego Marlasca.

Nel momento in cui il successo comincia a sfuggirgli di mano, entrerà in scena Andreas Corelli, editore francese che propone al nostro amico di scrivere un libro per lui che riguarda una nuova religione, una nuova fede.

Quale sarà il legame tra David e Diego, ma soprattutto Andreas? Scriverà questo libro?

L’amore salva sempre?

Quanto siamo liberi?

In principio sono andata un po’ a rilento, ho trovato la scrittura ‘pesante’, piena di descrizioni, di riflessioni. Son anche dell’idea però, che l’intento di Zafon sia proprio quello: farci entrare in questa storia in punta dei piedi per addentrarsi piano piano negli eventi e capire le scelte di Martin.

Lo scrittore lascia al lettore la libertà di interpretare la figura di Corelli come meglio crede: il nostro editore, anche se Zafon non lo rivela mai, non è altro che Lucifero. E voi penserete… cosa centra il Diavolo in questo libro? Non voglio svelarvi niente perchè vi consiglio di leggerlo, non rimarrete delusi!

Alla fine, David incarna il libero arbitrio, la possibilità di scegliere. L’uomo fino a che punto è in grado di scegliere senza farsi corrompere da denaro, successo e vanità? Quanto è corrompibile l’animo umano? Cosa ci permette di attaccarci alla vita e alla speranza? La risposta è sempre quella… l’Amore. L’amore rende questa vita meno amara, meno dolorosa e ci lascia vivere al meglio.

Cosa ne penso?

Ho adorato anche questo libro, adoro tutta questa saga, adoro Zafòn. Lo ritengo sempre il mio scrittore preferito, l’avrete capito.

Tra le varie opinioni che ho sentito in merito al libro, qualcuno ammette di essere deluso da questo libro, che non è all’altezza de ‘L’ombra del Vento’ . Io ritengo che le due storie non siano paragonabili. Ne “Il gioco dell’angelo”, si parla di dannazione, di tormento, di dolore, di malattia.

Alla fine però, Zafòn ci fa capire che ciò che conta sempre è l’amore, la vita, la speranza, il perdono. Lasciatevi sempre amare, anche quando tutto sembra buio. L’Amore non è altro che la Luce. Vedremo cosa succede nel terzo capitolo: Il prigioniero del cielo sarà la lettura di gennaio.

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Recensione – Effetto domino di Edy Tassi

Nel buio e nel silenzio di quell’orribile stanzone, sentì il proprio cuore battere al ritmo di una nuova consapevolezza.

Effetto domino – Edy Tassi

Ho iniziato a leggere questo libro con una mia amica per senso del dovere, dato che stiamo scrivendo un romanzo molto simile. Le ho proposto la lettura di “Effetto domino” dopo che una cliente a lavoro, acquistandolo, me l’ha caldamente consigliato. Così ho letto la trama di sfuggita, che mi ha incuriosita tantissimo. Ed eccomi qui… a parlarvi di questa bellissima storia d’amore.

Trama

Effetto domino di Edy Tassi

Nascosta dietro l’obiettivo della macchina fotografica, Gloria è sicura di essere intoccabile. E invisibile. Di poter scegliere lei ogni mossa, anche con gli uomini. Seducendoli, amandoli senza inibizioni, e poi lasciandoli prima di poter provare emozioni troppo intense. Prima di poter soffrire. Ma nessuno può sfuggire alla propria storia. E quando il passato la chiama con forza dall’Africa alle sponde scintillanti ed esclusive del Lago di Como, Gloria comincia a seguire le tracce di una verità scomoda, di una storia familiare misteriosa e affascinante. Al centro di tutto c’è l’enigmatica e imponente Villa Visdomini. E un uomo, Marco, che è tentazione pura, pericoloso come il fuoco che divampa tra loro. Questa volta Gloria non può più nascondersi.

Recensione

Non mi aspettavo di certo che questa storia mi avrebbe colpita così tanto. Ho iniziato a leggere il libro armata di evidenziatore e matita con la volontà di imparare qualcosa, ma l’ho finito stesa sul divano a sognare. Non ricordo quando esattamente ho accantonato l’idea di catturare ogni insegnamento per lasciarmi travolgere dalla passione di Gloria e Marco, eppure è successo. Marco e Gloria mi hanno presa e lentamente coinvolta nella loro relazione fatta di passione, di segreti, di attimi intensi e di grande attrazione.

La storia

Gloria, fotografa di mestiere, ha un passato oscuro alle spalle di cui vuole cercare di scoprire qualcosa. Sa solo che la madre, morta giovane, risiedeva a Villa Visdomini sul lago di Como e che una famiglia esiste, in Italia, lontana da lei. Così, dopo la morte del padre ucciso dai debiti del gioco, Gloria lascia l’Africa alla volta di Como. Sarà proprio la curiosità di conoscere il suo passato e la gioventù di sua madre a spingerla, una sera, a varcare furtivamente la soglia della Villa. Grazie alla fotocamera e al teleobbiettivo che ha sempre a disposizione, quella stessa sera Gloria farà la conoscenza della bella figura di Marco, il più giovane dei Galbiati. Quell’incontro segreto e quel corpo perfetto faranno nascere in Gloria un’insolito desiderio.

Gloria riuscirà, grazie all’aiuto di Francesco, amico di famiglia, ad accedere in maniera legale alla Villa e di farsi notare, seppur involontariamente, da Marco. Inizierà tra loro una relazione fatta di travolgente passione impossibile da frenare. La loro storia andrà ben oltre il passato e sarò in grado di portare a galla anche il più nascosto dei segreti.

I personaggi

Devo dire di aver apprezzato tutti i personaggi del libro. Ben strutturati e ben caratterizzati, Gloria Montanari e Marco Galbiati sono i protagonisti di “Effetto domino”. Accanto a loro, come personaggi principali, ci sono Giulio, papà di Marco, Stefano, papà di Gloria e Anna, moglie di Giulio. Personalmente credo che ognuno di loro abbia un ruolo fondamentale nella vicenda e sia per questo importante capire appieno il carattere.

Foto di Pexels da Pixabay

Giulio, uomo di potere e ricco imprenditore, ha serie difficoltà a mantenere in piedi la sua azienda ma troppo orgoglioso per chiedere l’aiuto del figlio, laureato a pieni voti in Economia. Roberto, fratello di Giulio, credo sia l’unico ad essermi stato antipatico dal primo momento: presuntuoso ed egoista, farà fatica a cedere le redini dell’azienda, troppo impegnato a spiccare. Anna, invece, seppur ombra di Giulio, ha risaltato in particolar modo alla fine del libro, quando finalmente prende una posizione e si schiera dalla parte che, secondo lei, merita la ragione.

Francesco è quello con la maschera migliore. Si è finto amico di tutti per tutto il libro, ma solo alla fine rivela ai lettori la sua vera natura. Falso, egocentrico, rancoroso e tremendamente avido, compirà gesti inaspettati in grado di stravolgere il corso degli eventi.

Erotismo, deciso ma per niente volgare

Questo è un romanzo di genere erotico. Adatto a un pubblico di lettori adulti, è in grado di far provare ai lettori tutte le emozioni e le sensazioni che provano i personaggi. La scrittura semplice e lineare dell’autrice permette al lettore di vivere intensamente ogni scena. Le descrizioni, dettagliate ma non volgari, degli attimi di passione tra i due personaggi, mostrano a chi legge ogni singolo brivido.

La non volgarità per me è un pregio enorme in un libro erotico perché passare dalla sensualità alla volgarità è un attimo e il confine è davvero sottile. Edy Tassi è stata davvero bravissima a giocare con le parole e a utilizzare il lessico appropriato per non oltrepassare mai il confine. Sono rimasta stupita in positivo da questo dettaglio.

Cosa ne penso?

Cosa penso di questo libro? Credo che, oltre ad avermi appassionata, mi abbia anche insegnato ad armeggiare con le parole giuste, a capire quali momenti descrivere e come farlo. Io sono dell’idea che questo romanzo mi sia servito per capire cosa voglio dal libro che sto scrivendo e come lo voglio. Mi è piaciuto, mi ha appassionata e mi ha travolta in maniera davvero positiva. Mi sento di consigliarlo davvero a tutti quello che amano il genere e anche a quelli che non lo amano ma vogliono provare a leggere qualcosa. Io me ne sono follemente innamorata e credo che chiunque si innamorerebbe di Marco e di Gloria.

Voto: 5\5

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SERIE TV (Netflix)- Qualcuno deve morire. Cosa ne penso?

Non sono mai stata troppo appassionata di serie tv, soprattutto se a sfondo storico, ma con questa mi sono ricreduta. Ho apprezzato la trama, i personaggi e l’ambientazione. Ne sono rimasta davvero stupita.

Trama

Locandina “Qualcuno deve morire”

Ci troviamo nella Spagna franchista degli anni Cinquanta. Gabino Fàlcon torna a casa, in Spagna, dopo essere stato in Messico per dieci anni, ospite dalla famiglia della mamma. Il rientro è programmato perché il padre di famiglia ha programmato il matrimonio tra Gabino e Cayetana, figlia di un importante uomo d’affari. Tutti rimangono però stupiti nel momento in cui il ragazzo rientra accompagnato da Lazaro, ballerino messicano. I dubbi sulla loro amicizia, troppo intima e insolita, iniziano ad alimentare voci di paese tutt’altro che positive. Gabino di suo conto non fa nulla per fermare le voci, anzi, cerca di alimentarle per cercare di andare oltre le convenzioni imposte dalla società. Le sue decisioni affrettate ma estremamente sentite innescheranno una serie di eventi infelici che porteranno i personaggi a prendere drammatiche soluzioni.

Recensione

Ambientazione e periodo storico

L’ambientazione è coerente al massimo con il periodo storico. L’abbigliamento dei personaggi, il registro linguistico e gli eventi causati dalle situazioni sono tutte questioni legate al periodo storico. Sono rimasta davvero colpita perchè, io non ami il genere storico, questa serie mi è entrata nel cuore. L’amore che Gabino prova per Lazaro, non ricambiato, è fuori norma per la società di quel tempo perciò si percepisce l’angoscia e l’inquietudine dei due giovani. Essere omosessuale era quasi un reato e rifiutare il matrimonio con una ragazza di buona famiglia per tenere fede al vero amore era inaccettabile. Il regista e lo sceneggiatore hanno davvero tenuto in considerazione ogni minimo dettaglio, rimanendo coerenti con il periodo e trasportando il lettore in un’epoca lontana.

L’omosessualità e una società ancora troppo chiusa

Ho apprezzato la miniserie in ogni sua sfumatura. I personaggi mi sono piaciuti tanto, in particolare Gabino, nel quale mi sono rispecchiata. Indipendente, consapevole e combattivo, cerca in tutti i modi di tenersi quello che è suo. Non cede al potere, non asseconda le richieste del padre per accontentarlo o per evitare i problemi, ma al contrario mette la faccia nel suo amore e tiene fede ai desideri. Non è un ragazzo semplice, ma è un ragazzo che tenta di essere felice, di seguire i suoi sogni e di ascoltare il suo cuore. É incompreso ma non gli pesa esserlo. Vorrebbe cambiare la società ma non può, è ancora troppo presto.

Perchè guardare questa miniserie?

Guardare questa serie ci fa capire quanto siamo fortunati noi millennials ad avere la possibilità di scegliere a chi dare il nostro amore e a chi concedere la nostra mano. In tanti hanno combattuto per questa libertà ma a volte sembriamo dimenticarcene. Seppur sembri ancora un tabù, l’omosessualità è un diritto. Nessuno può e deve in alcun modo giudicare. Nessuno.

Mi è piaciuta?

Mi è piaciuta, sì. Mi è letteralmente entrata nel cuore. Composta solo da tre puntate, penso meriti davvero di essere guardata. Sia per l’accuratezza nei dettagli, sia per la storia. La consiglio a tutti voi, anche se non amate il genere. Io sono la prima a non apprezzarlo eppure “Qualcuno deve morire” mi ha conquistata. Se lo guardate, fatemi sapere cosa ne pensate.

Voto: 5\5

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Vi segnalo un libro! – Notes about me di Cloe

Esce oggi il romanzo new adult autopubblicato di Cloe, “Notes about me“! Di seguito vi lascio più dettagli.

Trama

Notes about me di Cloe

L’autunno è arrivato e con esso le foglie che si tingono di rosso e si librano nel vento frizzantino, accendendo di colori un cielo plumbeo in continuo mutamento. Tutto cambia, non solo le stagioni, ma Ivy Cooper questo non l’ha messo in conto.
Ivy non è perfetta, non lo è affatto. Cinica, snob e opportunista, circondata da persone di simile indole, inizia il suo terzo anno al Sumpton College sempre più determinata a raggiungere l’unica cosa che per lei conti davvero: il successo nel lavoro.

Non c’è niente e nessuno che conti per lei, eccetto Lucas, il suo migliore amico, con cui si concede di abbassare la maschera impenetrabile che ha costruito negli anni. Eppure gli imprevisti della vita, i sentimenti a lungo soppressi e la voce della coscienza la travolgeranno costringendola a chiedersi più di una volta cosa vale la pena perdere e cosa tenere con sé. Cos’è più importante, essere o apparire? Un cuore che batte o la strada verso il successo?

L’autrice

Sono convinta che un nome, un’immagine, un profilo social non dovrebbero mai influenzare il giudizio di un lettore. È per questo che ho scelto di non avere né nome né immagine. Quello che voglio sia giudicato di me stessa è ciò che scrivo e le emozioni che suscito, positive o negative che siano. Nient’altro. Purtroppo viviamo in un’epoca che fa dell’immagine il primo (e a volte l’unico) biglietto da visita, so di andare controcorrente e di partire in salita, ma confido nei lettori e nel loro amore per i libri perché è solo questo che conta quando si scrive un libro: la passione per la scrittura e il rispetto verso chi dedicherà il suo tempo a quella lettura. Non conoscerete il mio nome, ma leggendo ciò che ho scritto saprete molto di più di un dato anagrafico, perché “Notes about me” è frutto di una profonda introspezione personale, è quello che sono, quello che penso, quello che ho vissuto e vivo. Ho prestato le mie emozioni ai miei personaggi e, in cambio, ho ricevuto una storia che non parla solo di me, ma di tanti e tante che come me credono ancora nell’amicizia, nell’amore, in se stessi.

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In Recensioni

GDL di Valentina e Giulia – L’ombra del vento di Carlos Ruis Zafòn

I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.

Carlos Ruis Zafon

Riprendere in mano e recensire “L’ombra del vento” è pura emozione per me. “L’ombra del vento” è Il Libro che mi ha fatto avvicinare in modo potente al mondo della lettura.

Quando mi sono imbattuta nella storie di Instagram di Giulia e Valentina che riguardavano la creazione di un gruppo di lettura per i libri di Zafòn, ho sentito un tuffo al cuore. Non potevo non parteciparvi.

Immaginate una ragazzina di dodici anni che va in biblioteca per la prima volta e nella ricerca tra migliaia di volumi sente il richiamo per questo romanzo e, proprio come Daniel, il protagonista di questo libro, la Marina di quel tempo viene rapita dalla storia fin dalle prime pagine.

Ora cerco di spiegarvi il perchè.

Trama

L’ombra del vento

Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

“Ogni libro possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso.”

Carlos Ruis Zafon

Recensione

Daniel E Julian: due storie a confronto

Daniel vive in una Barcellona degli anni 40 insieme al padre, ed è un ragazzino di undici anni quando scopre “L’ombra del vento” scritto da Julian Carax nel Cimitero dei libri dimenticati.

Foto di Peter H da Pixabay

Finito di leggere, il nostro protagonista rimane talmente folgorato dal libro che cerca in tutti i modi di rintracciare altre opere di Carax, ma viene prontamente ostacolato da un uomo senza volto che si fa chiamare Lain Curbert e dall’ispettore Fumero.

L’ombra del vento racconta due storie: da una parte quella di Daniel, di Fermin e di Bea mentre dall’altra quella di Julian, Jeorge e Penelope.

Leggendo il libro, si trovano senza ombra di dubbio dei parallelismi tra le due storie: entrambe parlano di un amore ostacolato che cerca in tutti i modi di uscire alla luce del sole, raccontano la paura nei confronti di un destino che sembra non dar tregua a nessuno dei due protagonisti.

I personaggi

Sono talmente affezionata a Daniel, a Fermin, a Bea, a Julian e tutti i personaggi che riesco trovare quasi degli amici in un ognuno di loro.

Nel libro, Daniel è il protagonista e si assiste in modo completo alla crescita di questo personaggio: questo ragazzino che ha paura della vita dopo aver perso sua madre da piccolo, si ritrova a dover affrontare se stesso e i suoi dubbi per salvare l’amore per Bea.

Fermin, il barbone salvato da Daniel, diventa il miglior amico che si possa avere: questo uomo racchiude l’intelligenza, il coraggio e la stima che dovremmo aver in ognuno di noi.

Ma una delle figure che ha catturato la mia attenzione durante la lettura è stata Sofie Carax, la madre di Julian. Questa donna vive in un amore mai cominciato e si lascia trasportare dagli eventi, che porteranno a tutta la nostra storia. Lei, conscia di tutto fin dall’inizio, vuole proteggere Julian dal dolore della verità, cosa che farebbe ogni madre. Cerca di farlo scappare a Parigi quando la situazione precipita e evita di farlo entrare nell’esercito.

Sofie ha pensato a una sola cosa per tutto il tempo: proteggere suo figlio. L’amore dovrebbe fare questo sempre: curare il bene dell’altro e volere la sua felicità.

Cosa ne penso?

Zafòn è un maestro nel creare un mondo per queste storie che sono legate dall’amore, ma anche dalle bugie, dal destino ma soprattutto dalle scelte fatte che portano i protagonisti a combattere per la loro vita.

Ti viene quasi voglia di visitare Barcellona di quel tempo per ripercorrere tutte le strade, per scoprire e conoscere la villa dell’angelo e magari scoprire se c’è ancora Julian che ci aspetta.

Come si fa a recensire un libro che non è altro che un pezzo del tuo cuore?

La storia di Daniel riuscirà a entrarvi dritta nei cuori, vi verrà quasi voglia di lottare assieme a lui affinché tutta la verità esca fuori a galla, che vinca l’amore e almeno una volta nella vita mangiare un buon pasto caldo con il vecchio Fermin o semplicemente entrare nella libreria di Sampere e figli.

Questo libro lo consiglio vivamente, perché è scritto in maniera magistrale e racconta una storia che non è la semplice favola d’amore che tutti si aspettano, ma che anzi, fa capire che bisogna combattere per tenersi stretto l’Amore, perché come dice il nostro amico Fermin: ‘Ci sono due o tre ragioni per cui vivere, il resto è letame.’ Se anche voi, avete una persona che combatte per voi, allora siete veramente fortunati.

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Libri per bambini – Ma chi ha disordinato i miei giochi di Stefania Piras

Ho già recensito un libro di Stefania Piras alcuni mesi fa e finalmente eccomi qui a recensire la sua ultima opera per bambini. Si tratta di “Ma chi ha disordinato i miei giochi?” edito Placebook Publishing. La lettura è adatta ad un pubblico di bambini di età compresa tra i sei e i nove anni, ma ovviamente tutti possono leggerlo tornando piccoli per alcuni minuti. Io sono dell’idea che libri di questo tipo insegnino davvero tanto ai più piccoli e continuerò a promuovere la lettura dell’infanzia.

Trama

Una mattina appena sveglio un bambino ordinatissimo trova tutti i suoi giochi in disordine. E la cosa si ripete per vari giorni di fila. Chi sarà mai il pasticcione che lascia tutto in giro per la stanza? È così che si incontrano due amici molto diversi, uniti dalla stessa voglia di giocare e divertirsi. E vivono assieme un’avventura indimenticabile, da conservare sempre nei ricordi.

Recensione

Scritto in stampatello maiuscolo e grande, questo libro può tenere compagnia a tanti piccolini. Parla di un bambino molto ordinato che da un po’ di tempo si sveglia innervosito dai suoi giochi tutti disordinati. Non riesce a capire chi è che li lascia così! Una notte decide di restare sveglio per vedere chi è il colpevole ed ecco che vede il fantasmino! Dopo essersi conosciuti iniziato a giocare insieme fino al mattino dopo, quando la mamma lo sveglia per andare a scuola. Lui è stanco e non vuole andarci, così racconta l’avventura della sera prima alla mamma, che lo tranquillizza e gli racconta tutta la verità.

I giochi da riordinare, una questione importante!

Tanti bambini si divertono a giocare con tutti i loro giochi contemporaneamente, ma quando viene il momento di riordinare la faccenda diventa complicata. Il momento del riordino non è così gioioso per tutti, pertanto a volte capita che i giochi rimangano sul pavimento per alcune ore. Le mamme, infatti, per insegnare ai figli a riordinare tutto, lasciano a loro questo compito. Il protagonista del racconto rimette sempre al suo posto i giochi, ma quando è stanco preferisce addormentarsi per poi farlo la mattina dopo.

Sicuramente questo libro è un ottimo spunto per comprendere che ciò che si fa subito non va rimandato. “Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi” è la frase che almeno una volta nella vita tutti abbiamo sentito. Bene, questo racconto lo insegna! Il bambino lascia tutto in disordine e porta a termine il suo compito il giorno successivo, rischiando di innervosirsi per tutto il corso della giornata. Allora meglio impiegare cinque minuti di tempo la sera a riordinare per rimanere sotto le coperte cinque minuti in più la mattina! Anche se si è passata tutta la notte a giocare con l’amichetto fantasmino puzzone!

La lettura insegna sempre tanto

I libri sono importanti per tutti, grandi e piccini. Per i piccoli però hanno un ruolo più importante. Loro infatti si immedesimano nel racconto e imparano cose che altrimenti non imparerebbero così velocemente. Io sono sempre stata convinta che un buon libro può insegnare più di anni di scuola e questo secondo me è verissimo. I libri di Stefania Piras hanno proprio la caratteristica di narrare questioni quotidiane davvero importanti per i piccoli. Per questo ve li consiglio tanto.

Cosa ne penso?

Penso che questa lettura sia davvero ottima e che possa essere affrontata dai bambini sia in autonomia sia insieme ai genitori per trarne insieme una riflessione. Vi consiglio caldamente questo libro e, se non sapete ancora cosa regalare ai vostri piccoli per Natale, questo può essere un punto di partenza. Contiene anche tante belle illustrazioni e disegni bianchi da colorare tutti insieme!

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Il mio primo libro – #LETTUREANTIVIRUS, un’antologia sulla pandemia

Non avrei mai detto che da una situazione come quella che tutti noi abbiamo vissuto a marzo 2020 sarebbe nata un’antologia del genere. Eppure eccomi qui a presentarvi #LETTUREANTIVIRUS, un libro nato dall’unione di sette racconti di sei autori diversi: Eugenio Pattacini, Alessandro Zelioli, Nina Miselli, Manuela Chiarottino, Francesco Serio e Alessia Grasselli. Tra questi autori ci sono anche io e questo non può che rendermi immensamente felice.

Da cosa nasce #LETTUREANTIVIRUS?

#Lettureantivirus nasce come rubrica di intrattenimento tenuta da Alessandro Zelioli e dedicata alla lettura sul gruppo facebook ME&M: Montecchio Emilia e Montecchiesi. Durante tutta la prima ondata della pandemia, Alessandro ha tenuto compagnia ai suoi ascoltatori donando a tutti noi un piccolo momento di svago social. Dopo alcuni mesi #LETTUREANTIVIRUS è diventata un’antologia composta da sette racconti tutti contestualizzati nel momento storico che stiamo ancora attualmente vivendo.

#LETTUREANTIVIRUS parla di amore, di ricordi, di sogni, di progetti, di desideri, di coraggio e di voglia di vita in un momento in cui tutte queste cose sono apparentemente ostacolate da una pandemia mondiale. Il libro vuole dare un messaggio importante ai lettori: si può andare oltre il virus con le semplici cose quotidiane che tutti abbiamo sempre, in casa nostra, tra i nostri affetti più cari. L’amore è la tematica che ricorre in quasi tutti i racconti e che accomuna tutte le storie. Dà la possibilità ai personaggi di continuare a vivere nonostante tutto.

TRAMA

#lettureantivirus Barkov Edizioni

Una mamma di cui non serve neppure sapere il nome, Susanna e la sorella “mocciosetta”, Gennaro e Lorenza alle prese con la tardiva relazione che li accomuna, Andrea e il suo colloquio col virus, Anna e Giuliano e quello strano modo di conoscersi tanto bello quanto surreale, Antonella e Mirco così giovani e così motivati a creare una identità comune nel loro primo appartamento, un padre e un figlio uniti nel cuore, sono i protagonisti che danno vita a queste pagine in cui il susseguirsi di emozioni, paure, sensazioni, insicurezze, amori, pensieri, idee, vissuti, incomprensioni, difficoltà ed esperienze, dà vita a diverse narrazioni nelle quali tutto incontra tutto, dipingendo situazioni mai facili e men che meno ordinarie. Alla fine ogni persona risulta superiore agli accadimenti, il percepito più permeante della realtà stessa, sin anche a porre dubbi su quale e cosa sia realmente questa realtà. Una sorta di miscellanea da cui traspare in tutta la sua imponenza e, al tempo stesso, delicatezza il ruolo primario della vita.
Gli Autori hanno utilizzato il coronavirus come sfondo ai singoli racconti costruendo storie e proponendo narrazioni che paiono essere il naturale proseguimento della rubrìca #lettureantivirus proposta per tutto il periodo del lockdown dal gruppo facebook “ME&M: Montecchio Emilia e montecchiesi” e da cui l’antologia prende il titolo.

Foto di @passionelibri_

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Per acquistare il libro non ti resta che cliccare sul pulsante del formato che più preferisci. Tutti gli autori che hanno partecipato al progetto li avete anche incontrati sul blog perché li ho recensiti tutti. Autori molto validi e pieni di cose da dire. Vi consiglio fortemente la lettura di questo libro se volete evadere dalla vita reale e rifugiarvi in un mondo in cui il virus non ammazza i sogni e l’amore. Se volete costruirvi un mondo migliore…